Alcoltest: ci deve essere l’avviso all’avvocato
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14 Gen 2016
 
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Redazione
 


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Alcoltest: ci deve essere l’avviso all’avvocato

Guida in stato di ebbrezza: quando l’automobilista ha causato un incidente e rischia l’incriminazione penale non si tratta di mera attività di polizia amministrativa ma di un accertamento tecnico irripetibile che richiede la presenza dell’avvocato.

 

Ha diritto a farsi assistere da un avvocato” non è solo una frase da film: è, infatti, nullo il verbale della polizia che accerta la guida in stato di ebbrezza di un automobilista se questi, dopo aver procurato un incidente, non viene avvisato della facoltà di farsi assistere da un legale di fiducia prima di sottoporsi all’etilometro o alcotest. È quanto chiarito dal Tribunale di Roma con una recente sentenza [1].

 

Come ormai insegna il costante orientamento della Cassazione, l’obbligo di avvertire il conducente del veicolo non ricorre al di fuori delle ipotesi in cui viene commesso un reato e quindi nel caso in cui l’accertamento venga eseguito in via esplorativa, risultando espressione di una mera attività di polizia amministrativa. È invece obbligatorio avvisare il conducente se l’accertamento è funzionale all’indagine penale in corso se la sua esecuzione è conseguenza di un sinistro stradale.

 

Alla luce di tale principio, il tribunale capitolino ha dato ragione a un automobilista che, dopo aver investito un pedone, causandone la morte, è stato sottoposto dalla polizia locale all’alcoltest senza però essere avvisato della facoltà di farsi assistere da un legale di fiducia.

 

L’accertamento mediante etilometro [2] dello stato di ebbrezza (ovvero della misura della concentrazione alcolica nell’aria alveolare espirata) è un accertamento tecnico irripetibile stante l’alterabilità, modificabilità e tendenza alla dispersione degli elementi che sono oggetto dell’analisi; come tale deve essere effettuato previo avvertimento della facoltà di essere assistito dal proprio legale [3].

 

Questo non significa però che la polizia debba attendere l’avvocato se a molti chilometri di distanza: ne verrebbe meno la genuinità del test. In tal caso, infatti, si potrebbe ugualmente procedere alla prova dell’etilometro anche senza difensore di fiducia.

 

La nullità del verbale non deve essere eccepita, dal conducente, necessariamente all’atto del test, ossia facendo mettere a verbale che non c’è stato l’invito a farsi assistere dall’avvocato. Infatti tale contestazione può essere sollevata fino all’apertura del dibattimento.


[1] Trib. Roma sent. n. 4618/15.

[2] Ai sensi del D.lgs. 30.04.1992, 285, art. 186 comma 4.

[3] Artt. 354 e 356 cod. proc. pen.

 


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