Rogatoria: cos’è
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Rogatoria: cos’è

La rogatoria internazionale penale e civile per l’acquisizione delle prove nel processo: il procedimento ordinario e quello urgente.

 

Tutte le volte in cui un giudice deve procedere all’assunzione di prove fuori dall’Italia procede attraverso le cosiddette rogatorie internazionali: si tratta, in pratica, di una forma di collaborazione e di assistenza tra diverse autorità giurisdizionali. Esse possono consistere nel compimento di attività, come notificazioni di atti o comunicazioni, o nell’espletamento di attività probatoria (per esempio, l’acquisizione di documenti o di attività di carattere informatico).

 

Per le richieste di rogatoria provenienti da giudici o magistrati del pubblico ministero italiani, il codice di procedura penale prevede due procedimenti, uno ordinario e una urgente.

 

 

Rogatoria con procedimento ordinario

La richiesta di rogatoria avanzata dal giudice italiano è trasmessa all’autorità straniera attraverso il ministro di grazia e giustizia che provvede all’inoltro per via diplomatica. Entro trenta giorni dalla ricezione della rogatoria, il ministro può disporne con decreto che non si dia corso alla stessa, qualora ritenga che possano essere compressi la sicurezza o altri interessi dello Stato. Quando la rogatoria non è stata inoltrata dal ministro entro trenta giorni dalla ricezione e non sia stato emesso il decreto che ne impedisce l’ulteriore corso, l’autorità giudiziaria può provvedere all’inoltro diretto all’agente diplomatico o consolare italiano all’estero, informandone il ministro di grazie e giustizia.

 

 

Rogatoria con procedimento urgente

Nei casi di urgenza, l’autorità giudiziaria può inoltrare direttamente la rogatoria all’agente diplomatico o consolare italiano all’estero, informandone il ministro di grazia e giustizia, il quale può anche tardivamente bloccare la rogatoria.

In entrambi i casi, quindi, è prevista una valutazione politica da parte del ministro di grazia e giustizia, che può decidere di non dare corso alla rogatoria.

 

 

Immunità temporanea della persona citata

Quando la rogatoria ha per oggetto la citazione di un testimone, di un perito o di un imputato davanti all’autorità giudiziaria italiana, la persona citata, qualora compaia, non può essere sottoposta a restrizione della libertà personale in esecuzione di una pena o di una misura di sicurezza né assoggettata ad altre misure restrittive della libertà personale per fatti anteriori alla notifica della citazione. L’immunità cessa qualora il testimone, il perito o l’imputato, avendone avuta la possibilità, non ha lasciato il territorio dello Stato trascorsi quindici giorni dal momento in cui la sua presenza non è più richiesta dall’autorità giudiziaria ovvero, avendolo lasciato, vi ha fatto volontariamente ritorno.

 

 

Utilizzabilità degli atti assunti per rogatoria

Qualora lo stato estero abbia posto condizioni all’utilizzabilità degli atti richiesti, l’autorità giudiziaria è vincolata al rispetto di tali condizioni. Se lo stato estero dà esecuzione alla rogatoria con modalità diverse da quelle indicate dall’autorità giudiziaria, gli atti compiuti dall’autorità straniera sono inutilizzabili.

 

 

La rogatoria nelle cause civili

La rogatoria è possibile anche nelle cause civili.

Il codice di procedura civile [1] stabilisce che le rogatorie dei giudici italiani alle autorità estere per l’esecuzione di provvedimenti istruttori sono trasmesse per via diplomatica.

Quando la rogatoria riguarda cittadini italiani residenti all’estero, il giudice istruttore delega il console competente, che provvede a norma della legge consolare.

 

Nell’ordinanza di delega, il giudice delegante fissa il termine entro il quale la prova deve assumersi e l’udienza di comparizione delle parti per la prosecuzione del giudizio.

Il giudice delegato, su istanza della parte interessata, procede all’assunzione del mezzo di prova e d’ufficio ne rimette il processo verbale al giudice delegante prima dell’udienza fissata per la prosecuzione del giudizio, anche se l’assunzione non è esaurita.

Le parti possono rivolgere al giudice delegante, direttamente o a mezzo del giudice delegato, istanza per la proroga del termine.


 

[1] Art. 204 cod. proc. civ.

 


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