Competenza: no tribunale minori se pende la causa al giudice ordinario
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14 Gen 2016
 
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Competenza: no tribunale minori se pende la causa al giudice ordinario

Se è stato adito prima il giudice della separazione e non dei minori, è il primo a decidere sulla responsabilità genitoriale.

 

Se pende una causa fra ex coniugi, davanti al tribunale ordinario, avente ad oggetto la modifica delle condizioni di affido del figlio, non si può adire anche il Tribunale dei minori con un’azione per ottenere un provvedimento che tolga la responsabilità genitoriale all’altro genitore: questo perché la riforma del diritto di famiglia [1] vuole evitare provvedimenti contrastanti provenienti da giudici diversi. E ciò nell’interesse superiore del minore. Si ha quindi un’attrazione della competenza in capo al giudice adito per prima che, nel caso di specie, è appunto quello della separazione. Lo ha chiarito poche ore fa la Cassazione [2].

 

È competente il tribunale ordinario a risolvere la controversa questione dell’affido del bambino anche se uno dei genitori si rivolge al tribunale per i minorenni, con un’istanza apposita volta ad ottenere la revoca della potestà parentale dall’altro genitore. La modifica apportata dalla riforma della filiazione è finalizzata ad evitare che la proposizione di nuove istanze si risolva in un uso strumentale del processo per spostarne la competenza.

 

Il punto è che il processo deve seguire un unico obiettivo: il superiore interesse del minore, assicurando a tal fine una distribuzione della competenza tendenzialmente stabile, non rimessa soltanto alle scelte processuali delle parti. L’attrazione della competenza si verifica anche se le parti delle due cause non sono proprio le stesse dal momento che davanti al Tribunale dei minorenni a procedere è la Procura della Repubblica: ciò che conta è che i provvedimenti adottati ricadranno comunque nella sfera dei genitori in entrambi i casi.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 1, ordinanza 23 settembre 2015 – 14 gennaio 2016, n. 432
Presidente Ragonesi – Relatore Acierno

Fatto e diritto

Il Tribunale per i minorenni di Bari si è dichiarato incompetente in ordine al procedimento promosso dalla Procura della Repubblica, sulla base di un’istanza formulata da S.S. , volto all’accertamento dei presupposti per l’emissione di provvedimenti ablativi della responsabilità genitoriale nel contesto di una forte conflittualità familiare sviluppatasi tra la S. e T.R. , genitori del minore T.L. .
Ha precisato il Tribunale che l’istanza è intervenuta nella pendenza di procedimento di modifica delle condizioni di separazione personale, instaurato presso il Tribunale di Foggia ed avente a specifico oggetto il regime di affidamento del predetto minore, fortemente contestato. Pertanto la competenza, ai sensi del novellato art. 38 disp. att. cod. civ., integralmente applicabile ratione temporis alla fattispecie, deve essere radicata davanti al Tribunale di Foggia. Ha infine osservato il Tribunale per i minorenni che la domanda proposta davanti ad esso è identica a quella formulata in via subordinata, davanti al tribunale ordinario, nonché a quella già decisa ex art. 710 cod. proc. civ. dal medesimo Tribunale con

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[1] Di cui alla legge 219/12.

[2] Cass. ord. n. 432/16 del 14.01.16.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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