I diritti di chi lavora al computer
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22 Gen 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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I diritti di chi lavora al computer

Lavoratori videoterminalisti: diritti, sorveglianza sanitaria, pause obbligatorie, tutela della salute e della sicurezza.

 

La maggior parte dei lavori, oggi, sono svolti davanti al pc, questo è noto a tutti: ciò che non tutti sanno, però, è che, laddove un dipendente svolga più di 20 ore di lavoro alla settimana al computer, assume la qualifica di videoterminalista, ed ha diritto ad una serie di tutele speciali.

Le 20 ore di lavoro non devono essere svolte necessariamente utilizzando un pc desktop (il classico “computer da scrivania”), ma possono essere svolte anche utilizzando un notebook, un tablet, un registratore di cassa con schermo, insomma, qualsiasi strumentazione dotata di un monitor video.

Vediamo nel dettaglio quali sono le tutele previste per i videoterminalisti.

 

 

Sorveglianza sanitaria

Innanzitutto, per i videoterminalisti è obbligatoria la sorveglianza sanitaria, in ragione dei problemi che possono derivare alla vista ed all’apparato muscolo-scheletrico a causa del prolungato lavoro al computer.

È necessaria una visita oculista ed all’apparato muscolo-scheletrico preassuntiva; la visita deve essere ripetuta ogni 5 anni per la generalità dei videoterminalisti, mentre deve essere effettuata a cadenza biennale per gli idonei con prescrizioni o limitazioni (ad esempio per chi ha difetti della vista come miopia o ipermetropia) e per i lavoratori che hanno compiuto 50 anni.

 

 

Pause obbligatorie

Per i videoterminalisti, è necessaria una pausa minima di 15 minuti ogni 2 ore di applicazione continuativa al computer: le pause sono computate a tutti gli effetti come orario di lavoro. Durante tali pause è possibile effettuare un’altra tipologia di attività, purché non comporti l’uso di videoterminali, schermi e monitor in genere.

 

 

Postazione di lavoro

Devono poi essere rispettate regole specifiche per quanto concerne la postazione di lavoro dei videoterminalisti, che riguardano il microclima, l’illuminazione, la disposizione delle apparecchiature, della sedia e della scrivania.

 

 

Ambiente di lavoro

Il microclima ideale, per chi lavora al computer, è privo di correnti e di umidità eccessiva, con una temperatura che non dovrebbe salire sopra i 26 gradi d’estate o scendere sotto i 21 gradi d’inverno (anche se è tollerabile sino ai 18 gradi)

 

 

Illuminazione

Un’illuminazione idonea, quando si lavora al pc, può essere pari a 300 lux, ma il valore è innalzato a 500 lux laddove il videoterminalista necessiti di leggere anche documenti cartacei.

È necessario che lo schermo sia disposto a 90 gradi rispetto alla finestra e ad altre fonti di luce: assolutamente da evitare le finestre frontali o alle spalle dell’operatore, perché non vi siano abbagliamenti o riflessi. Da evitare anche le lampade posizionate esattamente sopra il lavoratore; l’illuminazione artificiale deve avvicinarsi il più possibile a quella naturale. È necessaria una schermatura sia delle fonti di luce artificiale che delle finestre, a seconda dell’intensità luminosa.

 

 

Sedia

La sedia di lavoro deve essere ergonomica, a 5 razze (con 5 ruote) per permettere libertà di movimento, regolabile in altezza, con lo schienale inclinabile.

 

 

Piano di lavoro

Il piano di lavoro, se non regolabile, deve avere un’altezza tra 70 e 90 centimetri. Per evitare abbagliamenti o riflessi, non deve essere lucido, e si devono evitare le tonalità estreme come il bianco e il nero. Deve essere sufficientemente ampio, in modo da permettere un comodo posizionamento del pc e della documentazione. Lo spazio sotto il tavolo deve essere privo di ostacoli.

 

 

Computer

Il pc deve avere una tastiera separata e liberamente posizionabile, lo schermo reclinabile e regolabile in luminosità e contrasto. La distanza ideale dal monitor è tra i 60 e gli 80 centimetri. Il monitor deve essere posizionato frontalmente all’operatore per evitare di ruotare il tronco.

 

 

Formazione sulla sicurezza e sulla salute

Come per la generalità dei lavoratori, anche per i videoterminalisti è prevista la formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza [1]. Per i dipendenti delle aziende a rischio basso, sono previste dal noto Accordo Stato-Regioni del 2011 4 ore di formazione generale più altre 4 ore sui rischi specifici da videoterminale.

 

 

Videoterminalisti non dipendenti

Dal punto di vista della sicurezza sul lavoro, è assimilato a un dipendente chi svolge la propria opera in azienda, anche non retribuita, a prescindere dal tipo di contratto: così, sono tutelati dalle norme sulla sicurezza, ad esempio, i collaboratori (cococo), i lavoratori in somministrazione e gli stagisti.


[1] D.lgs 81/2008.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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