Disoccupazione Naspi 2016, tutte le faq
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16 Gen 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Disoccupazione Naspi 2016, tutte le faq

Indennità di disoccupazione Naspi: a quanto ammonta, quando spetta, quando si perde , come si richiede, computo delle settimane e delle giornate utili.

 

La Naspi, la nuova indennità di disoccupazione, operativa da maggio 2015, ha sostituito i precedenti trattamenti Aspi (ex DS) e Mini Aspi (ex DS a requisiti ridotti), ed ha comportato grandi modifiche nella disciplina relativa al sussidio di disoccupazione: per tale motivo, non sono pochi i dubbi a cui dato luogo questo recente istituto.

Vediamo, in queste faq, le risposte a tutti i dubbi sulla Naspi, e le novità del 2016.

 

Quante settimane di lavoro servono per ottenere la Naspi?

Per ottenere la Naspi è necessario il possesso di 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione, nei 4 anni precedenti la perdita dell’impiego; inoltre, sono necessarie 30 giornate di lavoro dipendente effettivo, nei 12 mesi precedenti.

 

Come si calcolano ai fini Naspi i periodi di CIG a zero ore?

I periodi di cassa integrazione a zero ore sono considerati neutri ai fini del calcolo: vuol dire che l’arco dei 48 mesi (4 anni) da contare a ritroso dovrà essere ancora ampliato all’indietro, sino a ricostruire 48 mesi “al netto” di eventi neutri, come appunto la cig a zero ore.

 

Come si calcolano ai fini Naspi i periodi di CIGS e CIG in deroga a zero ore?

Anche i periodi di cassa integrazione straordinaria e in deroga sono considerati neutri, per analogia, dunque l’arco temporale di 48 mesi precedenti alla Naspi deve essere ampliato del numero di settimane corrispondenti all’integrazione salariale. La neutralizzazione, in questi casi, è valida anche per l’ulteriore requisito delle 30 giornate lavorative nell’arco dei 12 mesi precedenti alla cessazione del rapporto di lavoro.

 

Come si calcolano ai fini Naspi i periodi di lavoro all’estero?

I periodi di lavoro prestati in Paesi convenzionati con l’Italia contano come periodi lavorati in Italia, mentre sono da considerare neutri i periodi nei quali sia stato prestato lavoro dipendente in Paesi che non hanno stipulato convenzioni bilaterali con l’Italia, in materia contributiva: la neutralità è applicabile sia per il requisito delle 13 settimane di lavoro nei 4 anni precedenti, che per le 30 giornate nei 12 mesi.

 

Come devono essere contati ai fini Naspi i periodi di aspettativa sindacale e chiamata a ricoprire cariche pubbliche elettive?

L’Inps ha recentemente chiarito che devono essere considerati neutri sia l’aspettativa sindacale, che i periodi in cui si è chiamati a ricoprire cariche pubbliche elettive, sia per il requisito delle 13 settimane, che delle 30 giornate.

 

Come devono essere contati i permessi Legge 104, ai fini Naspi?

I permessi ed i congedi per l’assistenza ai disabili sono considerati periodi neutri.

 

Come devono essere contati i periodi già indennizzati con Aspi, Mini Aspi o disoccupazione ordinaria/a requisiti ridotti?

Le settimane di contribuzione già indennizzate con disoccupazione ordinaria con requisiti normali (DS o ASpI ) sono escluse dal calcolo: se la precedente indennità non era proporzionata alla contribuzione preesistente , ed era stata interamente fruita, devono essere escluse almeno 52 settimane dal computo dei contributi utili alla Naspi; in caso di parziale godimento della precedente indennità, invece, deve essere ridotto il totale delle settimane da escludere, in proporzione al rapporto tra la disoccupazione fruita e quella spettante in teoria.

 

Come devono essere contati ai fini Naspi i periodi in cui non si è occupati?

I periodi d’inoccupazione, non essendo coperti da assicurazione, non sono considerati neutri e non ampliano il quadriennio da contare a ritroso.

 

Come si calcolano le 30 giornate lavorate nell’anno per le colf?

Per i lavoratori domestici, poiché non è possibile applicare il requisito delle 30 giornate nell’anno ai fini della spettanza della Naspi, tale parametro è sostituito con 5 settimane di lavoro. In particolare, è considerata lavorata una settimana se risultano accreditate almeno 24 ore. Per stabilire il numero di settimane lavorate, bisogna dividere le ore lavorate nel mese per 24.

 

Mi sono dimessa durante il periodo di maternità obbligatoria: ho diritto alla nuova disoccupazione Naspi?

Le dimissioni nel periodo tutelato di maternità danno pieno titolo alla corresponsione della Naspi. Tale periodo parte da 300 giorni prima della data presunta del parto, sino al compimento del primo anno di vita del bambino.

 

Mi sono licenziato perché sono stato trasferito a 100 chilometri da casa: ho diritto alla Naspi?

Le dimissioni per spostamento della sede di lavoro di oltre 50 km rientrano tra le ipotesi di dimissioni per giusta causa, pertanto si avrà pieno diritto alla Naspi.

 

Mi sono licenziato perché non mi pagavano lo stipendio: ho diritto alla Naspi?

La mancata corresponsione della retribuzione è un fatto che non consente la prosecuzione, neanche momentanea, del rapporto di lavoro: pertanto, configurandosi un’ipotesi di dimissioni per giusta causa, avrà pieno diritto alla Naspi.

 

Sono stato assunto a tempo indeterminato: perderò la Naspi?

La Naspi, in caso di assunzione a tempo indeterminato, si perde soltanto se il reddito annuo presunto è superiore a 8.145 euro; in caso contrario, l’indennità è decurtata in misura pari all’80% del nuovo reddito da lavoro.

 

Sono stato assunto a tempo determinato: è vero che la Naspi viene sospesa?

In caso di rioccupazione a tempo determinato, la Naspi è sospesa soltanto se il reddito annuo presunto supera 8.145 euro ed il contratto è inferiore ai 6 mesi; se la durata del contratto supera i 6 mesi e la soglia di reddito, l’indennità si perde; se il contratto è inferiore ai 6 mesi e non si supera la soglia di reddito, l’indennità è decurtata in misura pari all’80% del nuovo reddito da lavoro.

 

Posso lavorare con i voucher mentre percepisco la Naspi?

È possibile essere retribuiti con i buoni lavoro, mentre si percepisce la disoccupazione, sino ad un massimo di 3.000 euro l’anno.

 

Percepisco l’assegno ordinario d’invalidità: ho diritto alla Naspi?

Secondo una recente sentenza della Corte Costituzionale, chi percepisce l’assegno ordinario d’invalidità, a differenza di chi percepisce l’assegno d’invalidità civile, non può contemporaneamente percepire la Naspi, ma può optare per il trattamento più favorevole.

 

Se mi metto in proprio perdo la Naspi?

Se si effettuano prestazioni di lavoro autonomo, la Naspi si perde soltanto sopra la soglia di 4.800 euro annui; sotto la soglia, l’indennità è ridotta dell’80% del nuovo reddito da lavoro autonomo.

 

Se manco ad un incontro organizzato dal centro per l’impiego perdo la Naspi?

Qualora il lavoratore non si presenti alle convocazioni presso il centro per l’impiego, alla prima convocazione subisce la decurtazione di un quarto della mensilità Naspi; al secondo rifiuto ingiustificato, l’indennità è sospesa per un mese; alla terza assenza, decade dallo stato di disoccupazione e dalla prestazione.

 

Che cosa succede se manco a un corso di formazione?

Se il lavoratore non partecipa alle iniziative formative o di riqualificazione, la Naspi è sospesa per un mese; alla seconda assenza, decade dallo stato di disoccupazione e dalla prestazione.

 

Che cosa succede se rifiuto un’offerta di lavoro?

Se il disoccupato percettore di Naspi rifiuta un’offerta di lavoro congrua, perde sia la Naspi che lo stato di disoccupazione.

 

Quanto dura la Naspi?

La durata della Naspi è pari alla metà delle settimane contribuite indennizzabili, per un massimo di 24 mesi. Dal quarto mese l’indennità subisce una decurtazione percentuale crescente.

 

È vero che per gli stagionali la Naspi dura di più?

Per i lavoratori stagionali del settore turistico, al contrario della generalità dei lavoratori, ai fini della durata del trattamento possono essere contate le settimane lavorate che hanno già dato luogo, in passato, all’indennità Mini Aspi: in questi casi la Naspi non può, però, superare i 6 mesi.

 

Entro quando si deve chiedere la Naspi?

La Naspi deve essere richiesta entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

 

Da quando si può percepire la Naspi?

La Naspi decorre dall’ottavo giorno dalla cessazione del rapporto di lavoro, o dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se inviata successivamente (entro i termini).

 

A chi si deve richiedere la Naspi?

La Naspi, qualora il cittadino sia in possesso del codice Pin, può essere richiesta direttamente dall’interessato sia tramite Contact Center che online, attraverso i Servizi Inps per il cittadino, alla sezione “Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito”; può essere, altrimenti, richiesta tramite patronato, compilando il mandato all’Ente ed il Modulo Naspi SR 156.

 

Prima di chiedere la Naspi devo fare la dichiarazione al Centro per l’impiego?

La dichiarazione d’immediata disponibilità al lavoro (Did), qualora non sia già stata resa presso il centro per l’impiego, può essere resa direttamente all’Inps, in sede di compilazione della domanda Naspi.

 

Ho fatto domanda di Naspi ma i soldi non arrivano: cosa devo fare?

La prima cosa da fare, laddove l’indennità tardi ad arrivare, è chiamare il Contact Center dell’Inps (al numero 803.164), munendosi del proprio codice fiscale, codice Pin e protocollo della domanda Naspi inviata. Se, alla verifica dell’operatore, non sono riscontrati problemi nell’accoglimento dell’istanza, questi invierà una segnalazione alla sede Inps competente alla liquidazione della disoccupazione. Se entro due settimane nulla cambia, è opportuno recarsi direttamente presso la sede Inps competente.

 

Percepisco la Naspi e mi sono messo in proprio: come faccio a comunicarlo all’Inps?

Ogni comunicazione relativa agli eventi che possono influire sulla Naspi deve essere inviata utilizzando il Form online Naspi-Com, all’interno della sezione Naspi del sito dell’Inps, o compilando l’omonimo modello cartaceo e inoltrandolo tramite Patronato.

 


 


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Commenti
16 Gen 2016 Marco Guizzardi

Poniamo il caso di un lavoratore che nel tempo libero ha un rapporto di collaborazione sportiva dilettantistica con una Associazione Sportiva e riceva un compenso annuale che, è noto, rientra fra i cosiddetti “redditi diversi” (art. 67 del Tuir, lettera “m” comma 1) e non da lavoro, alla pari delle plusvalenze o delle vincite alle lotterie. Al momento in cui per giusta causa egli entra in regime di Naspi, quel “reddito diverso” (che invece prosegue a percepire), può inficiare (ridurre o annullare) la Naspi? E’ obbligatoria la comunicazione Naspi Com? Viene cioè considerato lavoro? In tal caso, per continuare a percepire la Naspi, il lavoratore deve interrompere anche tale attività del tempo libero o rinunciare al compenso?

 
6 Mar 2016 guida raffaele

perche nella naspi non viene calcolata la cassa integrazione in deroga

 
5 Ott 2016 claudio pantano

Se mi licenzio da un contratto a tempo indeterminato e vengo assunto da un’altra azienda per un periodo, allo scadere di questo secondo contratto ho i requisiti per chiedere la naspi? e se si, percepisco la nasci solo in base al secondo contratto o anche quello/i precedenti?

 
8 Nov 2016 Veronica Cecaro

Salve sono Veronica Cecaro. Essendo una docente precaria sto percependo la Naspi. Se dovessi accettare un incarico presso una cooperativa con la semplice lettera di incarico, perdo l’erogazione NASPI?Devo darne comunicazione a qualcuno, oppure si deve applicare un’altra tipologia contrattuale per non perdere la disoccupazione?Spero di esser stata chiara e di ricevere Vostre notizie, quanto prima. Cordiali saluti.