Istanza di fallimento: notifica alla residenza dell’amministratore superflua
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15 Gen 2016
 
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Istanza di fallimento: notifica alla residenza dell’amministratore superflua

Ricorso per la dichiarazione di fallimento: la Cassazione interviene sulla notifica alla persona del legale rappresentante della società.

 

In caso di notifica dell’istanza di fallimento al rappresentante legale della persona giuridica non è necessario che le generalità del rappresentante siano indicate nell’istanza di fallimento, dato che il fine dell’atto è portare a conoscenza dell’istanza stessa. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [1].

 

La legge prevede, in caso di notifica alternativa al rappresentante legale della società, la necessità di indicare i dati identificativi della persona, ma questo è fatto al solo fine di agevolare il procedimento di notificazione ed evitare abusi derivanti da spostamenti non segnalati di sede delle società commerciali. È necessario solo che tali dati risultino dal contenuto dell’atto. Difatti, lo scopo primario della notifica è mettere al corrente la società, attraverso il proprio legale rappresentate correttamente individuato, e permettere a quest’ultimo di comprendere il contenuto e gli effetti dell’atto. Conseguentemente si deve escludere che i dati del rappresentante legale debbano essere contenuti, oltre che nella notifica, anche nell’istanza di fallimento, dato che hanno solo funzione di consentire la conoscenza tempestiva hai destinatari.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. VI Civile, ordinanza 24 novembre 2015 – 14 gennaio 2016, n. 444
Presidente Ragonesi – Relatore Acierno

Fatto e diritto

Rilevato che è stata depositata la seguente relazione in ordine al procedimento contrassegnato da r.g. 15178 del 2013
“la Corte d’Appello di Venezia ha rigettato il reclamo avverso la sentenza dichiarativa del fallimento della s.r.l. T. Trasporti, per quel che interessa sulla base della seguente argomentazione
-la notificazione dell’istanza di fallimento presso la residenza del legale rappresentante della società, una volta tentata la notifica presso la sede della società e constatato il trasferimento senza indicazioni relative al nuovo recapito, doveva ritenersi rituale dal momento che le generalità del medesimo e la qualifica di legale rappresentante risultavano dall’elencazione dei documenti contenuta nell’istanza. Avverso tale pronuncia ha proposto ricorso per cassazione A.T.. Ha resistito con controricorso il fallimento. Nell’unico motivo di ricorso, il T. ha evidenziato che le indicazioni richieste dall’art. 145, primo comma, ultima parte, cod. proc. civ. riguardanti la qualità e la residenza o domicilio o dimora abituale del legale rappresentante, non erano contenuta nell’atto – istanza

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Autore immagine: 123rf com

 


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