Il dovere di prestare assistenza: il reato omissivo
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20 Gen 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Il dovere di prestare assistenza: il reato omissivo

Trovare il corpo inanimato di un morto, un ferito o una persona in stato di pericolo pone il passante di fronte un dovere giuridico.

 

Prestare soccorso e assistenza a chi è in pericolo o in difficoltà non è solo un dovere morale e sociale, ma, in determinati casi, anche giuridico; in difetto potrebbe configurarsi quello che comunemente viene detto reato omissivo. Vediamo meglio di cosa si tratta.

 

Per reato omissivo si intende un reato che si è compiuto in seguito non a un’azione (fare qualcosa) bensì a una omissione, ovvero non fare qualcosa.

 

Il codice penale, all’articolo art. 593 (omissione di soccorso) stabilisce:

 

Chiunque, trovando abbandonato o smarrito un fanciullo minore degli anni dieci, o un’altra persona incapace di provvedere a se stessa, per malattia di mente o di corpo, per vecchiaia o per altra causa, omette di darne immediato avviso all’autorità è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa fino a 2.500 euro.

Alla stessa pena soggiace chi, trovando un corpo umano che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo, omette di prestare l’assistenza occorrente o di darne immediato avviso all’autorità.

Se da siffatta condotta del colpevole deriva una lesione personale, la pena è aumentata; se ne deriva la morte, la pena è raddoppiata.

 

Sul piano oggettivo, l’espressione “trovando” allude all’imbattersi nella persona in pericolo, con un contatto materiale diretto, mentre per un orientamento minoritario è rilevante anche il semplice venirne a conoscenza. Il minore di anni dieci è abbandonato quando è stato volontariamente lasciato da solo da chi ha su di lui un potere di custodia; il minore di anni dieci è smarrito quando per un fatto proprio, e per caso, o per fatto volontario di chi non abbia la custodia sul soggetto si trova nella impossibilità o nella grave difficoltà di dirigersi presso la propria dimora o in un altro luogo sicuro.

 

Nel caso in cui ci si imbatta in un corpo inanimato, in un ferito o in una persona in pericolo, è prioritario l’obbligo di prestare assistenza, e solo ove ciò non sia possibile subentra il dovere di avviso all’autorità.

 

Tali obblighi cessano nel caso in cui il soggetto per la sua età o per le sue condizioni, sia impossibilitato ad adempierli, mentre rilevano anche quando questi esporrebbe sé stesso a un pericolo, in quanto la disposizione in esame mira a rafforzare il sentimento di solidarietà umana.

 

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