Ingiuria non più reato: che succede a chi offende?
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17 Gen 2016
 
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Ingiuria non più reato: che succede a chi offende?

Offese e insulti: con la depenalizzazione di numerosi reati esce dal codice penale l’ingiuria e viene trasformata in un illecito civile.

 

Dire vaffan… oppure offendere una persona non sarà più oggetto di denuncia e, quindi, di procedimento penale; con l’approvazione, da parte del Governo, del pacchetto “depenalizzazioni[1] escono dal codice penale alcuni dei reati minori, quelli cioè sanzionati con la multa o l’ammenda, tra cui appunto l’ingiuria [2]. Esce di scena anche il turpiloquio (parolacce e bestemmie) e gli atti contrari alla pubblica decenza [3].

 

 

Ingiuria: cosa cambia?

Sino ad oggi l’ingiuria è stata punita (almeno sulla carta) con la reclusione fino a 6 mesi o la multa fino a 516 euro. In realtà, la sanzione non veniva quasi mai applicata, posti i carichi dei tribunali che portavano buona parte dei procedimenti alla prescrizione; senza contare poi che, per i fatti più tenui, il colpevole otteneva l’automatica archiviazione del procedimento, senza applicazione della pena. Risultato: la norma penale aveva perso il proprio carattere deterrente. Chi veniva offeso, dunque, poteva utilizzare il giudicato penale per ottenere, in via civile, un risarcimento del danno.

 

Con la depenalizzazione le cose cambiano notevolmente. La sanzione, infatti, anche se si configura come civile (l’illecito, infatti, non è più penale) potrà andare da 100 a 8.000 euro. Se, invece, c’è l’attribuzione di un fatto determinato o commesso in presenza di più persone, al posto della reclusione fino a 1 anno o alla multa fino a 1.032 euro si passa alla sanzione pecuniaria civile da 200 a 12.000 euro.

 

 

Come si difende la vittima di ingiuria?

A differenza del passato, chi è stato ingiuriato non dovrà più sporgere querela ai carabinieri o depositare tale atto alla Procura della Repubblica, ma dovrà intentare una causa ordinaria di tipo civile, delegando il proprio avvocato (appunto un avvocato esperto in diritto civile). A seconda della gravità del danno e, quindi, dell’importo richiesto in risarcimento, il giudizio andrà intrapreso davanti al Giudice di Pace (fino a 5.000 euro) o al Tribunale (da 5.000 euro in su).

 

Inizierà così una causa (più o meno lunga, a seconda di quanti testimoni è necessario sentire, del carico di lavoro del magistrato o della celerità dei rispettivi difensori, ma certo non inferiore a tre anni) durante la quale lo Stato non interverrà affatto. In buona sostanza la controversia si svolgerà solo tra l’offeso e il colpevole. Lo Stato subentrerà solo con l’emissione della sentenza: se questa, infatti, sarà di condanna, il giudice obbligherà il colpevole a pagare:

 

– il risarcimento dei danni alla persona offesa e, con esso, le spese processuali: in caso di mancato pagamento, il creditore potrà agire tramite il pignoramento, previa notifica della sentenza e dell’atto di precetto;

 

– una sanzione civile alla cosiddetta Cassa Ammende, ossia allo Stato: in caso di mancato pagamento, l’importo viene iscritto a ruolo e interverrà Equitalia, notificando la famigerata cartella di pagamento e procedendo anch’essa al pignoramento nelle forme più celeri della cosiddetta esecuzione forzata esattoriale (si pensi che, in tali ipotesi, è possibile pignorare il conto corrente senza passare neanche dal giudice dell’esecuzione). Equitalia, però, non potrà né iscrivere ipoteca sulla casa, né pignorarla (salvo che il colpevole abbia già altri debiti con l’erario), poiché l’importo minimo del debito per far scattare la prima misura è di 20.000 euro e, per la seconda, è invece di 120.000 euro.

 

 

Che succede se l’offeso non inizia la causa?

Qualora la parte danneggiata non intenda iniziare una causa o, magari si limiti solo a far scrivere una lettera di diffida al colpevole da parte del proprio avvocato, non scatterà la sanzione civile e il responsabile dell’ingiuria resterà impunito: non dovrà pagare, cioè, alcunché alla Cassa ammende.

 


[1] In ossequio al disposto dell’art. 2, comma 2, della l. n. 67/2014 (deleghe al Governo in materia di pene detentive non carcerarie e di riforma del sistema sanzionatorio).

[2] Art. 594 cod. pen.

[3] Art. 726 cod. pen.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
21 Gen 2016 Gianfranco

Era meglio se rimaneva reato visto che almeno vi era la certezza di un tempo entro cui iniziare e finire un giudizio, sia pure penale.
E con la prescrizione (o la lieve entità) gli avvocati penalisti avevano più possibilità di difendere i clienti.
Ora invece quid iuris in tema di prescrizione di tali illeciti?
L’agente di tali illeciti dovrà avere questa spada di Damocle puntata per sempre?

 
17 Feb 2016 amedeo

La depenalizzazione fatta da dilettanti allo sbaraglio sarà solo un incentivo a commettere reati più gravi
Chi viene ingiuriato senza testimoni ovviamente non potrà mai ottenere il risarcimento del danno perchè in sede civile non può testimoniare a suo favore come invece il querelante in sede penale.
Non gli rimane che farsi giustizia da se, magari come un tempo si usava sfidando a duello l’offensore o usando il coltello direttamente a mo di novello bravo manzoniano
Bravi, complimenti agli incompetenti

 
20 Feb 2016 luca salvadori

è veramente una vergogna. In questo modo si legittimano sempre più gli atti INCIVILI che rimarranno cosi impuniti e si penalizzano le persone corrette nei confronti del prossimo.
In questo mondo abbiamo sempre più bisogno di esempi positivi, di atti di civiltà ed invece lo stato cosa fa? tra le righe ti sta dicendo che non saranno le brave persone ad avere dei diritti ma al contrario saranno i più prepotenti e i più maleducati a farsi beffe dei più deboli e soprattutto delle BRAVE PERSONE che per loro natura rispettano il prossimo.
Complimenti per chi ha avuto questa bella pensata !! questo è il primo passo legittimato dallo stato italiano verso il degrado , verso il farsi giustizia da se! Dissociandomi completamente da questa brutta storia, invito tutte le BRAVE PERSONE a rimanere tali nonostante le offese che potranno ricevere poichè il vostro esempio rimarrà sempre un valore enorme che sarà d’esempio alle giovani e nuove generazioni , esempio di cui hanno VITALE bisogno !

 
15 Mar 2016 LUIGI ROSSI

Piu’ il tempo passa…piu’ fanno norme imbecilli,come chi le emana.Se vi sembra normale che uno abbia la licenza dello stato per offendere un altro e rimanere impunito….

 
11 Mag 2016 stefano pittaluga

l’inciviltà prospera e le leggi sono sempre più permissive, i tempi e le capacità dei tribunali sono sempre più scadenti e di parte, dove vogliamo arrivare, ad un paese dove i giudici giudicano correttamente sole a favore delle associazioni che contano, se ne fregano del privato qualunque, avvocati che ti rappresentano che si vendono alla controparte per il vile denaro, ho un avv che mi dice che il reato di diffamazione, quello di appropriazione indebita, quello di atti razziali, quello di procurato allarme, quello di collusione concussione, quello di falso in atto pubblico commesso da dipendenti pubblici, quello di furto, quello di vandalismo, quello di danneggiamenti e quello di truffa e altri, avv che io pago, vorrei sapere se questi reati sono stati effettivamente depenalizzati o il mio avv con i miei soldi rappresenta la mia controparte, chiarisco che savona è ben nota come tribunale dove non viene fatta giustizia, che l’ordine degli avvocata non fa nessun ordine, gradirei una rii. graziespota a questi miei quesiti

 
12 Set 2016 PIERO STRANGES

FINALMENTE 1 LEGGE BUONA E AD HOC FATTA SU MISURA X ME…..POTRO INSULTARE SNZ CURARMENE PIU DELLA LEGGE….EVVAIIIIIIIIIIIIII