Canone Rai 2016: come pagare e non pagare
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18 Gen 2016
 
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Canone Rai 2016: come pagare e non pagare

Abbonamento TV: chiarimenti contro errori, luoghi comuni e false informazioni sul pagamento del canone Rai in bolletta per l’anno 2016.

 

Abbonamento TV, imposta sulla televisione o canone Rai: comunque lo vogliamo chiamare, la storia inizia con il Regio Decreto 1938 [1]. E lì si ferma: perché – caso forse unico nella storia del nostro Paese – la legge che regola la tassa sulla detenzione della tv, oltre a essere una tra le più vecchie dell’ordinamento italiano, è anche una delle poche mai toccate dal legislatore. Questo, almeno, fino alla legge di Stabilità 2016. Che, in verità, non ha cambiato l’imposta in sé, i soggetti passivi o le condizioni di pagamento (ciò che, nel diritto tributario, viene comunemente detto “presupposto d’imposta”). A mutare sono esclusivamente le modalità di riscossione (che, solo per alcuni contribuenti, non avverranno più tramite bollettino e in un’unica soluzione, ma con addebito sulla bolletta della luce, in “dieci comode rate mensili” da 10 euro l’una, ripartite in 5 bollette bimestrali) e l’importo (solo per il 2016 sceso a 100,00 euro).

Tutto il resto – ed è bene sottolinearlo per quanto a breve si dirà – rimane invariato: stessi principi, dunque; stesse esenzioni; stessi soggetti obbligati; stesse conseguenze in caso di mancato versamento.

Ma allora, perché tutta questa confusione? Le ragioni sono diverse e quasi tutte dovute alla scarsa informazione nei confronti del cittadino.

 

Innanzitutto la Rai ha da sempre alimentato, con i suoi fuorvianti messaggi pubblicitari, la bufala dell’esistenza di un “canone”, da un lato usando tale impropria definizione (quasi si trattasse della controprestazione per un servizio reso dalla tv di Stato), dall’altro prevedendo concorsi a premi (ma avete mai visto l’Agenzia delle Entrate promettere una vincita a chi paghi l’IRPEF?).

 

A ciò si aggiunge anche il pasticcio creato dal recente messaggio congiunto Rai-Agenzia delle Entrate che, in una pessima lingua italiana, ha ancor di più gettato incertezze nei contribuenti.

Cerchiamo allora di chiarire tutti i punti essenziali della famosa imposta sulla televisione, per capire cosa cambia e cosa bisogna fare a partire da quest’anno. Ma, prima di tutto, alcune fondamentali premesse.

 

 

Non è un canone

Innanzitutto il Canone Rai non è un canone, ma una comunissima imposta. Le istituzioni farebbero bene a dargli un nome diverso.

Canone è tutto ciò che viene pagato a fronte di un servizio e che, pertanto, può essere evitato non usufruendo del servizio stesso. L’imposta, invece, è dovuta a prescindere dall’utilizzo che si fa di un determinato servizio (così si paga l’Irpef anche se il contribuente non utilizza una serie di servizi pubblici come le scuole o gli ospedali).

 

Il cosiddetto “Canone Rai” è solo un’imposta che non è collegata ad alcun servizio, tantomeno a quello della Rai, ma è subordinata a un altro presupposto: la detenzione di una televisione o di altro apparecchio capace di captare onde audio/video. Ragion per cui bisogna pagarla anche se la tv resta chiusa e conservata in soffitta, al pari dell’obbligo di versamento dell’imposta sulla casa che va comunque adempiuto qualora l’abitazione venga lasciata chiusa per un inverno intero.

 

 

Non è collegato alla Rai

La diretta conseguenza del precedente punto è che l’imposta non è collegata al servizio della Rai, e neanche alla visione di qualsiasi altra rete privata. L’imposta è dovuta sull’apparecchio in sé, inteso come bene fisico e materiale a condizione che sia collegato a uno strumento che la renda capace di ricevere frequenze audio/video. Ecco perché bisogna pagare tanto nell’ipotesi in cui si guardino solo i canali satellitari, via cavo, ecc., tanto nell’ipotesi in cui la TV serva solo per abbellire l’appartamento (sempre che sia collegata a un antenna o ad altro ricevitore di frequenze audio/video).

Quando si utilizza il computer e, in particolare, internet, per vedere i canali televisivi in streaming non bisogna pagare perché il pc non è collegato al sintonizzatore. Invece, se il video del computer è collegato a un’antenna di qualsiasi tipo, bisogna pagare il Canone Rai.

 

 

Non è un’imposta sul possesso

Altro equivoco ingenerato da sempre sul cittadino è il fatto che si tratti di un’imposta sul possesso della televisione. Non è così. Il presupposto è, invece, una situazione molto più precaria: la detenzione. La differenza non è un sofismo giuridico: si ha detenzione ogni volta in cui un soggetto si trovi, di fatto, a utilizzare un determinato bene proprio o altrui. Si pensi all’inquilino che abbia preso casa ammobiliata e dentro vi trovi la tv del padrone di casa: in tal caso il pagamento è dovuto dal conduttore e non dal locatore. Si pensi alla badante che presti servizio stabilmente dentro l’abitazione dell’assistito: anche lei dovrà corrispondere il canone Rai. Ed ancora, a pagare sono i conviventi, sebbene la Tv sia stata acquistata solo da uno di essi: ognuno di costoro dovrà versare un autonomo importo.

 

 

Non è vero che il bollettino scompare

Il comunicato congiunto Rai-Agenzia delle Entrate, pubblicato il 13 gennaio scorso, crea diversi equivoci. Sembra più uno spot pubblicitario che non un chiarimento. Eppure l’Agenzia delle Entrate sa essere particolarmente pignola e precisa quando vuole. Perché, questa volta, ha dimenticato l’utilizzo corretto della lingua italiana? Cerchiamo allora di fare le opportune precisazioni.

 

Il comunicato esordisce così:

Niente più bollettini postali nelle case degli italiani. Pagare il canone tv è adesso facile come accendere la luce: dal 2016 il costo sarà incluso nella bolletta elettrica e sarà più conveniente”.

 

Attenzione: stiamo parlando di un’imposta e non di un servizio, per cui il pagamento non può essere più “conveniente” rispetto a un servizio alternativo. L’imposta è unica e non ha “concorrenti”. Perché allora utilizzare l’aggettivo “conveniente”? È la stessa logica di quando la Rai prospettava ricchi premi e cotillon a chi avesse pagato.

 

Il comunicato prosegue:

Il canone è dovuto una sola volta, per ogni famiglia o per gruppo di persone residenti nella stessa casa”.

 

Anche questa affermazione è sbagliata. Il canone è dovuto una sola volta dalle persone che:

 

risiedono nella stessa casa

 

– e a condizione che facciano parte dello stesso nucleo familiare.

 

Pertanto, se le persone non costituiscono lo stesso nucleo familiare o risiedono in luoghi diversi, devono pagare un canone distinto per ciascuno anche se hanno la stessa residenza e vedono la stessa tv. È il caso dei conviventi “more uxorio” (le cosiddette coppie di fatto) o gli studenti universitari che abbiano spostato la residenza nella nuova abitazione. Anche la badante, come detto, deve pagare il canone Rai.

 

Tali soggetti pagheranno:

– attraverso la bolletta elettrica, se hanno intestato il contratto della luce;

– con il bollettino postale, se non hanno intestato il contratto della luce.

 

È anche sbagliato affermare che “il canone è dovuto una sola volta per ogni famiglia”. Nel caso, infatti, di coniugi facenti parte della stessa famiglia, ma con residenze fissate in immobili diversi, è dovuto un pagamento autonomo per ciascuno di essi.

 

Proseguiamo nella lettura del comunicato:

Per tutte le altre abitazioni non ci sarà inoltre alcun addebito”.

 

Questa espressione è eccessivamente generica. Sarebbe più corretto dire che “Per tutte le altre abitazioni, appartenenti allo stesso nucleo familiare, ove i membri abbiano la medesima residenza, non ci sarà alcun (altro) addebito oltre a quello che avviene con il contratto della luce sull’abitazione principale”.

 

Ed ancora:

Il canone Rai è oggi più vantaggioso: l’importo per il 2016 è stato ridotto a 100 euro, diviso in rate e comincerà ad essere integrato nella bolletta elettrica di luglio.

Niente più bollettino da pagare entro il 31 gennaio: il canone verrà addebitato nella bolletta elettrica della casa di residenza a prescindere dalla persona a cui è intestata. Scompare anche il rischio di dimenticare il versamento e di incappare nelle sanzioni per il ritardato pagamento”.

 

Anche questa affermazione non è corretta. Già la lingua italiana imporrebbe di usare il soggetto. “Niente bollettino da pagare” è una frase impersonale, il che farebbe pensare – come tutte le volte in cui non c’è un soggetto – che gli interessati sono tutti i cittadini italiani. E invece non è così. Il bollettino resta, come detto, per tutti coloro che, non appartenenti allo stesso nucleo familiare di colui che già paga il canone con il contratto della luce, detengono una televisione. È sempre il caso dei conviventi.

 

 

2016: da quando si paga?

Anche qui c’è un profondo equivoco. Per chi riceverà l’addebito del canone con la bolletta della luce, il pagamento parte dal 1° luglio (per via della difficoltà ad aggiornare il sistema di pagamento già dal 1° gennaio; dal 2017, invece, il nuovo sistema sarà a regime e il canone sarà diviso in ragione delle bollette che arriveranno per l’energia elettrica). Per tutti gli altri, invece, stante l’assenza di norme diverse, deve ritenersi ancora in vigore l’obbligo di pagamento entro il 31 gennaio. Dunque, i conviventi e tutti coloro che non hanno un contratto della luce intestato, ma che detengono una televisione, dovranno utilizzare il vecchio sistema con il bollettino.

 

 

Chi paga il canone Rai?

È tenuto a pagare chi detiene un apparecchio adatto a ricevere le trasmissioni o comunque ha un’utenza elettrica nel suo luogo di “residenza anagrafica”: infatti, il semplice possesso del televisore, in questo caso, è presunto, salvo che l’interessato presenti, ogni anno, un’autocertificazione all’Agenzia delle Entrate, Ufficio Torino 1, in cui comunichi che, pur possedendo un contratto della luce, non detiene alcun televisore. In assenza di tale dichiarazione, il contribuente riceverà l’addebito in bolletta.

 

 

Come e quando si paga

Il pagamento avverrà in 10 rate uguali, insieme alla bolletta elettrica (dove gli importi saranno indicati a parte). Nel caso le bollette che arrivano in un anno siano meno di dieci (come capita spesso, infatti, ne arriva una a bimestre), le rate saranno addebitate sulla prima bolletta utile in arrivo. Non esiste più, quindi, una scadenza unica e uguale per tutti ma sarà variabile a seconda della politica seguita dal fornitore di energia elettrica.

 

Chi già paga la bolletta elettrica sul conto corrente bancario continuerà a farlo in automatico, compreso quindi il canone tv.

 

 

Controlli e sanzioni

Chi non paga solo l’importo del canone Rai nella bolletta non potrà vedersi tagliata la corrente elettrica, ma potrà essere oggetto di controllo fiscale, con applicazione di sanzioni pari a 5 volte l’importo del canone evaso. A tal fine verrà inviata la cartella di pagamento di Equitalia che ha prescrizione di 10 anni.

Restano comunque in vigore le vecchie norme, che prevedono, di base, la sanzione amministrativa da 200 a 600 euro per il 2016; ma se si paga prima che arrivi l’accertamento è solo il 20% del canone, quindi, per il 2016, 20 euro.

 

 

Se il canone è intestato al marito e il contratto della luce alla moglie (o viceversa)

In tal caso, il marito non riceverà più il bollettino, ma l’addebito del canone avverrà sulla bolletta intestata alla moglie, senza che sia necessaria alcuna comunicazione. Dunque se il marito non paga entro il 31 gennaio non sarà considerato evasore.

 

 

Se la famiglia ha una seconda casa

Per la seconda casa appartenente a una o più persone dello stesso nucleo familiare non avverrà l’addebito sulla bolletta della luce, in quanto la società elettrica sarà resa in grado, già all’atto di sottoscrizione del contratto, di sapere se l’utenza è destinata ad abitazione di residenza o meno.

Per formare una famiglia anagrafica servono la coabitazione e la dimora abituale nello stesso Comune.

È dovuto il pagamento del canone sulla seconda casa se uno dei membri della famiglia vi sposta la propria residenza. In tal caso, sarà quest’ultimo a pagare con la bolletta della luce.

 

 

Addio suggellamento

Scompare il suggellamento che, in passato, ha consentito a numerosi contribuenti di evitare il versamento del canone. Pertanto, chi non ha pagato negli anni scorsi per aver presentato la relativa dichiarazione, a partire da quest’anno dovrà pagare oppure dovrà completamente disfarsi dell’apparecchio.

 

 

Il mancato possesso della TV

Chi è intestatario di una utenza elettrica ma non ha la tv, può evitare il versamento automatico del canone in bolletta inviando un’autocertificazione allo sportello Sat dell’agenzia delle Entrate (le modalità saranno definite da un provvedimento direttoriale) dichiarando di non possedere l’apparecchio televisivo. La dichiarazione vale per l’anno di presentazione e va rifatta ogni anno.

 

 

Chi è esentato dal canone?

Non sono tenuti a versare il canone, per la Tv della casa di residenza, i contribuenti di età pari o superiore a 75 anni con un reddito proprio e del coniuge che non supera complessivamente 6.713,98 euro all’anno, senza conviventi. Una parte delle maggiori entrate del canone dovrebbe essere destinata, dal 2016 al 2018, a innalzare a 8mila euro la soglia di esenzione.

 

 

La TV usata come monitor

Chi usa l’apparecchio televisivo come monitor per il computer o solo per vedere videocassette o Dvd, deve pagare il canone. Infatti, l’obbligo di pagare deriva dalla detenzione dell’apparecchio televisivo. La sua destinazione a un uso diverso (visione di nastri, uso come terminale o come monitor per i videogiochi) non ne esclude l’adattabilità alla ricezione delle trasmissioni tv.

 

 

L’inquilino di casa arredata

L’inquilino che abita in un appartamento ammobiliato dove è presente una tv, deve pagare il canone, anche se l’apparecchio non è di sua proprietà ma è stato acquistato dal locatore. È lui, infatti, il «detentore» dell’apparecchio secondo la definizione di legge.

 

 

La tv via satellite

Deve pagare il canone anche chi ha un contratto per la visione di trasmissioni tramite satellite o via cavo. L’obbligo di pagare deriva dalla detenzione di uno o più apparecchi adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive. Dunque, anche chi non guarda mai la Rai, ma ad esempio guarda tv private o straniere, deve pagare il canone.

 

 

Il pagamento del canone speciale per il locale pubblico

Chi è titolare di un bar o di un ristorante e della relativa utenza elettrica, non pagherà il canone in bolletta. Infatti, la presunzione di possesso della Tv legata alla fornitura di energia elettrica si applica solo per le utenze domestiche. Tutti coloro che detengono una tv in locali o esercizi pubblici devono comunque pagare il canone speciale (ma non nella bolletta elettrica).

 


[1] RD n. 246/1938.

 


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Commenti
19 Gen 2016 Domenico De Benedictis

Gradirei conoscere se deve pagare il canone rai il detentore /erede una casa non abitata e il cui contatore dell’elettricità è intestato al genitore defunto, senza che allo stato sia stato fatto il subentro nel contratto della fornitura dell’energia elettrica (avendo il detentore/erede residenza in altro immobile con contatore intestato).

 
19 Gen 2016 davide buttò

perché dobbiamo pagare il cannone tv ,se un bel film non si vede
la rai spreca tanti soldi per i quiz a premi, i conduttori di San Remo
per tre o quattro serate prendono un milione di € con i soldi del cannone della povera gente compresi i pensionati a 600€ al mese che non possono
nemmeno comprarsi le medicine ne riscaldamento ,le notizie vengono manipolate secondo le correnti di interesse politico, se uno va all’estero a lavorare per 6 o 12mesi casa chiusa perché deve pagare il cannone tv

 
19 Gen 2016 Raffaello Bardi

Evidentemente gli Italioti preferiscono pagare il “canone”, pur di vedere tutti i giorni i loro grassatori governativi non eletti pavoneggiarsi in TV! Prossimamente, pur di scippare gli ultimi spiccioli ai più sfigati, istituiranno il “canone sulla tazza del cesso”, con contatore elettronico sulla tavoletta direttamente collegato via internet ad Equitalia!

 
29 Gen 2016 salvatore leotta

Si parla si discute si commenta ma alla fine pagheremo tutti, perchè ormai si vive in uno stato dittatoriale, e chi si ribella muore perchè oggi ti levano pure la prima casa!E se ti va bene hai un lavoro di 800 euro netti al mese riesci a campare. Il mio consiglio è di portare più soldi fuori dallo stato Italiano ed investire all’estero perchè il nostro Stato è FALLITO

 
29 Gen 2016 carlo ferretti

in questo articolo si parla solo di tv, io non la possiedo non la vorrò mai più nella vita perchè mi sento un ebete davanti una scatola a sentire degli idioti che parlano di spazzatura sprecando a maggior ragione energia elettrica. Io purtroppo sono affezionato alla radio ma da questo articolo non capisco se anche io sono tenuto a pagarlo?

 
23 Ott 2016 Mario

Una cosa che non viene specificata bene in questo articolo: il canone lo paga solamente chi possiede in casa un Tuner (sintonizzatore) capace di captare le onde audio-visive (sia che esso sia integrato a qualche apparecchio, come la classica Tv, o staccato e “adattabile” ad un apparecchio, come la classica pennetta USB con tuner DVB). La radio invece non influisce nel canone, nonostante circoli ancora la leggenda metropolitana secondo cui chi ha anche solo una radiolina deve pagare il canone.

In breve, se uno possiede monitor PC senza Tuner (ormai si trovano anche da 40 o 50 pollici, cioè vere e proprie tv senza sintonizzatore) o tv “vecchie” con sintonizzatore analogico, non deve pagare il canone e deve richiedere l’esenzione come specificato nel sito dell’agenzia delle entrate. L’esenzione va rinnovata ogni anno entro il 31 Gennaio.