Colloquio andato male: perché non mi assumono?
Lo sai che?
17 Gen 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Colloquio andato male: perché non mi assumono?

Colloquio di lavoro e assunzioni: che cosa influenza i selezionatori, errori involontari da non ripetere, come prepararsi al meglio.

 

Da anni non faccio che collezionare colloqui andati male; sono laureato, ho una discreta esperienza lavorativa: che cosa sbaglio?

 

Se da anni non fai altro che collezionare colloqui, innanzitutto inizia a guardare il bicchiere mezzo pieno: sei almeno riuscito ad arrivare alla fase del colloquio, traguardo difficile da raggiungere per la maggior parte di coloro che cercano lavoro. Questo sta a significare che comunque il tuo curriculum ha colpito i selezionatori, i quali altrimenti non ti avrebbero mai convocato, e che possiedi le competenze richieste.

 

Detto ciò, i colloqui che non si concludono positivamente con un’assunzione sono purtroppo situazioni molto comuni: tuttavia, se hai “collezionato” tante convocazioni negli anni, nessuna delle quali è andata a buon fine, e se nessuno dei tuoi interlocutori ti ha mai rilasciato un feedback, ossia non ti ha spiegato perché “non sei stato preso”, possiamo provare a fare una breve analisi, per capire che cosa puoi, eventualmente, aver sbagliato in modo ricorrente.

 

 

Arrivare in ritardo

Se sei un ritardatario cronico, oppure se il luogo dell’appuntamento è difficile da trovare, è consigliabile organizzarsi per tempo, per individuare il tragitto ed il posto con calma. Arrivare in ritardo agli appuntamenti è certo una prassi italiana, ma questo non significa che sia apprezzato dal datore di lavoro, tutt’altro: la puntualità è una delle prime qualità richieste ai dipendenti.

 

 

Arrivare con grande anticipo

Se il ritardo influenza certamente in negativo le possibilità di assunzione, vale quasi lo stesso per il notevole anticipo: può far trasparire un’ansia eccessiva ed una notevole aspettativa nei confronti dell’appuntamento, senza parlare del fastidio che puoi procurare, magari arrivando nel bel mezzo di una riunione, o quando il recruiter è impegnato. Se sei arrivato con mezz’ora di anticipo, resta in auto, o fuori dalla sede aziendale, ed entra al massimo 10 minuti prima.

 

 

Presentarsi vestiti in modo inadatto

L’abito non fa il monaco: purtroppo, questo proverbio non può applicarsi agli incontri di lavoro ed ai colloqui in genere, situazioni in cui l’abbigliamento è il tuo biglietto da visita. Se non conosci il dress code del luogo di lavoro, scegli un abbigliamento semplice ma formale, per essere sicuro di non risultare fuori luogo.

 

 

Emanare odori sgradevoli

L’olfatto è un senso importante quanto la vista: se emani un cattivo odore, è facile che possa scattare un meccanismo di repulsione inconscia nell’interlocutore. Lo stesso vale anche per chi ha il vizio di seppellirsi in una nuvola di profumo, tanto più forte e pungente risulti l’odore.

 

 

Sbagliare la stretta di mano

La classica mano morta può avere un’influenza assai negativa nel colloquio: sin all’inizio deve trasparire il tuo entusiasmo, o almeno un minimo di carica e di “voglia di fare”. La stretta di mano debole, invece, lascia trasparire l’esatto contrario. Non abusare, comunque, nemmeno con la stretta stritolatrice, dalla quale il selezionatore potrebbe desumere un’eccessiva sicurezza, o addirittura arroganza.

 

 

Troppa sicurezza o troppa insicurezza

Ciò che ho detto per la stretta di mano vale, in generale, per tutto il colloquio: mantieni un atteggiamento calmo e pacato, che non denoti un’eccessiva spavalderia, e che non ti faccia, al contrario, apparire insicuro. Guarda sempre l’interlocutore negli occhi, ma senza sguardo di sfida. “La virtù sta nel mezzo” è un criterio d’oro per la generalità dei colloqui. Evita sia di parlare a monosillabi che di essere logorroico. Non raccontare tutta la tua vita, ma rispondi alle domande in modo conciso e pertinente; puoi raccontare brevi aneddoti (che non possano ritorcersi ovviamente contro di te), possibilmente pertinenti, giusto per smorzare la tensione e mettere a proprio agio l’interlocutore.

 

 

Parlare di impegni familiari, problemi di salute, palesare l’esigenza di assentarsi

Certo, se hai dei problemi organizzativi legati alla tua salute o alla tua famiglia è corretto parlarne, ma è meglio evitare di palesare i tuoi problemi al primo incontro. Lascia che il colloquio sia una vetrina delle tue competenze: dopo che sarai riuscito a “venderti”, potrai parlare delle tue esigenze, per addivenire ad un accordo, e magari riuscire, nel frattempo, ad organizzarti in modo alternativo; nel caso in cui le esigenze lavorative non riescano a conciliarsi con le tue, avrai comunque la soddisfazione di essere riuscito a superare una selezione, il che farà bene alla tua autostima.

 

 

Parlare subito di soldi

La retribuzione è fondamentale, per questo è più che giustificabile l’ansia di conoscere l’inquadramento spettante: anche in questo caso, però, vale ciò che ho detto prima. Parlare di soldi o di assenze al colloquio può essere notevolmente controproducente, perché rende l’idea di essere interessati più ai vantaggi derivanti dal “posto” che al lavoro in sé. Per discutere di questi aspetti ci sarà tutto il tempo, dopo che sarai stato selezionato.

 

 

Non conoscere l’azienda

Visita il sito internet aziendale, la pagina Facebook, reperisci tutto il materiale disponibile sull’impresa alla quale sei interessato: chi sono, che cosa fanno, da quando lo fanno, dove vogliono arrivare, la loro filosofia ed il loro modo di operare in genere. Così capirai, innanzitutto, che cosa richiedono in merito al profilo da ricoprire, che cosa si aspettano da un candidato, e quali possibilità di carriera avresti. E, soprattutto, non rimarrai muto come un baccalà alle classiche domande: “Perché vuoi lavorare per la nostra azienda?” e “Come ti vedi tra cinque anni?”.

 

 

Pregi e difetti

La conoscenza in anticipo dell’azienda è fondamentale anche per rispondere al meglio alla domanda: “Dimmi tre tuoi pregi e tre difetti”. Conoscendo la filosofia aziendale potrai scegliere i pregi ed i difetti più compatibili con quella realtà (ma non troppo difformi dalla tua personalità!). No ai pregi mascherati da difetti, come: “sono troppo puntuale e preciso”. Meglio veri difetti, magari riferiti a situazioni che esulano dall’ambito lavorativo, in modo che risultino realistici ma evitino il classico autogol.

 

 

Bugie

Nel colloquio ti presenti al meglio, e qualche piccolo “aggiustamento della realtà”, o meglio una “verità infiocchettata e abbellita” è nella norma. Ma un conto è l’aggiustamento, un conto la menzogna, che verrà a galla non appena sarai messo alla prova. Dunque, non presentarti a un colloquio se sai di non avere le capacità e le competenze richieste: è meglio occupare il tempo impegnato nell’invio di curriculum e nello svolgimento di colloqui “seriali” formandoti ed imparando un mestiere richiesto dalle aziende, o migliorando, aggiornando ed approfondendo le tue competenze. Tieni conto che le imprese non sono infinite, ed una volta “bruciato” è molto difficile che ti riconvochino, anche per un posto diverso.

 

 

Parlar male dei vecchi datori di lavoro

Anche se hai subito un torto, o sei stato licenziato ingiustamente, evita come il fuoco di parlar male del precedente rapporto di lavoro: il tuo rancore potrebbe essere interpretato nel modo sbagliato, come insubordinazione o insofferenza. Tanto più se il selezionatore conosce le persone delle quali stai parlando male.

 

 

Test, tranelli e colloqui a distanza

Il colloquio di lavoro classico sta pian piano “tramontando”, specie nelle grandi aziende, e sta sostituendosi, oltreché al video colloquio o al colloquio su Skype, a test di vario tipo, sia sotto forma di quiz a risposta multipla, che sotto forma di quesiti, prove, o tranelli posti durante l’intervista. Sempre più comuni anche le interviste veloci, nelle quali ti devi presentare in 3 o in 5 minuti. Il consiglio è quello di informarti il più possibile sulle modalità di selezione e di prepararti anticipatamente. Per i colloqui a distanza, è fondamentale che tu scelga un luogo sufficientemente illuminato, neutro (uno studio va benissimo, oppure una stanza con una libreria sullo sfondo), senza chiasso, con una buona connessione internet ed un pc dotato di microfono e fotocamera con discreta risoluzione. Se non disponi del luogo o delle attrezzature adatte, chiedi il favore a un amico, o recati presso un internet point, un internet café o un qualsiasi posto in cui tu possa fruire di un buon collegamento e di sufficiente tranquillità.

 

 

Colloquio da manuale

Hai rispettato alla lettera tutte le raccomandazioni, eppure l’assunzione non arriva, nonostante i numerosi appuntamenti? La ragione dei rifiuti potrebbe consistere nell’eccessiva concorrenza, e nel fatto che ci sia sempre un candidato “migliore di te”. Attenzione, non migliore sul piano delle capacità personali o professionali, ma “migliore per l’azienda”. Può capitare, ad esempio, che tu abbia più esperienza di Tizio, ma Tizio ha meno di 29 anni, è iscritto a Garanzia Giovani, e l’azienda ha diritto a un bonus, se l’assume, al quale non avrebbe diritto assumendo te. Oppure può accadere che Tizio abbia quel “valore aggiunto” che, anche se per il datore non costituiva requisito essenziale, comunque sposta l’ago della bilancia dalla sua parte. O, semplicemente, Tizio ha una caratteristica che tu non hai, la quale potrebbe apparire ininfluente, ma che per l’azienda è importante.

Insomma, il colloquio è un connubio di preparazione e fortuna. Tanti più sono i candidati, quanto è più difficile essere assunti, anche se si possiedono tutte le carte in regola.

 

 

Incentivi all’assunzione

Proprio perché la concorrenza è tanta, ed i bonus per l’assunzione giocano una carta importantissima, in quanto fonte di grande risparmio per l’azienda, ti consiglio di fare una lista delle tue caratteristiche occupazionali (quanti anni hai, da quanto sei disoccupato, in quale zona risiedi), per vedere se puoi usufruire di un incentivo all’assunzione. In caso positivo, evidenzia questa possibilità sin dal curriculum.

 

 

Mai arrendersi

“Provi, fallisci. Riprovi, fallisci. Ma il vero fallimento è quando smetti di tentare”. Non arrenderti, continua a cercare lavoro, ma nel mentre cerca di perfezionarti, oppure dedica il tuo tempo alla formazione: otterrai delle competenze in più grazie alle quali avrai maggiori possibilità di essere assunto. Fondamentali, ormai quasi in tutti i campi, l’uso di pc, software, la conoscenza perfetta dell’inglese e di almeno un’altra lingua straniera.

 


Autore immagine: 123rf com

 


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