Vittime di reato violento: lo Stato deve risarcire?
Lo sai che?
21 Gen 2016
 
L'autore
Alessandro Dini
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Vittime di reato violento: lo Stato deve risarcire?

L’attuale orientamento del riconoscimento dell’indennizzo dello Stato in favore delle vittime.

 

Seppur poco conosciuta, la normativa europea [1] in tema di indennizzo delle vittime di reato ha creato parecchi grattacapi ai Governi Italiani che si sono succeduti dal 2006 sino ad oggi. Difatti, con la disciplina in questione, il legislatore europeo ha prescritto che gli Stati membri predisponessero dei meccanismi di indennizzo per i cittadini dell’Unione che, vittime di un reato intenzionale e violento, non siano riusciti ad ottenere un risarcimento dall’autore del reato poiché questi o non possiede le risorse necessarie oppure non può essere identificato e/o perseguito. Meccanismo risarcitorio che, tuttavia, non è stato predisposto dal legislatore italiano, che per tale ragione ha subito, già nel 2007, una condanna da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea [2].

 

Lo Stato inadempiente ha così cercato di rimediare adottando disposizioni frammentarie, limitando estremamente le categorie di beneficiari alle sole vittime dei reati di mafia, di terrorismo e di usura laddove, invece, la normativa europea imponeva l’istituzione di uno strumento risarcitorio generalizzato.

 

Sono, tuttavia, rimaste escluse dall’intervento del legislatore situazioni gravi e pur meritevoli di tutela, si pensi in primo luogo alle vittime di violenza sessuale o gli eredi delle vittime di omicidio.

 

Le suddette dimenticanze non sono certo passate inosservate agli occhi della Commissione Europea che, ritenendo non adempiuto il disposto della disciplina comunitaria, ha così avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia, ad oggi in attesa di un nuovo giudizio innanzi alla Corte di Giustizia dell’UE.

 

 

Il diritto all’indennizzo

Nel frattempo cosa accade alle vittime di reato? Hanno diritto all’indennizzo?

Questa domanda è stata sollevata in diversi tribunali italiani, dove le vittime hanno adito i Giudici chiedendo il risarcimento dello Stato per inadempimento della normativa comunitaria con esiti estremamente favorevoli.

 

Numerose pronunce di merito hanno, infatti, accolto le richieste di indennizzo avanzate, riconoscendo somme incredibilmente consistenti alle vittime.

 

Sebbene la questione non sia ancora stata sottoposta al vaglio della Corte di Cassazione, organo al quale spetta l’ultima parola, le numerose pronunce di merito intervenute hanno, per lo più, confermato che la corretta interpretazione della Direttiva 2004/80/CE sia volta a prevedere un vero e proprio obbligo per l’Italia di istituire un meccanismo di compensazione tale da garantire una copertura risarcitoria rivolta a tutti i cittadini europei vittime di reati violenti intenzionali.

 

Alla luce delle normative e della giurisprudenza richiamata, sarà pertanto possibile, per le vittime di reati intenzionali o violenti che non abbiano potuto conseguire il risarcimento danni a loro dovuto a seguito del reato (violenza sessuale, lesioni personali, omicidio, ecc.), richiedere direttamente allo Stato un indennizzo per mancato recepimento della normativa europea.

 

Occorrerà, in tal caso, promuovere un giudizio ordinario innanzi al Tribunale competente per territorio, ove richiedere l’indennizzo sul supporto delle già numerose pronunce favorevoli rese dalla giurisprudenza di merito sulla medesima questione.


[1] Direttiva n. 2004/80/CE del Consiglio del 29 aprile 2004.

[2] C. Giustizia UE, sent. causa C-112/07, Commissione c. Italia.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti