Responsabilità della P.A. e verso la P.A
Professionisti
16 Gen 2016
 
L'autore
Edizioni Simone
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Responsabilità della P.A. e verso la P.A

Gli obblighi e la responsabilità contrattuale, extracontrattuale e da fatto illecito della P.A.; la responsabilità nei confronti della P.A.

 

La P.A., nel provvedere alla realizzazione dei suoi compiti (con mezzi di diritto pubblico o con mezzi di diritto privato), entra in rapporto con altri soggetti giuridici, nei confronti dei quali assume spesso degli obblighi. Tali obblighi possono essere:

 

a) obblighi di sopportare (pati): consistono nell’obbligo di tollerare che terzi traggano soddisfacimento dall’uso dei beni pubblici, nei casi e modi previsti dalla legge;

 

b) obblighi di non fare: cioè di astenersi dal compiere determinati atti o attività in quanto vietati dalla legge o da un contratto stipulato con terzi; il più importante obbligo di non fare è quello cd. del neminem laedere, cioè del non recare danno a nessuno;

 

c) obblighi di fare: cioè di attivarsi, ad esempio, per rilasciare un atto richiesto da terzi, emettere una decisione, fornire un servizio, porre a disposizione di terzi un bene etc.;

 

d) obblighi di dare: consistono nell’obbligo di prestare una cosa determinata: ad esempio consegnare un bene (es.: restituzione degli immobili espropriati e di cui è stata disposta la retrocessione), o pagare una somma di danaro (es.: corrispondere mensilmente lo stipendio ai propri dipendenti).

 

Tutti gli obblighi sopra menzionati sono definiti primari, rispetto all’obbligo secondario che sorge dalla violazione dei primi e che costituisce il contenuto della responsabilità della P.A.

 

 

Concetto di responsabilità

La responsabilità assume diverso valore e contenuto a seconda della natura e delle leggi per le quali rileva (responsabilità morale, sociale, giuridica, economica).

 

La responsabilità giuridica può essere civile, penale o amministrativa, in particolare:

 

— la responsabilità civile si concreta nel risarcimento del danno provocato ad un soggetto e sorge quando ricorra una delle fattispecie di cui agli artt. 2043 e ss. c.c. Essa è sempre convertibile in una prestazione di danaro;

 

— la responsabilità penale insorge allorquando il comportamento di singoli soggetti (persone fisiche) sia inquadrabile in una fattispecie di reato in quanto lesivo di particolari interessi, tutelati dall’ordinamento come pubblici: essa consiste nell’assoggettamento personale del colpevole alla potestà punitiva dello Stato, mediante l’inflizione di una pena;

 

— la responsabilità amministrativa deriva dalla violazione di ogni sorta di doveri amministrativi,

dalla quale discenda l’inflizione di una sanzione amministrativa.

 

La responsabilità giuridica può ricadere anche sulla P.A.: questa può essere responsabile sia civilmente che amministrativamente. Non può, invece, essere responsabile penalmente perché la responsabilità penale è personale, e soltanto le persone fisiche possono esserne investite. Potranno, quindi, essere penalmente responsabili solo le singole persone preposte agli uffici od organi della P.A.

 

 

La responsabilità della P.A. per fatti illeciti

La responsabilità civile si può definire come il dovere giuridico, imposto ad un soggetto, di risarcire il danno prodotto ad un altro soggetto, in conseguenza della lesione della sfera giuridica di quest’ultimo.

 

La responsabilità civile si distingue in responsabilità contrattuale ed extracontrattuale:

— si ha responsabilità contrattuale quando l’obbligo di risarcimento del danno deriva dalla violazione di un obbligo derivante da preesistente rapporto obbligatorio;

— si ha responsabilità extracontrattuale quando un soggetto, in violazione del principio del neminem laedere, provoca a terzi un danno ingiusto (art. 2043 c.c.).

 

La dottrina individua anche un terzo tipo di responsabilità: quella precontrattuale (artt. 1337, 1338 c.c.), cioè insorgente dalla violazione delle norme che regolano appunto la fase cd. delle trattative negoziali e di cui è controverso l’inquadramento nella responsabilità contrattuale, oppure in quella extracontrattuale.

 

 

Gli elementi della responsabilità extracontrattuale della P.A.

Sono elementi della responsabilità extracontrattuale della P.A. una condotta attiva o omissiva, l’antigiuridicità di tale condotta, la colpevolezza dell’agente, l’evento dannoso, il nesso di causalità tra condotta ed evento.

 

La condotta dannosa può consistere nella omissione di un atto (es.: mancato pagamento di uno stipendio) o in un atto amministrativo esplicito (es.: deliberazione con cui si interrompe il pagamento dello stipendio ad un dipendente).

 

In ogni caso, la condotta deve essere riferibile alla P.A., occorre cioè che essa sia stata compiuta da una autorità amministrativa nell’esercizio delle sue funzioni amministrative.

 

L’antigiuridicità della condotta si concreta nella violazione della sfera giuridica di un soggetto e sorge per la violazione di norme giuridiche, sempre che non ricorra una causa di giustificazione.

 

Ciò che è necessario è la riferibilità del fatto all’amministrazione. L’attività del dipendente può essere riferita all’amministrazione solo in quanto si possa considerare come esplicazione dell’attività dell’ente e sia rivolta al conseguimento dei fini istituzionali di quest’ultimo, nell’ambito delle attribuzioni dell’ufficio o del servizio al quale il dipendente è addetto (VIRGA).

 

L’art. 2043 c.c. richiede che il fatto dannoso sia riferibile a titolo di dolo o colpa alla volontà del soggetto che agisce per conto della P.A.

 

Il danno, inoltre, deve consistere sempre nel pregiudizio patrimoniale derivante dalla lesione di un diritto soggettivo perfetto o di interesse legittimo.

 

Una condotta, infine, può dirsi causa di un evento, quando:

— ne costituisce conditio sine qua non, in quanto senza di essa l’evento non si sarebbe verificato;

— l’evento, al momento della condotta, era prevedibile come verosimile conseguenza di essa (cd. causalità adeguata).

 

 

La responsabilità contrattuale e precontrattuale della P.A.

In materia di responsabilità contrattuale della P.A. non sorgono particolari problemi: trovano, infatti, applicazione i principi generali previsti dal codice civile.

 

Più complessa è, invece, la materia della responsabilità precontrattuale.

 

Le trattative dirette alla conclusione di un futuro contratto non vincolano le parti a concluderlo, ma devono essere condotte secondo regole ben precise di correttezza e di buona fede, la cui violazione dà luogo a responsabilità civile (artt. 1337 e 1338 c.c.).

 

Va, infine, menzionata la cd. responsabilità da contatto amministrativo qualificato, un nuovo tipo di responsabilità, ideata dalla dottrina e dalla giurisprudenza, secondo cui la sussistenza di un contatto tra amministrazione e privato comporta il sorgere di alcuni obblighi cd. di protezione in capo alla P.A.

 

 

La responsabilità da atto lecito

Mentre, in linea generale, la responsabilità civile della P.A. consegue ad un suo comportamento

antigiuridico, ossia lesivo di un diritto soggettivo, in taluni casi essa può scaturire da atti leciti.

Si tratta, in linea di massima, di casi in cui il soggetto pubblico, svolgendo un’attività perfettamente lecita e finalizzata al soddisfacimento di interessi pubblici, provochi il sacrificio di un diritto soggettivo del privato. Orbene, in tali evenienze, l’ordinamento prevede l’obbligo di corresponsione, da parte della P.A., di un indennizzo finalizzato, in via equitativa, a ristorare, sia pure in forma parziale, il sacrificio patrimoniale subito dal privato.

 

Tale indennizzo va distinto dal risarcimento, in quanto mentre quest’ultimo si atteggia a strumento di reintegrazione completa della sfera giuridica violata, il primo costituisce un mezzo diretto ad un

riequilibrio parziale, anche se non meramente simbolico, del pregiudizio subito.

 

 

La responsabilità nei confronti della P.A.

La sovranità dello Stato si esprime attraverso un potere di supremazia che lo Stato e, subordinatamente ad esso, gli enti pubblici territoriali e le altre P.A. vantano sulla collettività.

 

Tale «potere di supremazia» può essere:

 

generale: se si esprime sulla collettività indifferenziata prescindendo da qualità particolari del cittadino e da rapporti specifici fra lo Stato e i singoli (così per esempio, qualsiasi soggetto che si trova sul territorio statale, è sottoposto al potere di giurisdizione penale);

 

speciale: se il potere direttivo dello Stato si esprime esclusivamente nei confronti di alcuni soggetti passivi (es.: militari, funzionari statali etc.) specificamente sottoposti a tale potere e che si distinguono dalla massa dei consociati, in quanto il loro rapporto nei confronti dello Stato presenta tre caratteri peculiari:

— continuità (almeno relativa) del vincolo;

— rapporto di preminenza (della P.A. su di essi);

— carattere istituzionale del rapporto stesso.

 

Il vincolo di subordinazione che nasce dai rapporti di supremazia (generale e speciale) crea

per il destinatario una serie di obblighi e doveri accompagnati da sanzioni che ne colpiscono l’inosservanza.

 

In particolare:

 

– dalla subordinazione al potere di supremazia generale nascono una serie di doveri generali (denominabili politici in quanto espressione delle esigenze di un determinato momento storico della collettività). L’infrazione di tali doveri nel nostro ordinamento positivo comporta una normale responsabilità sanzionata civilmente, penalmente o amministrativamente;

 

–  dalla subordinazione al potere di supremazia speciale verso la P.A. nascono dei doveri specifici dei soggetti, la cui infrazione comporta a carico del trasgressore:

 

responsabilità civile: intesa alla soddisfazione patrimoniale del danno cagionato;

 

responsabilità penale: propria dell’impiegato che viola l’ordinamento in modo così grave da commettere un «reato» (di essa si occupa il diritto penale);

 

responsabilità disciplinare conseguente alla trasgressione di obblighi particolari cui fa seguito l’applicazione di sanzioni amministrative.

 

 

La responsabilità civile verso la P.A.

Deriva da attività colpose o dolose dell’impiegato che arrechino un danno patrimoniale alla P.A.

È una responsabilità contrattuale (per gli autori che riconoscono al rapporto di pubblico impiego natura contrattualistica) derivante dal mancato adempimento di obblighi e doveri che

l’impiegato ha nei confronti dello Stato.

 

La responsabilità civile può presentarsi come:

 

1) responsabilità contabile che riguarda gli agenti contabili, ossia:

— gli incaricati (a qualsiasi titolo, anche senza legale autorizzazione) di versamento e riscossione delle entrate dello Stato;

— coloro che maneggiano pubblico denaro;

— gli agenti che hanno in consegna oggetti e beni di proprietà dello Stato. La responsabilità contabile di costoro risulta dall’annuale rendiconto;

 

2) responsabilità formale: riguarda, più genericamente, gli amministratori per spese non autorizzate in bilancio, non deliberate nelle forme legali etc.

 

 

La responsabilità disciplinare

Sussiste in presenza di un rapporto di lavoro e trova fondamento nel potere riconosciuto alla P.A. (in qualità di datore di lavoro) di erogare sanzioni al lavoratore che violi i propri doveri contrattuali, con particolare riferimento agli obiettivi di diligenza, obbedienza e fedeltà disciplinati dagli artt. 2104 e 2105 c.c., applicabili anche nel campo del pubblico impiego.

 

assistente-sociale


 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 


Download PDF SCARICA PDF
 
 
Commenti