Opzione Part Time per la pensione, come funziona?
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15 Gen 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Opzione Part Time per la pensione, come funziona?

Uscita anticipata flessibile con orario part time: chi può accedere, a quanto ammontano retribuzione e contributi, quando si può andare in pensione.

 

Tra le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2016, è molto interessante la cosiddetta Opzione Part Time, che consente l’uscita anticipata dal lavoro a metà, cioè usufruendo di un orario part time, ma continuando a percepire la contribuzione piena. Vediamo subito, in questa breve guida, come funziona questa nuova possibilità e chi può accedervi.

 

 

Opzione part time: destinatari

Possono beneficiare dell’opzione part time i seguenti soggetti:

 

– lavoratori dipendenti del settore privato, iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago) oppure alle forme sostitutive della medesima;

 

– assunti con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato;

 

– che maturano, entro il 2018, il diritto alla pensione di vecchiaia;

 

– che hanno già raggiunto i requisiti di contribuzione minima per la pensione di vecchiaia (pari a 20 anni per la generalità dei lavoratori, 15 anni per i destinatari della Deroga Amato).

 

 

Opzione part time: riduzione orario

La riduzione dell’orario di lavoro, per l’uscita anticipata a metà, può essere operata in misura pari da un minimo del 40% ad un massimo del 60%, per un periodo non superiore all’arco di tempo tra la data di concessione del beneficio e la data del pensionamento.

 

 

Opzione part time: benefici

A fronte della riduzione dell’orario di lavoro esposta, il lavoratore ha diritto al riconoscimento dei contributi figurativi corrispondenti alle ore mancanti rispetto al tempo pieno. Inoltre, ha diritto a ricevere, da parte del datore di lavoro, una somma, non soggetta a tasse e contributi, corrispondente alla contribuzione ai soli fini pensionistici relativa alla prestazione lavorativa non effettuata.

 

 

Opzione part time: come richiederla

Per beneficiare dell’Opzione, il lavoratore deve stipulare un apposito accordo col datore di lavoro. Questo accordo deve poi essere comunicato, da parte dell’azienda, sia all’Inps che alla Direzione Territoriale del lavoro (Dtl).

Le modalità operative con le quali effettuare la comunicazione devono essere rese note con una circolare del Ministero del Lavoro, da emanarsi entro il 1° marzo 2016.

Una volta inoltrata la comunicazione, la Direzione territoriale del lavoro deve rilasciare un’apposita autorizzazione: purtroppo il provvedimento di autorizzazione non può essere rilasciato a tutti coloro che ne fanno richiesta, ma soltanto nei limiti delle risorse stanziate per l’intervento, pari, nel 2016, a 60 milioni di euro, ed a 120 milioni di euro nel 2017.

 

 

Opzione Part Time per contratti di solidarietà

L’Opzione part time, nel nostro ordinamento, non è comunque una novità assoluta: il Decreto di riordino degli ammortizzatori sociali [1], infatti, prevede la stessa possibilità per i lavoratori nella cui azienda siano in corso contratti di solidarietà espansiva. In questo caso, possono anticipare la pensione:

 

– i lavoratori ai quali manchino 2 anni per raggiungere l’età prevista per la pensione di vecchiaia;

 

– purché possiedano già i requisiti minimi di contribuzione;

 

– qualora accettino di svolgere la prestazione lavorativa per un orario pari alla metà (50%) di quello previsto prima dell’intervento della riduzione oraria dovuta al contratto di solidarietà.


[1] D.lgs. 148/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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