Danneggiare i beni di un’altra persona non è più reato
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16 Gen 2016
 
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Danneggiare i beni di un’altra persona non è più reato

Depenalizzate le condotte di chi rompe un cellulare, un computer, urta all’automobile altrui in un cortile privato; resta reato il danneggiamento aggravato.

 

Operazione depenalizzazione: il Governo ha approvato ieri, in via definitiva, i due decreti che prevedono la cancellazione di numerosi reati, alcuni dei quali trasformati in semplici illeciti amministrativi, altri invece del tutto abrogati, con previsione solo di una sanzione di tipo civile (oltre il risarcimento del danno alla parte danneggiata). Tra questi risulta di spicco – per le conseguenze che avrà nelle relazioni private tra i cittadini – il reato di danneggiamento semplice. Resta, invece, illecito penale il danneggiamento aggravato. Per comprendere quali sono le condotte per le quali, da oggi, sarà inutile la querela, facciamo qualche esempio.

Per un approfondimento leggi “Depenalizzazione: via libera del Governo”.

 

In virtù della modifica legislativa la pena della reclusione fino a 1 anno o la multa fino a 309 euro si trasforma in una sanzione civile da 100 a 8mila euro.

 

Rientrano nel danneggiamento semplice, e quindi non costituiscono più reato, i danni arrecati a:

 

cose/arredi contenuti in edifici: per esempio l’imbrattamento di muri di un’abitazione o di un palazzo, la forzature porte, la rottura vetri (sul punto però c’è giurisprudenza che assimila tali beni a quelli esposti alla pubblica fede, quindi puniti come danneggiamento aggravato);

 

beni personali: si pensi ai cellulari, al computer, borse, vestiti. Dunque, se la tintoria rovina volontariamente il capo costoso, il proprietario potrà solo intraprendere un’azione civile di risarcimento del danno; se un collega di lavoro, preso dalla rabbia, scaraventa a terra il telefonino del vicino di scrivania, non potrà essere sporta alcuna querela, e così via;

 

veicoli non parcheggiati su strada o parcheggi pubblici. Qui il caso è piuttosto ricorrente: si pensi al condomino che riga volontariamente l’auto ad altro condomino all’interno del parcheggio condominiale per fargli un dispetto (il danneggiamento per colpa, invece, non è mai stato reato);

 

– rami, siepi, piante del vicino;

 

bagagli di viaggiatori;

 

– la forzatura di una serratura.

 

Va aggiunto, poi, che si ha “deterioramento“, che integra il reato di danneggiamento, tutte le volte in cui una cosa venga resa inservibile, anche solo temporaneamente, all’uso cui è destinata. Non rileva la possibilità di reversione del danno, anche se tale reversione avvenga non per opera dell’uomo, ma per la capacità della cosa di riacquistare la sua funzionalità nel tempo.

 

Rientrano, invece, nel danneggiamento aggravato le condotte poste:

 

– con violenza alla persona o minaccia: si pensi a Tizio che picchia una persona e danneggia anche qualcosa che quest’ultima porta con sé;

 

– su edifici o beni pubblici o destinati al pubblico servizio o al culto o sottoposte a sequestro;

 

– su cose di interesse artistico;

 

– su immobili in centri storici;

 

– su immobili in costruzione, ristrutturazione ecc.

 

– su cose esposte alla pubblica fede: è il caso di veicoli parcheggiati in strada o parcheggi pubblici;

 

– l’effrazione di una vetrina di un locale pubblico affacciata sul marciapiede;

 

– il danno provocato ad una bacheca, contenente avvisi diretti ad una generalità di persone, collocata nell’area di pertinenza di una parrocchia.

 

 

Cosa dovrà fare il danneggiato, da oggi, per difendersi?

La persona offesa non sporge più querela ma ricorre direttamente al giudice civile per ottenere il risarcimento del danno. Un volta accordato il ristoro, il magistrato stabilisce per alcuni illeciti anche una sanzione pecuniaria che sarà incassata dall’erario. Va da 100 euro a 8 mila euro la sanzione per illeciti come l’ingiuria, il furto del bene da parte in danno degli altri comproprietari, l’appropriazione di cose smarrite. Importi più cospicui, invece, per gli illeciti relativi all’uso di scritture private falsificate o la distruzione di scritture private.

 

 

Le norme sono retroattive

Per il principio del favor rei, le nuove norme si applicano anche ai fatti commessi in passato e non ancora chiusi con sentenza irrevocabile.

 

 

La sanzione

La sanzione civile ha natura pubblicistica, è devoluta allo Stato e si aggiunge al risarcimento del danno nei confronti della persona offesa: il relativo gettito è devoluto alla Cassa delle ammende e va a incrementare le risorse destinate a progetti di riqualificazione dell’edilizia giudiziaria e per il reinserimento sociale dei detenuti.


Autore immagine: 123rf com

 


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