Niente Bonus disoccupati per chi è obbligato a riqualificare i cococo
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22 Gen 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Niente Bonus disoccupati per chi è obbligato a riqualificare i cococo

Con un recente interpello, il Ministero del Lavoro nega lo sgravio contributivo disoccupati a seguito di riqualificazione obbligatoria dei rapporti cococo e autonomi.

 

La questione della fruibilità del Bonus disoccupati per i lavoratori assunti a seguito di riqualificazione non cessa di far discutere, poiché mancano indicazioni normative specifiche: ieri, in proposito, si è espresso il Ministero del Lavoro con un interpello [1], nel quale ha negato il Bonus per i disoccupati assunti a seguito di riqualificazione di un precedente rapporto parasubordinato o autonomo.

 

 

Bonus disoccupati: che cos’è

Va innanzitutto chiarito in cosa consiste il bonus disoccupati: si tratta di uno sgravio contributivo (per le assunzioni 2015 pari al 100% dei contributi dovuti dal datore di lavoro per 3 anni, per il 2016 pari al 40% per 2 anni) che viene riconosciuto alle aziende che assumono disoccupati da oltre 6 mesi (per la precisione, privi di un’occupazione a tempo indeterminato da oltre 6 mesi). La finalità è ovviamente quella di sostenere e stabilizzare l’occupazione.

 

 

Riqualificazione co.co.co. e autonomi

Dal 2016, poi, si possono “sanare” le false collaborazioni: in pratica, è possibile convertire sia i lavoratori parasubordinati (co.co.co.) che gli autonomi, anche occasionali, in un rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato. Con la sanatoria, si estinguono tutti gli illeciti connessi all’erronea qualificazione del rapporto, amministrativi, fiscali e contributivi.

La sanatoria non agevola, però, i rapporti che siano stati già accertati nell’ambito di una precedente ispezione: ed è proprio a quest’ipotesi che si riferisce il Ministero del Lavoro.

La ragione per la quale non può essere riconosciuto il Bonus disoccupazione risiede in primo luogo nel fatto che, in caso di rapporto subordinato accertato dagli ispettori, l’assunzione rappresenta un obbligo e non una scelta spontanea: riconoscendo l’incentivo, dunque, si premierebbe chi non ha fatto nulla per promuovere l’occupazione, ma, al contrario, ha violato obblighi di legge. Peraltro, il Bonus non può essere riconosciuto qualora l’azienda non rispetti non solo gli obblighi contributivi e gli accordi collettivi, ma anche gli altri obblighi di legge: non vi sono dunque dubbi sull’impossibilità di concessione del beneficio, in caso di assunzione a seguito di accertamento ispettivo.

 

 

Bonus disoccupati e riqualificazione volontaria

Il discorso cambia, invece, qualora l’assunzione del lavoratore a seguito di riqualificazione del rapporto sia spontanea, e non obbligata dall’Ispettorato: in questo caso, secondo un recente parere della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro[2], non esistono ostacoli alla fruizione del beneficio.

Questo, in quanto, in assenza di accertamento ispettivo, la procedura di stabilizzazione è attivata esclusivamente dalla volontà delle parti, e solo in seguito la normativa regola quale forma contrattuale adottare per l’ex collaboratore (il contratto subordinato a tempo indeterminato).

Pertanto, non esistendo alcun obbligo legale alla stabilizzazione, ma solo requisiti obbligatori, prescritti per la sua attuazione, il Bonus per l’assunzione di disoccupati può essere applicato senza timore di contestazioni o revoche di sorta.


[1] Mlps, Int. n. 2/2016.

[2] Fond. Studi CDL, Parere 3/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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