Mediazione tributaria: come si determina il valore della lite
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22 Gen 2016
 
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Mediazione tributaria: come si determina il valore della lite

Reclamo-mediazione contro la comunicazione di iscrizione di fermo auto o di ipoteca: la determinazione del valore entro i 20.000 euro.

 

La recente riforma procedimento di reclamo-mediazione tributaria ha esteso tale procedura a tutti gli atti emessi da Equitalia (e, quindi, cartelle di pagamento, preavvisi di fermo auto o di ipoteca) per vizi propri e fino a un limite di valore massimo di 20.000 euro. Entro tale tetto è ora, dunque, obbligatorio anche per i ricorsi contro gli atti degli agenti della riscossione, presentare l’istanza di reclamo-mediazione, secondo la nuova formula. È però essenziale determinare, con esatta precisione, il valore nel ricorso della lite, specie contro la comunicazione di iscrizione di fermo di beni mobili registrati o di ipoteca.

 

Sul punto è intervenuto un chiarimento della stessa Agenzia delle Entrate, fornita nel corso del videofurum 2016 organizzato dal quotidiano Italiaoggi.

 

I funzionari delle Entrate hanno precisato che, per la determinazione del valore di una controversia tributaria si fa riferimento alle norme di legge precedenti [1] che sullo specifico punto sono rimaste invariate. In particolare, per valore della lite si intende l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato.

 

In caso di controversie relative esclusivamente alle sanzioni, il valore è costituito dal loro ammontare.

 

Qualora il debitore impugni il preavviso di iscrizione di fermo auto o di ipoteca su immobili, il valore della controversia va determinato con riferimento all’atto impugnato e, analogamente a quanto previsto per la quantificazione del contributo unificato, deve essere calcolato in base al valore dei crediti per tributi, al netto di interessi, sanzioni (salvo che le sanzioni, in analogia con quanto detto in precedenza, non costituiscano un accessorio al tributo per cui si procede, bensì pretesa autonoma) e altri oneri accessori, per i quali l’agente della riscossione ha comunicato l’iscrizione del fermo o dell’ipoteca.

 

Anche nel caso in cui il ricorrente, oltre a contestare vizi propri del fermo o dell’ipoteca, contesti anche i crediti per i quali si procede, si deve far riferimento al valore complessivo dei crediti tributari come detto in precedenza. Pertanto, se il valore complessivo dei crediti tributari sottostanti al fermo o all’ipoteca supera 20.000 euro, la lite non è soggetta al procedimento di mediazione anche se le iscrizioni a ruolo contestate abbiano un valore inferiore alla predetta soglia. In altri termini, si ritiene che, quando con lo stesso ricorso il debitore impugni sia il fermo o l’ipoteca con valore della lite superiore a 20.000 euro sia singole iscrizioni a ruolo di valore inferiore, prevalga il rito ordinario di impugnazione su quello speciale previsto per le controversie di valore fino a 20.000 euro. Gli stessi criteri si applicano, analogamente, nel caso di impugnazione di una cartella di pagamento che cumula distinte iscrizioni a ruolo anche se eseguite da diversi enti creditori, se si contesta integralmente la cartella per vizi propri, nonché le singole iscrizioni a ruolo per vizi riferiti all’attività degli enti creditori.


[1] Disposizioni del novellato articolo 12, comma 2, del dlgs n. 546/1992.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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