Cos’è la mora del debitore e quali sono i suoi effetti?
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Cos’è la mora del debitore e quali sono i suoi effetti?

Il ritardo del debitore nell’adempimento, i danni al creditore, gli effetti tipici della mora, la purgazione in mora.

 

Il debitore è in mora quando ritarda l’adempimento dell’obbligazione. Perché si abbia mora occorre che si verifichino i presenti presupposti:

 

– l’esigibilità del credito, ossia l’avvenuta scadenza dell’obbligazione;

 

– il ritardo nell’adempimento per colpa del debitore.

 

La mora può essere di due tipi:

 

ex re o anche mora di diritto, nel qual caso il debitore è in mora senza che sia necessaria alcuna attività del creditore come, ad esempio, la spedizione di una raccomandata apposita. Questa è l’ipotesi in cui si tratta di obbligazioni “portabili”, ossia da eseguirsi al domicilio del creditore, ed il termine per l’adempimento sia scaduto; oppure il caso in cui il debito derivi da atto illecito, in quanto s’incorre nella mora fin dal momento in cui l’illecito fu compiuto; infine la circostanza in cui il debitore dichiari per iscritto di non voler adempiere.

 

ex persona, quando è necessaria la cd. costituzione in mora del debitore, per mezzo dell’ufficiale giudiziario oppure semplicemente per iscritto senza la necessità di formule sacramentali. Si deve far ricorso ad essa se il debito è pagabile presso il debitore e quando manchi un termine per l’adempimento, e il creditore non l’abbia fatto fissare dal giudice.

 

 

Quali sono gli effetti tipici della mora?

La mora produce degli effetti che sono:

 

– il passaggio del rischio dell’impossibilità sopravvenuta, che prima della mora gravava sul creditore, in capo debitore che dovrà indennizzare il creditore anche delle conseguenze scaturenti dalla forza maggiore verificatasi dopo la mora. Così se la prestazione diviene impossibile per causa non imputabile al debitore, e questi era già in mora, lo stesso è ritenuto ugualmente responsabile.

Il debitore potrà, tuttavia, superare tale responsabilità dimostrando che, se pure egli avesse adempiuto per tempo, il bene oggetto della prestazione sarebbe ugualmente perito presso il creditore (per esempio a causa di una calamità naturale).

 

 

Il debitore moroso deve risarcire il danno al creditore?

Circa il risarcimento del danno, il debitore è ritenuto responsabile dei danni che la mora ha procurato al creditore. Nel caso di obbligazioni pecuniarie sono comunque previsti i cosiddetti interessi moratori che valgono come risarcimento del danno senza che il creditore dimostri di aver subito un pregiudizio.

 

Inoltre, se il creditore dimostra di aver subito un danno maggiore, ha diritto al risarcimento dello stesso: per esempio il creditore, per ottenere il risarcimento del danno da svalutazione monetaria, deve provare che se avesse ricevuto in tempo il denaro che gli spettava lo avrebbe investito in beni sottratti alla svalutazione stessa.

 

La prescrizione è interrotta da ogni atto che valga a costituire in mora il debitore.

 

Cosa si intende per “purgazione in mora”?

La rimozione degli effetti e dello stato del ritardo è definita “purgazione della mora”. Essa si concretizza nella rinunzia al credito, oppure nella rinunzia alla mora qualora il creditore accordi una dilazione di pagamento, rimettendo il debitore in termini.

La rinuncia dev’essere esplicita e quindi non può presumersi. Con la purgazione della mora cessa il decorso degli interessi moratori e il rischio dell’impossibilità della prestazione torna a gravare sul creditore.


Autore immagine: 123rf com

 


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