Canone Rai 2016 seconda casa: la guida
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21 Gen 2016
 
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Canone Rai 2016 seconda casa: la guida

Abbonamento TV: l’imposta sulla televisione, meglio nota come canone Rai, andrà pagata una sola volta anche nel caso si possegga la seconda casa, salvo il caso di trasferimento di residenza da parte di uno dei membri della famiglia.

 

L’introduzione della riforma del canone Rai attraverso la bolletta della luce, contenuta nella legge di Stabilità 2016 [1], ha fatto riaffiorati vecchi interrogativi, la cui risposta, tuttavia, non è mutata anche a seguito della recente normativa. Questo perché l’unica modifica apportata con la legge in commento attiene solo alle modalità di riscossione, mentre resta immutato il presupposto di imposta e il soggetto passivo obbligato al pagamento.

 

Una però, delle problematiche più “sentite” dagli italiani è, attualmente, quella del pagamento per la seconda casa. Tutti sanno, infatti, che l’imposta sulla televisione (impropriamente detta “Canone Rai”) va pagata una sola volta per ciascun nucleo familiare, a prescindere dal numero di abitazioni possedute. Tuttavia, il problema è sembrato porsi per via del fatto che il balzello verrà ora riscosso dallo Stato attraverso la bolletta della luce: per cui sono ancora in molti a temere che, sulla fattura per la fornitura della luce di ogni immobile – anche quindi quelli ulteriori rispetto a quello di residenza – sarà addebitato l’abbonamento TV. È quindi il caso di fare chiarezza sul punto.

 

 

Su quale bolletta di casa viene addebitato il canone Rai?

L’imposta sulla televisione sarà addebitata solo sull’utenza elettrica relativa all’immobile ove il contribuente ha residenza anagrafica. Farà fede, a tal fine, la dichiarazione fornita dall’utente alla società della luce all’atto della sottoscrizione del relativo contratto. L’utente è perciò tenuto a comunicare alla società della luce ogni successiva variazione della residenza stessa.

 

 

Il pagamento del canone Rai copre anche la seconda casa?

L’avvenuto pagamento sulla bolletta della luce relativo alla casa di residenza copre:

 

– il contribuente e tutti gli appartenenti al medesimo nucleo familiare inteso come famiglia anagrafica (ossia le persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune). Questo significa che, finché tali soggetti resteranno appartenenti al medesimo nucleo familiare, non dovranno pagare il canone, in quanto il versamento verrà fatto solo dall’intestatario della bolletta della luce.

Nel caso di conviventi, invece, in quanto non appartenenti al medesimo nucleo familiare, andranno fatti due versamenti: l’intestatario della luce pagherà con la bolletta, mentre l’altro o gli altri soggetti dovranno farlo con il bollettino postale;

 

– tutti gli ulteriori immobili del contribuente e del suo nucleo familiare. Quindi, se il contribuente o il coniuge possiede una seconda casa, questa non sarà “tassata” con l’addebito del canone Rai in bolletta, in quanto l’imposta verrà addebitata solo sulla bolletta della casa di residenza dell’intestatario del contratto della luce.

Se però uno dei due coniugi ha residenza nella seconda casa dovrà pagare un secondo canone Rai. Per esempio: si pensi a Tizio sposato con Caia, dove Tizio ha residenza nella casa di Roma e Caia invece in quella di Velletri; in tale ipotesi, Tizio pagherà l’imposta sulla Tv con il contratto della luce della propria casa di residenza in Roma, mentre Caia lo pagherà con la bolletta della casa di Velletri.

 

 

Canone rai e seconda casa: in sintesi

– Il canone Rai verrà addebitato solo sulla bolletta della casa di residenza anagrafica.

– Il pagamento coprirà tutti gli altri immobili posseduti dal contribuente e dagli appartenenti lo stesso nucleo familiare, per cui non sarà dovuto un secondo pagamento.

– La società della luce non addebiterà il canone Rai sulla bolletta della luce della seconda casa, avendo già avuto comunicazione, da parte del contribuente, al momento della conclusione del contratto di fornitura, che si tratta di immobile non destinato alla residenza anagrafica.

– Se tuttavia i coniugi posseggono due abitazioni e ciascuno ha fissato la propria residenza in un immobile diverso da quello dell’altro coniuge, è dovuto un autonomo pagamento del canone Rai.

 

 

Gli ulteriori chiarimenti

Per le violazioni degli obblighi di comunicazione e di versamento dei canoni si applicano specifiche sanzioni. Sanzioni che diventano penali nel caso di false comunicazioni all’Agenzia delle Entrate.

 

L’Anagrafe tributaria, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, l’Acquirente unico Spa, il ministero dell’Interno, i Comuni, nonché gli altri soggetti pubblici o privati che ne hanno la disponibilità, sono autorizzati allo scambio e all’utilizzo di tutte le informazioni utili in tema di canone Rai.

 

Per semplificare le modalità di pagamento del canone, le autorizzazioni all’addebito diretto sul conto corrente bancario o postale ovvero su altri mezzi di pagamento, rilasciate a intermediari finanziari dai titolari di utenza per la fornitura di energia elettrica per il pagamento delle relative fatture, si intendono estese al pagamento del canone Rai

 

 

F.A.Q.

È possibile che, sulla bolletta della luce della seconda casa, venga addebitato di nuovo il canone Rai?

No. Come già detto, sarà lo stesso contribuente a fornire, alla società elettrica, all’atto della stipulazione del contratto di fornitura, l’indicazione della destinazione di tale immobile. Per cui, se indicherà che la seconda casa non è l’abitazione di residenza, la società elettrica non addebiterà sulla relativa bolletta il canone Rai.

 

Che succede se, ciò nonostante, la bolletta della luce della seconda casa contiene il canone Rai?

In tal caso il contribuente dovrà far rettificare la bolletta alla società elettrica, specificando che si tratta di immobile non di residenza. Egli, infatti, non dovrà pagare il canone, avendolo già versato per la casa di residenza.

 

Che fare se nella prima casa non c’è televisione ma è presente nella seconda?

In tal caso, il contribuente, per non vedersi addebitare il canone Rai nella bolletta della luce della prima casa, dovrà – ogni anno – inviare alla società elettrica e all’Agenzia delle Entrate, Ufficio 1 di Torino, una dichiarazione in cui comunica di non possedere, nella casa di residenza, la televisione (meglio che una copia sia inviata per conoscenza anche alla società elettrica). Tuttavia egli dovrà pagare comunque il canone Rai per via della presenza dell’apparecchio nella seconda abitazione. Lo dovrà però fare con il bollettino, atteso che – trattandosi di immobile non di residenza – la relativa bolletta non sarà addizionata dell’imposta.

 

Che fare se sia nella prima che nella seconda casa non è presente la televisione?

Anche in questo caso andrà inviata, una volta all’anno, una dichiarazione all’Agenzia delle Entrate ufficio Torino 1 e, per conoscenza, alla società elettrica, in cui si comunica la non detenzione della televisione.


[1] L. 208/2015, co. 152 e ss.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
22 Gen 2016 Mario Perferi

Cosa si intende per vincoli affettivi? due persone conviventi non sono legate da vincoli affettivi?

 
8 Mar 2016 carlo palmisani

cosa succede se il figlio a carico ha residenza diversa rispetto al nucleo familiare (padre e madre) con intestazione del contratto enel? Il capo famiglia paga due volte ?

 
25 Mar 2016 paolo de lallo

cosa succede se il figlio ha residenza diversa e la casa appartiene ai genitori l’ intestazione del contratto enel è a nome del figlio il proprietario (i genitori) pagano il canone due volte .uno per la casa dove risiede il figlio e una dove risiedono loro ?

 
16 Mag 2016 Di Gregorio Giovanni

Va bene tutto quello che si è detto per pagare il canone rai. Ma il canone rai è un abuso di tassa, specialmente che è in digitale, e perciò criptabile elettronicamente,potendo essere vista con scheda card a pagamento. Riflettete ITALIANI!!!