Quali diritti hanno i lavoratori in somministrazione?
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16 Gen 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Quali diritti hanno i lavoratori in somministrazione?

Dipendenti con contratto di somministrazione: disciplina e differenze rispetto ai dipendenti dell’azienda utilizzatrice.

 

Ho un contratto di somministrazione: è vero che il trattamento degli interinali è peggiore rispetto alla generalità dei dipendenti?

 

I dipendenti con contratto di somministrazione hanno assolutamente gli stessi diritti rispetto ai dipendenti assunti direttamente dall’azienda utilizzatrice, e nessuna discriminazione può essere loro applicata. Hanno dunque diritto allo stesso inquadramento a parità di mansioni, alle stesse ferie, agli stessi riposi e, ingenerale, al medesimo trattamento, sia economico che normativo. Esistono, però, alcune differenze relative alla particolare tipologia del contratto. Per capire meglio, vediamo come funziona il contratto di somministrazione e le tutele previste per i dipendenti.

 

 

Contratto di somministrazione: come funziona

Il contratto di somministrazione, istituito dalla cosiddetta Legge Biagi [1], ha sostituito il vecchio contratto interinale: rispetto al lavoro interinale, la somministrazione consente di assumere un dipendente anche a tempo indeterminato. Ma andiamo per ordine.

 

Nella somministrazione, innanzitutto, abbiamo tre rapporti:

 

– il rapporto tra il somministratore, cioè l’agenzia di somministrazione, e l’utilizzatore, l’azienda, cioè, presso cui lavorano i dipendenti assunti dall’agenzia: si tratta di un contratto commerciale, che deve rispondere a precisi requisiti, pena l’illiceità e la nullità del contratto stesso(che comporta l’assunzione diretta del dipendente a tempo pieno e indeterminato in capo all’utilizzatore);

 

– il rapporto tra l’agenzia e i dipendenti in somministrazione, che costituisce un normale contratto di lavoro;

 

– il rapporto tra l’utilizzatore e i dipendenti: questi ultimi devono lavorare secondo le direttive, le indicazioni e nell’interesse dell’azienda utilizzatrice, anche se il loro datore di lavoro è l’agenzia; tuttavia, tra dipendente e utilizzatore può anche non essere formalizzato alcun contratto.

 

 

Contratto di somministrazione: le tutele

I dipendenti in somministrazione hanno le seguenti tutele:

 

– diritto allo stesso inquadramento dei dipendenti dell’azienda utilizzatrice, a parità di mansioni;

 

– diritto allo stesso trattamento economico dei dipendenti dell’azienda utilizzatrice, a parità di inquadramento e di orario;

 

– diritto allo stesso trattamento normativo, a parità di inquadramento e di orario, dei dipendenti dell’azienda utilizzatrice: dunque spetteranno lo stesso numero di giornate di ferie e di ore di permesso, le stesse eventuali indennità aggiuntive (laddove previste), i ratei relativi alle mensilità aggiuntive ed al Tfr, etc.;

 

– spettano inoltre le misure a sostegno del reddito erogate dall’Inps, in proporzione, a seconda dei casi, ai contributi versati o al reddito posseduto: assegni al nucleo familiare, disoccupazione Naspi…

 

Una tutela aggiuntiva è inoltre prevista nel caso in cui l’agenzia non paghi gli stipendi o i contributi: in questo caso sarà l’azienda utilizzatrice a doverli pagare, perché obbligata in solido.

 

Non è invece possibile porre in cassa integrazione o in mobilità i lavoratori in somministrazione, anche se l’azienda utilizzatrice ha collocato i suoi dipendenti in integrazione salariale o mobilità: questo perché le agenzie non sono destinatarie di tali trattamenti.

Inoltre, i lavoratori in somministrazione non hanno il diritto di precedenza all’assunzione.

 

 

Contratto di somministrazione: durata

La durata massima del contratto di somministrazione può essere pari a:

 

36 mesi, con un massimo di 6 proroghe;

 

42 mesi, con un massimo di 6 proroghe, qualora nei primi 24 mesi siano state effettuate un massimo di 2 proroghe.

 

È comunque sempre possibile iniziare un nuovo contratto subito dopo la cessazione del contratto precedente, senza che si debba rispettare il cosiddetto periodo cuscinetto (pari a 10 giorni per contratti con durata inferiore a 6 mesi ed a 20 giorni per i contratti con durata superiore).

 

 

Contratto di somministrazione: assunzione a tempo indeterminato

Nulla vieta all’agenzia di assumere un dipendente con contratto di somministrazione a tempo indeterminato: in questo caso, nei periodi d’inattività, in cui il lavoratore non si trova in missione presso un utilizzatore, questi ha diritto a percepire un’indennità di disponibilità (sulla quale però non maturano i ratei ferie, Tfr, mensilità aggiuntive ed altri emolumenti).

 

In alcuni casi è previsto il diritto alla trasformazione del rapporto da tempo determinato a indeterminato:

 

– quando il dipendente ha prestato 42 mesi di servizio, anche non continuativi, con la stessa agenzia;

 

– quando il dipendente ha prestato 36 mesi consecutivi di servizio presso lo stesso utilizzatore e con la stessa agenzia, nelle medesime mansioni.

 

Dopo la trasformazione del contratto, il dipendente non può essere licenziato per 12 mesi (salvo il rifiuto di una congrua missione o il verificarsi di una giusta causa di cessazione del rapporto).

 


[1] D.lgs 276/2003.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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