Proroga Opzione Donna, via libera dall’Inps
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23 Gen 2016
 
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Noemi Secci
 


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Proroga Opzione Donna, via libera dall’Inps

L’Inps ha sbloccato le pratiche di pensionamento per le lavoratrici che hanno maturato i requisiti Opzione Donna nel 2015.

 

Grazie alla Legge di Stabilità 2016, la possibilità di fruire della pensione anticipata con Opzione Donna è stata estesa a tutte le lavoratrici che hanno maturato i requisiti nel 2015. Per far seguito alla previsione legislativa, con un messaggio emanato ieri [1], l’Inps ha dato finalmente il via libera a tutte le pratiche di pensionamento con Opzione, molte delle quali sospese da tempo.

Un via libera, molto probabilmente, ad una vera e propria corsa alla pensione: anche se l’assegno ottenuto con l’Opzione, difatti, comporta delle penalizzazioni non indifferenti (ma diverse da caso a caso), sono comunque numerose le lavoratrici che, a causa di problemi familiari, di salute, o di precarietà dell’impiego, preferiscono “l’uovo oggi, alla gallina domani”.

 

 

Opzione Donna: requisiti

Ricordiamo innanzitutto i requisiti per accedere all’Opzione Donna. Tale Regime Sperimentale, introdotto dalla Legge Maroni [2], prevede i seguenti parametri per il pensionamento:

 

– il possesso di 57 anni e 3 mesi d’età e di 35 anni di contributi per le lavoratrici dipendenti, sia del settore pubblico che del privato;

 

– il possesso di 58 anni e 3 mesi d’età e di 35 anni di contributi per le lavoratrici autonome.

 

Tali requisiti devono essere raggiunti entro il 31 dicembre 2015.

 

La decorrenza della pensione non è immediata, ma si colloca:

 

– dopo una finestra di 12 mesi, per le lavoratrici dipendenti;

– dopo una finestra di 18 mesi, per le lavoratrici autonome.

 

Pertanto, coloro che hanno maturato i requisiti nel 2015 possono pensionarsi nel 2016 e nel 2017 (per chi deve attendere 18 mesi di finestra).

 

 

Opzione Donna: come funziona

La possibilità di pensionamento anticipato (tecnicamente si tratta di una tipologia di pensione di anzianità, trattamento ora sostituito dalla pensione anticipata) è subordinata al ricalcolo interamente contributivo dell’assegno.

Il sistema di calcolo contributivo, anziché essere parametrato sulle ultime annualità di stipendio, come avviene per il metodo retributivo, si basa sui contributi versati nell’arco della vita lavorativa (il cosiddetto montante contributivo), convertiti in pensione da un coefficiente di trasformazione che aumenta con l’età pensionabile.

Un sistema sicuramente penalizzante rispetto al retributivo, ancora di più se consideriamo che, per le rivalutazioni annuali dei contributi accantonati, sono utilizzati dei coefficienti di rivalutazione più bassi rispetto a quelli applicati nel metodo retributivo.

Non esiste, comunque, una decurtazione fissa della pensione con l’Opzione, ma la riduzione cambia a seconda della carriera della lavoratrice e dei periodi in cui sono collocati i contributi.

 

 

Opzione Donna: proroghe successive

La proroga dell’Opzione prevista dalla Legge di Stabilità probabilmente non sarà l’ultima: nella stessa Legge, infatti, è stabilito che, entro il prossimo 30 settembre, dovrà essere effettuata una verifica delle risorse ancora disponibili, confrontate col risparmio derivante dall’attuazione della misura. A seconda delle risultanze della verifica, potranno essere attuati ulteriori ampliamenti della misura.

 

 


[1] Inps Mess. 283/2016.

[2] L. 243/2004.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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