Cos’è l’usufrutto?
Che significa?
 
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Maria Monteleone
 


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Cos’è l’usufrutto?

Significato e oggetto dell’usufrutto e della nuda proprietà; diritti e obblighi dell’usufruttuario.

 

Spesso si sente parlare di usufrutto e nuda proprietà, specie con riguardo agli immobili; ma qual è il loro significato? Come è disciplinato l’usufrutto? Come si costituisce, quali sono gli obblighi e i diritti, come si estingue?

 

L’usufrutto è il diritto del soggetto (usufruttuario) di godere e disporre della cosa altrui traendo da essa tutte le utilità che possono derivarne, con l’obbligo di non mutare la destinazione economica.

Il proprietario della cosa gravata da usufrutto si spoglia delle proprie prerogative di uso e godimento e conserva per questo motivo la cosiddetta nuda proprietà del bene. Ciò vuol dire che egli resta il titolare del bene ma non può usarlo né farne propri i frutti in quanto tali diritti spettano all’usufruttuario.

 

Per esempio, Tizio, titolare di un immobile ad uso abitativo, riconosce l’usufrutto a Caio: Tizio conserva la proprietà ma non può utilizzare l’immobile; Caio acquista il diritto di uso e godimento ma non diventa proprietario, non può modificare la destinazione economica dell’immobile (per esempio da uso abitazione a uso commerciale) ma può trarre i frutti del bene (per esempio eventuali canoni di locazione).

 

L’usufrutto è necessariamente temporaneo: qualora le parti non abbiano stabilito un termine di durata, esso non si estende in ogni caso oltre la vita dell’usufruttuario (o dopo trent’anni se l’usufruttuario è una persona giuridica).

Inoltre, trattandosi di diritto personale, l’usufrutto:

 

– non può essere trasmesso agli eredi;

 

– se è ceduto a terzi, si estingue comunque con la morte del cedente (primo usufruttuario);

 

– non può essere oggetto di legato di usufrutto successivo col quale viene disposto che, alla morte del primo usufruttuario, l’usufrutto passi ad altri soggetti;

 

– non può essere oggetto di riserva nella donazione cioè il donante non può riservare l’usufrutto dei beni donati a vantaggio proprio o di terzi.

 

 

Su quali beni si può costituire l’usufrutto?

L’usufrutto può avere ad oggetto beni mobili, immobili, crediti, titoli di credito, aziende, universalità e beni immateriali. Ciò che conta è che si tratti di beni infungibili (insostituibili) e inconsumabili.

 

Se l’usufrutto ha ad oggetto beni consumabili (per esempio alimenti) si ha il cosiddetto quasi usufrutto. Quest’ultimo si caratterizza per il fatto che i beni, in quanto consumabili, diventano necessariamente di proprietà dell’usufruttuario e, dato che non possono essere restituiti, sarà restituito al precedente titolare il valore corrispondente o altrettanti beni della specie e quantità di quelli ricevuti.

 

L’usufrutto si può costituire:

 

per legge (usufrutto legale): quando è la legge a prevedere l’usufrutto in capo ad un determinato soggetto (per esempio usufrutto dei genitori sui beni del figlio minorenne);

 

per contratto: le parti decidono volontariamente di costituire un usufrutto tramite contratto; quest’ultimo deve avere la forma scritta ed è soggetto a trascrizione;

 

per testamento;

 

per usucapione.

 

 

Diritti e obblighi dell’usufruttuario

L’usufruttuario ha il diritto di:

 

– conseguire il possesso del bene e di goderne;

 

– fare propri i frutti civili (es. interessi) e naturali (es. prodotti del terreno agricolo) della cosa;

 

– cedere il proprio diritto a terzi (non però per successione ereditaria);

 

– ricevere un’indennità, al momento della cessazione dell’usufrutto, per gli eventuali miglioramenti apportati alla cosa;

 

– locare il bene;

 

– concedere ipoteca sull’usufrutto.

 

L’usufruttuario ha invece l’obbligo di:

 

restituire la cosa al termine dell’usufrutto;

 

– fare a proprie spese l’inventario e prestare idonea cauzione;

 

– usare la diligenza del buon padre di famiglia nell’uso e godimento del bene;

 

– denunciare le eventuali usurpazioni della cosa: egli può esercitare le azioni possessorie, di rivendica e di denuncia di nuova opera o danno temuto;

 

– sostenere spese e oneri di manutenzione ordinaria;

 

– pagare imposte, canoni e rendite fondiarie;

 

– concorrere con il proprietario alle spese per eventuali cause inerenti il bene, in misura proporzionale al proprio interesse.

 

Sono invece a carico del nudo proprietario le riparazioni straordinarie e i carichi a carattere non annuale sulla proprietà.

 

 

Estinzione dell’usufrutto

L’usufrutto si estingue, oltre che per scadenza del termine o morte dell’usufruttuario, per:

 

prescrizione: in caso di non uso per vent’anni;

 

consolidazione: quando l’usufruttuario acquista la proprietà del bene;

 

totale perimento del bene;

 

abuso del diritto da parte dell’usufruttuario: quando questi trasferisce il bene ad altri o lo deteriora o lo lascia andare in detrimento per mancanza di manutenzione e riparazioni ordinarie;

 

rinuncia dell’usufruttuario.


 


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