Vincenzo Rizza
Vincenzo Rizza
14 Gen 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Unioni civili, convivenze di fatto: il matrimonio rimane il matrimonio

La proposta di legge sulle unioni civili e sulle convivenze di fatto introdurrà nel nostro ordinamento nuovi istituti che daranno finalmente una risposta ad esigenze che da tempo attendono di essere regolamentate. La famiglia tradizionale, però, conserva un rango di carattere costituzionale che non verrà messo in discussione nel nuovo assetto dei rapporti di coppia.

 

La legge sulle unioni civili in discussione al Senato introduce nell’ordinamento giuridico italiano due nuovi istituti: l’unione civile e la convivenza di fatto.

 

La questione etica legata all’argomento appare troppo complessa per consentire una trattazione veloce e non eccessivamente dottrinale come vuole essere di questa rubrica.

Ciò non impedisce tuttavia a chi scrive di porre in rilievo un aspetto particolarmente significativo della vicenda legislativa -ma anche sociologica – che coinvolge il dibattito in corso ed il suo collegamento con le norme costituzionali.

 

L’iniziativa legislativa in discussione non modifica l’assetto costituzionale della famiglia come rapporto tra persone di sesso diverso al quale lo Stato attribuisce un rilievo pubblico privilegiato a seguito del matrimonio.

 

Rimane salvo, a parere di chi scrive, infatti, il rilievo costituzionale della famiglia alla luce di una sua concezione antropologica che – con caratterizzazioni diverse a seconda degli orientamenti culturali – costituisce la mediazione tra posizioni cattoliche e posizioni laiche emerse nel dibattito in Assemblea Costituente.

 

E se appare eccessivamente caratterizzata la posizione di Giorgio La Pira che considerava la famiglia come un “negozio di diritto divino”, sono certamente più laiche, anche se conformi al pensiero cattolico, le posizioni di Dossetti e di Moro che consideravano la famiglia come il nucleo nel quale l’uomo e la donna si realizzano pienamente, alla luce della previsione dell’art. 2 della Carta che, appunto, tutela le formazioni sociali nelle quali ciascuno “svolge la sua personalità”.

 

Una concezione, quella propugnata dagli esponenti del pensiero cattolico più aperto, addirittura più ampia di quella “coniugale” che finì – quasi per caso – per essere consacrata nel testo definitivo, a seguito del compromesso tra chi chiedeva di introdurre il principio dell’indissolubilità del matrimonio e chi – il fronte laico guidato da Palmiro Togliatti – vi si opponeva e si riteneva appagato dal testo conclusivo che non conteneva tale principio.

 

Rimane fermo, anche nella nuova articolazione dei rapporti personali che scaturisce dalle norme attualmente in discussione, il peso costituzionale attribuito dall’art. 29 della Costituzione alla famiglia formata da un uomo ed una donna e riconosciuta dallo Stato: una società naturale titolare di un rango primario attributivo di diritti peculiari.

 

Le unioni civili e la convivenza di fatto saranno introdotti come istituti regolamentati con norme di rango non costituzionale, le quali prendono atto dell’evoluzione culturale intervenuta nel corso dei quasi settanta anni trascorsi dall’approvazione della Carta.

 

Rimane fermo, pertanto, il rilievo e la preferenza dell’ordinamento giuridico per la concezione sociologica ed etica del “matrimonio” come unione di un uomo e di una donna riconosciuta dallo Stato. Ma vengono, nello stesso tempo, regolamentate altre forme di unione che, in aderenza con la previsione dell’art. 2 della Costituzione, costituiscono diritti inviolabili dell’uomo ed espressione di ulteriori formazioni sociali, diverse dalla famiglia, nelle quali si svolge la personalità di ciascuno dei componenti della coppia.

 

Avremo modo, prossimamente, di occuparci del contenuto della proposta di legge in discussione, offrendone intanto la lettura a chi lo ritenesse interessante con il link in calce.

 

Nel frattempo, e sebbene siamo stati sempre propugnatori della necessità di regolamentare le unioni civili e le convivenze di fatto, abbiamo voluto prendere posizione sul dibattito in corso, sottolineando favorevolmente il diverso rilievo che, comunque, permarrà, tra l’istituto di rango costituzionale e quelli scaturenti dalle norme ordinarie in corso di discussione e, speriamo, di approvazione da parte del Parlamento.

 

>> scarica la proposta di legge


Autore immagine: 123rf com

 


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