Noemi Secci
Noemi Secci
19 Gen 2016
 
Le Rubriche di LLpT


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Opzione Donna scuola, scelta sino al 15 febbraio

Tempo sino al 15 febbraio per le domande di cessazione dal servizio con Opzione Donna nel comparto scuola: a quanto ammonta la penalizzazione?

 

Sono una docente, compio 59 anni nel 2016 ed ho 38 anni di servizio: entro quando posso fare domanda di pensione con Opzione Donna, e di quanto sarò penalizzata?

 

In considerazione della difficoltà nella scelta di pensionarsi usufruendo del Regime Sperimentale noto come Opzione Donna, vista l’alta penalizzazione che comporta nella quasi totalità dei casi, il Miur ha dato la possibilità, per le optanti lavoratrici del comparto scuola, di inviare la domanda di cessazione dal servizio, tramite la procedura Istanze Online E-Polis, sino al 15 febbraio 2016 [1].

Quasi un mese di proroga che può essere utile, per docenti e personale Ata, al fine di effettuare il calcolo della pensione, per decidere con consapevolezza se anticipare il collocamento a riposo o meno.

 

 

Opzione Donna: a quanto ammonta la penalizzazione?

Poiché il Regime sperimentale comporta, in cambio dell’anticipo della pensione (sono sufficienti, per le dipendenti, 57 anni e 3 mesi di età e 35 anni di contributi, previa attesa di una finestra di 12 mesi), un ricalcolo dell’assegno col metodo interamente contributivo, una penalizzazione esiste, ed è anche piuttosto marcata.

Non è possibile, tuttavia, quantificare una percentuale fissa di decurtazione dell’assegno con Opzione Donna, rispetto all’assegno che si potrebbe ottenere con i requisiti ordinari previsti dalla Fornero ed il calcolo misto: le differenze dipendono dalla carriera della lavoratrice, dall’ammontare dei contributi, dalla presenza di versamenti in differenti gestioni, dall’esistenza di periodi di aspettativa…Insomma, i parametri sono molteplici, ed è impossibile generalizzare.

 

 

Opzione Donna: come si fa il calcolo?

Non è possibile fornire un calcolo preciso dell’ammontare della pensione con e senza Opzione Donna, in assenza di un estratto conto dell’Inps, da cui si evinca la contribuzione versata in tutta la vita lavorativa ed almeno le retribuzioni dal 1993 in poi (per i dipendenti pubblici, mentre per i dipendenti del settore privato è necessario conoscere le retribuzioni dal 1986 in poi).

Il calcolo col metodo contributivo, difatti, non si basa sull’ultimo stipendio, ma sui contributi versati nell’arco della vita lavorativa. Pertanto, chi afferma di poter calcolare la pensione con Opzione Donna sulla base dell’ultimo stipendio rischia di “prendere cantonate” tanto più grandi, quanto meno è lineare la carriera della lavoratrice (inquadramento differente, buchi contributivi, etc.).

 

 

Opzione Donna: più tempo per scegliere

Comunque, è possibile pensionarsi utilizzando l’Opzione anche successivamente, in virtù del principio di cristallizzazione dei requisiti: una volta raggiunti i requisiti per il pensionamento, anche se la legge cambia, il diritto a pensione si conserva, e ci si può collocare a riposo anche in un secondo momento. La lettrice potrebbe dunque decidere di pensionarsi nel prossimo anno scolastico, utilizzando sempre l’Opzione Donna, con un doppio miglioramento del trattamento, dovuto sia al maggior montante contributivo, sia al miglioramento del coefficiente di trasformazione (che aumenta con l’età; si tratta del parametro percentuale che trasforma il montante contributivo, cioè i contributi accumulati, in assegno di pensione).

 

 

Pensione anticipata Legge Fornero: quando per chi ha 38 anni di servizio?

Se invece la lettrice decidesse di attendere i requisiti Fornero, il pensionamento per lei più veloce sarebbe quello anticipato, cioè basato non sull’età, ma sugli anni di contributi versati.

La lettrice, e chi come lei possiede 38 anni di servizio nel gennaio 2016, potrebbe difatti raggiungere i requisiti per la pensione anticipata a fine marzo 2020, con 42 anni e 2 mesi di contributi (parametro previsto in base agli aumenti periodici basati sugli adeguamenti alla speranza di vita).

Qualora, alla data di pensionamento, siano già stati compiuti 62 anni di età, non ci sarà alcuna penalizzazione del trattamento, mentre la decurtazione sarà dell’1% annuo per gli anni mancanti al 62°, a partire dal 60°, mentre del 2% annuo per gli anni precedenti al 60°.


[1] Nota MIUR n. 41637 del 30.12.2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
6 Feb 2016 manlio rosati

Trovo gli articoli dell’autore sempre interessanti e semplici da interpretare