Separazione: accesso al reddito dell’ex con l’Anagrafe tributaria
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15 Gen 2016
 
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Redazione
 


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Separazione: accesso al reddito dell’ex con l’Anagrafe tributaria

Accesso agli atti: marito o moglie possono conoscere i dati del reddito dell’ex coniuge, per come dichiarato al fisco, tramite l’Anagrafe tributaria.

 

Meno difficoltà, nel giudizio di separazione e divorzio, per dimostrare che l’ex coniuge guadagna di più di quello che dice: è possibile, infatti, per chi sceglie la strada della causa per dirsi addio, accedere ai dati sui redditi del marito o della moglie attraverso l’accesso all’Anagrafe tributaria, conoscendo così tutti i quadri del modello Unico del consorte e visionare le informazioni presenti nei database del fisco su conti correnti e altri rapporti finanziari. Lo ha precisato il Tar Campania in una recente sentenza [1]; l’Agenzia delle Entrate, dunque, non può negare o l’istanza di accesso agli atti amministrativi o far finta di niente e rimanere in silenzio.

Peraltro, a differenza di quanto avviene nella fase di pignoramento, attraverso la cosiddetta “ricerca telematica dei beni del debitore”, qui non c’è neanche bisogno di chiedere prima l’autorizzazione al Presidente del Tribunale, trattandosi di comunissima richiesta di accesso agli atti, riconosciuta a tutti i cittadini che possano vantare un interesse per far valere un proprio diritto, come appunto nel caso del coniuge che debba dimostrare al giudice i redditi nascosti dell’ex.

 

 

La vicenda

Pendendo presso il Tribunale un procedimento per la separazione giudiziale nel quale la moglie aveva chiesto un assegno di mantenimento per sé e per la figlia sproporzionato a detta del marito, quest’ultimo, per tutelare i propri interessi, aveva chiesto all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate di esercitare il diritto d’accesso ai documenti fiscali della moglie. In particolare la richiesta era finalizzata a conoscere le informazioni relative “agli anni di imposta 2011, 2012 e 2013, nonché alle comunicazioni inviate, dal 1° gennaio 2011 alla data di risposta, da tutti gli operatori finanziari all’Anagrafe tributaria – sezione Archivio dei rapporti finanziari – relative ai rapporti continuativi, alle operazioni di natura finanziaria e ai rapporti di qualsiasi genere, riconducibili, anche in qualità di delegante o di delegata, alla moglie”. Una richiesta motivata con l’obiettivo di dimostrare nel giudizio di separazione “le concrete disponibilità reddituali e le risorse economiche” dell’ex consorte e di “contrastare il diritto del coniuge all’assegno di mantenimento, nonché di stabilire l’esatto ammontare dell’assegno per la figlia”.

Non avendo ricevuto risposta, l’uomo ha impugnato al Tar il silenzio-rifiuto delle Entrate.

 

 

La sentenza

Nella sentenza in commento il Tar ricorda che il diritto di accesso ai documenti amministrativi spetta a chiunque abbia un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale è chiesto l’accesso”.

In particolare, i documenti fiscali dell’ex coniuge sono “accessibili” e trasparenti quando finalizzati a fornire al giudice la prova dei redditi da questi posseduti. La sentenza riconosce la possibilità di prendere conoscenza di tutti i quadri delle dichiarazioni dei redditi e di visionare le comunicazioni inviate da tutti gli operatori finanziari all’Anagrafe tributaria.

 

Anche il Consiglio di Stato, in passato, ha ritenuto legittima la consultazione dei dati relativi all’ex coniuge contenuti nell’Anagrafe dei conti correnti senza però poter procedere alla stampa dei dati oggetto dell’interrogazione [2].


[1] Tar Campania, sent. n. 29/2016.

[2] Cons. St. sent. n. 2472/2014.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
19 Gen 2016 francesco russi

La sentenza 29/2016 non è del TAR CAMPANIA, ma del TAR SICILIA, sezione distaccata di CATANIA.