Nuove classi di concorso: cosa c’è da sapere
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21 Gen 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Nuove classi di concorso: cosa c’è da sapere

In settimana la pubblicazione del nuovo decreto che modifica le classi di concorso: quasi tutte le lauree daranno più sbocchi.

 

Sono state appena completate le ultime modifiche al decreto di riordino delle classi di concorso, che riduce le classi non più da 168 a 114, ma a 116: un taglio necessario, secondo il Ministro Giannini, che offrirà più sbocchi ai laureati ed eviterà che restino cattedre scoperte.

L’ampliamento delle possibilità per i laureati, che avranno più opzioni sulle materie da insegnare, non abbasserà la qualità dell’insegnamento, data la lunghezza e la complessità dei percorsi di abilitazione necessari per ogni classe di concorso.

Ad ogni modo, non tutte le classi previste dal decreto costituiscono un raggruppamento, ma alcune categorie sono state create ex-novo, come l’insegnamento della lingua italiana per discenti stranieri.

Vediamo, in questa mini-guida, il nuovo sistema delle classi di concorso.

 

Nuove classi di concorso

Il nuovo sistema opera una prima suddivisione delle classi di concorso in tabelle:

 

Tabella A: in questa tabella sono raggruppate le classi di concorso per la scuola secondaria di primo e secondo grado; ciascuna delle classi è identificata da un codice alfanumerico; la tabella specifica gli insegnamenti relativi a ciascuna categoria, i titoli necessari per accedere ai percorsi di abilitazione e le corrispondenze con le vecchie classi di concorso degli anni ‘90;

 

Tabella B: in questo gruppo sono incluse le classi di concorso relative agli insegnamenti tecnico-pratici per la scuola secondaria di primo e secondo grado; anche in questo caso, ciascuna delle classi è identificata da un codice alfanumerico, e sono indicati gli insegnamenti relativi a ciascuna categoria, i titoli necessari per accedere ai percorsi di abilitazione e le corrispondenze con le precedenti classi di concorso;

 

Tabella A/1: questa tabella individua la corrispondenza tra gli esami del vecchio ordinamento necessari all’accesso alle classi di concorso, ed altri esami di contenuto omogeneo.

 

 

Le principali classi di concorso

Di seguito, una breve carrellata concernente i dettagli principali nuove classi di concorso, con le corrispondenze tra lauree e materie d’insegnamento.

 

Italiano

La nuova classe relativa all’insegnamento di italiano, storia e geografia nella scuola secondaria di primo grado si chiama A-22. Sono utili per accedervi ben 15 diverse lauree magistrali e 20 lauree specialistiche, oltre ad 8 lauree del vecchio ordinamento.

 

Tra le lauree utili all’accesso vi sono le seguenti:

 

– antropologia culturale ed etnologia;

– archivistica e biblioteconomia;

– filologia moderna;

– linguistica;

– scienze geografiche e storiche;

– musicologia e beni culturali;

– scienze delle religioni;

– conservazione dei beni architettonici e ambientali.

 

È comunque necessario il conseguimento di almeno 80 crediti formativi universitari negli specifici settori.

 

Italiano per stranieri

È una completa novità introdotta dal Decreto la nuova classe d’insegnamento della lingua italiana per discenti stranieri, la A-23, necessaria in base alla forte presenza di studenti che parlano una diversa lingua. Per insegnare in questa classe è necessario possedere una delle seguenti lauree:

 

– lettere;

– filologia moderna;

– lingue;

– scienze dalla formazione primaria (relativamente ai soli laboratori presso le scuole dell’infanzia e primaria).

 

È possibile effettuare docenze in tutti gli ordini di scuola, compresi i centri per gli adulti, ma è necessario possedere un livello di specializzazione in italiano L2.

 

Storia dell’arte

Per quanto concerne la nuova classe di Storia dell’arte, A-54, relativa alla scuola secondaria di secondo grado, potranno accedervi 16 differenti lauree magistrali. Restano valide anche le lauree in lettere del vecchio ordinamento, laddove il piano di studi comprenda due corsi annuali di storia dell’arte.

 

Matematica

Addirittura 29 sono le differenti lauree che consentono l’accesso alla nuova classe A-28, valida per l’insegnamento di matematica e scienze in tutte le classi della scuola secondaria di primo grado; anche la A-26, la classe utile ad insegnare matematica nei licei e negli istituti tecnici, è accessibile tramite 29 diverse lauree magistrali.

Tra queste classi, figurano le varie specializzazioni relative all’ingegneria, e persino l’architettura (ma solo se l’aspirante docente ha conseguito 80 crediti formativi nel settore scientifico disciplinare di riferimento).

 

Fisica

In parallelo a quanto già osservato per matematica, è possibile accedere all’insegnamento della fisica, classe A-20, con una laurea in ingegneria . Consentono poi l’accesso anche le seguenti lauree:

 

– architettura del paesaggio;

– architettura e ingegneria civile;

– matematica;

– scienza e ingegneria dei materiali;

– scienze dell’universo;

– scienze e tecnologie della navigazione.

 

Diritto ed Economia

Diritto ed Economia possono essere insegnati, nella scuola secondaria di secondo grado, da chi possiede i requisiti per accedere alla nuova classe di concorso A-46, Scienze giuridico-economiche.

L’accesso alla classe è consentito a chi possiede una delle seguenti lauree:

 

– giurisprudenza;

– economia;

– relazioni internazionali;

– scienze statistiche, attuariali e finanziarie.

 

Tale classe è stata aperta anche ai laureati in scienze politiche, purché abbiano conseguito almeno 96 crediti formativi universitari nel settore scientifico disciplinare di riferimento.

 

Geografia

È possibile accedere all’insegnamento della geografia , classe A-21, con 19 lauree diverse. In particolare, l’abilitazione è possibile anche per i laureati in economia, in scienze delle religioni o in scienze dello spettacolo e produzione multimediale.

Elettronica ed elettrotecnica

L’insegnamento dell’ elettronica e dell’elettrotecnica è stato accorpato nella classe A-40:è possibile accedervi anche con la laurea in informatica, purché nel piano di studi siano compresi i corsi annuali (o due corsi semestrali) di elettrotecnica, misure elettriche, impianti e macchine elettriche.

Possono insegnarvi anche i laureati in ingegneria, purché abbiano conseguito 48 crediti formativi universitari negli specifici settori scientifico-disciplinari.

 

 

Accesso all’abilitazione

Non ci sono problemi per chi possiede l’abilitazione o l’idoneità all’insegnamento in una delle precedenti classi di concorso: questi soggetti possono difatti partecipare ai concorsi pubblici relativamente alle nuove classi “accorpanti”.

Nessun problema nemmeno per i docenti già di ruolo, titolari di una delle classi di concorso raggruppate: grazie alla disciplina di armonizzazione, diventano automaticamente titolari della nuova classe nella quale è stata raggruppata la vecchia classe di appartenenza.

 

Anche gli insegnanti non di ruolo, ma in possesso di abilitazione ad una classe accorpata, possono comunque accedere a tutti gli insegnamenti della nuova classe accorpante, ai fini delle procedure di concorso.

 

Gli iscritti ad un percorso di studi utile ad accedere alle vecchie classi di concorso continuano ad avere, poi, la possibilità di partecipare ai tirocini formativi attivi.

 

È bene ricordare, infine , che non sono previste classi di concorso per la scuola primaria, dell’infanzia e per il sostegno: per la scuola primaria e dell’infanzia, difatti, la laurea in scienze della formazione primaria dà direttamente l’accesso all’abilitazione. Per quanto concerne il sostegno, mancano classi di concorso specifiche.

 

 


Autore immagine: 123rf com

 


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