Trasferimento del pubblico dipendente
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18 Gen 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Trasferimento del pubblico dipendente

Tutte le fattispecie di modifica della sede di lavoro del pubblico dipendente: comando, distacco, collocamento fuori ruolo, passaggio ad altra amministrazione.

 

La prestazione di lavoro, in genere, va eseguita presso la pubblica amministrazione di appartenenza.

 

Il rapporto di lavoro pubblico, tuttavia, configurandosi come rapporto di lunga durata, può essere soggetto a vicende modificative di vario genere (si ricordi che si tratta sempre di modifiche di natura oggettiva, essendo il rapporto di lavoro pubblico strettamente personale, basato sulla fiducia nelle qualità del dipendente, per cui modifiche soggettive, come ad esempio sostituzione della persona fisica nel rapporto, non sono ammissibili).

 

Fra tali mutamenti rientrano le ipotesi in cui si verifica un cambiamento della sede logistica nella quale viene effettuata la prestazione di lavoro nonché del soggetto che fruisce della prestazione medesima.

 

In particolare ricordiamo:

 

— il comando, che si configura nell’ipotesi in cui il dipendente viene chiamato a prestare temporaneamente servizio presso una amministrazione statale diversa da quella d’appartenenza o presso enti pubblici (da questi ultimi sono, però, esclusi quelli sottoposti alla vigilanza dell’amministrazione cui l’impiegato appartiene);

 

— il distacco, che è un istituto introdotto dalla prassi amministrativa e riguarda gli enti diversi dallo Stato: consiste in un trasferimento della sede di servizio presso un ente diverso dalle pubbliche amministrazioni;

 

— il collocamento fuori ruolo, il quale può essere disposto per disimpegno di funzioni dello Stato o di altri enti pubblici attinenti agli interessi dell’amministrazione che lo dispone e che non rientrino nei suoi compiti istituzionali. Anche in questo caso il provvedimento non comporta la modificazione dello stato giuridico del dipendente.

 

Il Giudice Amministrativo ha definito il collocamento fuori ruolo quale «istituto modificativo del rapporto di impiego comportante una diversa modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, con diretta ed immediata incidenza sull’amministrazione di appartenenza (in senso conforme, Corte dei Conti, sez. contr. 19 gennaio 1996 n. 12); prestazione lavorativa che — è bene precisare — resta sempre una prestazione resa ad una pubblica amministrazione e nel pubblico interesse, in conformità all’art. 98, primo comma, Cost.

 

Il collocamento fuori ruolo, dunque, deve essere inteso come «naturalmente ad tempus» e può essere disposto laddove esso sia previsto da una esplicita disposizione normativa ed entro limiti numerici predefiniti in relazione all’organico di ciascuna pubblica amministrazione; inoltre, lo svolgimento dell’incarico comportante il fuori ruolo da parte del dipendente deve corrispondere ad un interesse dell’amministrazione di appartenenza ed essere estraneo ai compiti istituzionali di questa. Quest’ultima previsione è agevolmente spiegabile con la impossibilità per il dipendente pubblico di svolgere altrimenti (anche in amministrazione diversa da quella propria) compiti che istituzionalmente rientrano nelle attribuzioni di quest’ultima, stanti i principi ricavabili dall’art. 98 Cost., ed in conformità ad una logica applicazione del principio di buon andamento, ex art. 97 Cost.» (C.d.S., sez. IV, 30-4-2012, n. 2486);

 

— il passaggio ad altra amministrazione a seguito di trasferimento o conferimento di attività, ex art. 2112 c.c. (su cui v. infra Cap. 8, par. 4).

 

Le pubbliche amministrazioni, infine, incentivano le esperienze del proprio personale presso le istituzioni e gli organi dell’Unione europea e internazionali nonché degli Stati membri o candidati all’adesione. Si tratta del temporaneo servizio all’estero, ex art. 32 D.Lgs. 165/2001, sostituito dalla L. 24-12-2012, n. 234, recante norme generali sulla partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione delle politiche e delle normativa UE.

 

La ratio di tale collegamento è quella di favorire lo scambio internazionale di esperienze amministrative e di rafforzare i rapporti tra amministrazioni di provenienza e di destinazione.

 

Il personale che presta temporaneo servizio all’estero resta a tutti gli effetti dipendente dell’amministrazione di appartenenza e l’esperienza maturata all’estero è valutata ai fini dello sviluppo professionale degli interessati.

 

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