Pignoramento dello stipendio
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24 Gen 2016
 
L'autore
Marco Borriello
 


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Pignoramento dello stipendio

Stipendio, indennità, provvigioni, pignoramento dello Stato e dei privati, presso il datore di lavoro o sul conto corrente: limiti e base pignorabile. Eccezioni quando agisce Equitalia.

 

In un momento di crisi come quello attuale è già grasso che cola se abbiamo un lavoro e percepiamo uno stipendio o una provvigione. Poiché è oramai finito il tempo in cui ciò che si guadagnava, serviva anche ad accantonare qualcosa, possiamo dire che attualmente lo stipendio serve a vivere e basta.

In un contesto, come quello descritto, il legislatore ha ritenuto, quindi, opportuno stabilire dei limiti alla pignorabilità di ciò che guadagniamo a seguito delle nostre prestazioni lavorative. Sostanzialmente, anche se siamo creditori di qualcuno (lo Stato, la Regione, un privato qualsiasi, etc), è stata individuata una somma minima che non potrà mai essere toccata, ritenuta, quindi essenziale a garantire quel minimo di sussistenza vitale di cui abbiamo bisogno : ovviamente non è tanto, ma almeno qualcosa si riesce a salvare.

 

 

Quali sono i limiti del pignoramento del mio stipendio?

La legge [1] prevede che lo stipendio, derivante da rapporto privato o di pubblico impiego, è pignorabile nei limiti di un quinto (1/5). Questa regola vale in tutti i casi. Se il creditore è lo Stato per le tasse non pagate, questi potrà pignorare soltanto entro la quota predetta. Stesso discorso dicasi per i crediti azionati dai privati.

 

 

Quali sono i limiti del pignoramento delle indennità derivanti dal rapporto di lavoro?

Gli stessi previsti in materia di stipendio. Anche in tal caso avremo un pignoramento possibile nei limiti di un quinto (1/5) ed indipendentemente dalla natura giuridica del creditore procedente e del credito per cui agisce. Il trattamento di fine rapporto così come l’indennità di disoccupazione, ad esempio, non può essere toccato se non nel rispetto di quanto afferma la legge a riguardo.

 

 

Quali sono i limiti del pignoramento della mia provvigione?

È un errore pensare che le provvigioni abbiano una sorte diversa dagli stipendi. Anche in questa ipotesi, la pignorabilità prevista è quello solita del quinto (1/5). È la legge [2] a stabilire ciò, precisando, però, che è necessaria la presenza di alcune condizioni. Si deve trattare, quindi, di provvigioni derivanti da un rapporto di agenzia, di rappresentanza commerciale o da un altro rapporto di collaborazione, di durata non inferiore ai 12 mesi, che abbia le caratteristiche di una prestazione di opera certa e continuativa, anche se prevalentemente personale e non a carattere subordinato. La Cassazione non ha potuto che confermare la descritta conclusione [3].

 

 

Che cos’è la base pignorabile?

Fino adesso ho risposto alla domanda sui limiti del pignoramento dello stipendio, delle indennità derivanti dal rapporto di lavoro e delle provvigioni maturate nei rapporti di agenzia, rappresentanza e di collaborazione in genere. Abbiamo visto insieme che il limite previsto dalla legge è pari ad un quinto (1/5) e che non c’è distinzione che possa mutare in peggio questo limite, tranne che in un caso che illustrerò di seguito. Tuttavia, quello che è importante sapere è che, non sempre, tutto ciò che percepiamo a titolo di stipendio o di provvigione, è pignorabile. Le legge, infatti, stabilisce, nell’ipotesi di pignoramento sul conto corrente, che c’è una parte che non può essere toccata. Solo dopo aver sottratto quest’ultima, il creditore potrà pignorare. Questa è tecnicamente definita base pignorabile. A titolo esemplificativo è possibile dire che le somme presenti a titolo di stipendio, al momento del pignoramento sul conto corrente, sono costituite da una base impignorabile + una base pignorabile e quindi il creditore, privato o pubblico che sia, può pignorare soltanto quest’ultima. Spero sia tutto chiaro.

 

 

Come si calcola la base pignorabile nel caso di pignoramento del conto corrente?

La base pignorabile si calcola tenendo in considerazione l’ammontare dell’assegno sociale previsto per l’anno in corso. Ad esempio per il 2015 l’importo stabilito era di € 448,52. Tale importo dovrà essere triplicato, per poi essere sottratto dalle somme presenti sul conto corrente al momento del pignoramento : ciò che avanzerà dalla descritta sottrazione sarà pignorabile.

 

Ad esempio se sul conto sono presenti 1500,00 euro, non sono pignorabili 1345,56 euro (448,52*3). La somma avanzata sarà quindi pignorabile (1500,00-1345,56 = 154,44).

 

Viceversa, per le somme, a titolo di stipendio o provvigione, accreditate sul conto alla data o successivamente al pignoramento, esse saranno pignorabili nella misura di 1/5.

 

 

Qual è il limite al pignoramento dello stipendio presso il datore di lavoro

In questo caso, il limite previsto è quello ordinario, cioè 1/5. Non è presa in considerazione la distinzione tra base pignorabile e non. Il calcolo sarà eseguito sull’intera mensilità netta dovuta al lavoratore. In sostanza non è cambiato nulla rispetto a quanto era previsto in precedenza alla riforma in materia, avvenuta nel giugno scorso.

 

 

Che cosa succede se ci sono più pignoramenti?

In questo caso avremo più azioni esecutive nei riguardi del debitore. Queste iniziative si sommeranno l’una all’altra. La domanda quindi, come diceva un famoso personaggio televisivo, nasce spontanea : 1/5+1/5+1/5, ad esempio, è possibile ? Assolutamente no. La legge spiega che comunque, pur alla presenza di più creditori che agiscono, non è possibile superare un certo limite. Questo è quello della metà dello stipendio.

 

 

Che cosa succede se Equitalia pignora lo stipendio per un credito proprio?

In questo caso, i limiti possono essere maggiori. Ad esempio non sono pignorabili, oltre 1/10, gli stipendi che non superano i 2500,00 euro. Mentre per quelli superiori alla detta cifra, ma inferiori a 5000,00 euro, la pignorabilità si ferma ad 1/7. Ove mai il proprio stipendio dovesse superare i 5000,00 euro, vige l’ordinario limite di pignorabilità pari ad 1/5. Nel caso di pignoramento dello stipendio presso il proprio conto corrente, non è però, pignorabile l’ultimo stipendio accreditato. Ricordatevi, però, che Equitalia potrà procedere al pignoramento sempre rispettando il minimo impignorabile, così come descritto nei quesiti precedenti.


[1] Art. 545 cod. proc. civ.

[2] Art 52, comma 3° Dpr 180/1950.

[3] Cass. sent. n. 685/2012 del 18.01.2012.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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