La cartella di pagamento non si notifica per raccomandata a.r.
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24 Gen 2016
 
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La cartella di pagamento non si notifica per raccomandata a.r.

Ingiunzioni di pagamento: Equitalia e gli altri Agenti per la riscossione non possono spedire direttamente la raccomandata, ma devono ricorrere ai messi comunali o all’ufficiale giudiziario.

 

Sono nulle tutte le notifiche delle cartelle di pagamento inviate ai contribuenti tramite raccomandata a.r.

Non è sopita la questione sulla validità della spedizione della cartella di pagamento, effettuata da Equitalia o dagli altri Agenti per la riscossione delle imposte locali, a mezzo della raccomandata con avviso di ricevimento. Gli interventi della Cassazione degli ultimi anni, che avevano dato ragione al fisco, sancendo la legittimità di tale metodo di notifica, non sono ancora condivisi da tutti. Anzi, a dirla tutta, c’è una nutrita schiera di giudici di merito che la pensa diversamente. Tra questi il Giudice di Pace di Taranto [1] secondo cui l’invio della cartella di pagamento mediante raccomandata spedita direttamente dall’Agente per la riscossione (e non per il tramite dell’ufficiale giudiziario, dei messi comunali o degli agenti della polizia municipale, così come sembra imporre la legge) sarebbe nulla. Anzi, più che nulla, del tutto inesistente, tanto che il suddetto vizio non potrebbe essere sanato neanche dalla produzione, in causa, dell’ingiunzione di pagamento (produzione che, di norma, costituendo ammissione di ricezione dell’atto, comporta anche la sanatoria delle irregolarità, secondo il principio del “raggiungimento dello scopo della notifica”).

 

L’orientamento è stato appena espresso in una recente sentenza con cui il dott. Giacovelli [1] ripercorre tutte le modifiche che la legge, in materia, ha subìto negli anni; ed è proprio dal confronto delle disposizioni tra loro che si comprende – stando alla lettura della sentenza – l’intenzione del legislatore di sottrarre ad Equitalia la possibilità di recarsi direttamente alla posta e spedire le cartelle di pagamento tramite le raccomandate a.r. nelle consuete (e famigerate) bustone bianche.

 

Il testo originario della norma, in vigore dal 1974, nel corso degli anni è stato più volte modificato ed ha avuto più formulazioni [2]. La prima versione della legge stabiliva che la notificazione può essere eseguita anche mediante invio, da parte dell’esattore (ossia Equitalia), di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Dunque il legislatore in un primo momento storico aveva tassativamente previsto che la notifica a mezzo posta fosse fatta direttamente “da parte dell’esattore”.

Successivamente la norma è stata corretta e ora, dopo aver indicato tutti i soggetti abilitati ad eseguire la notificazione, precisa che la notifica “può essere eseguita anche mediante invio di raccomandata con avviso di ricevimento”. Dunque, il legislatore ha cancellato l’inciso “da parte dell’esattore” con l’intento di voler escludere, a far data dal 1° luglio 1999, la possibilità da parte di Equitalia e gli altri agenti per la riscossione di eseguire direttamente la notificazione mediante l’invio di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Diversamente, il legislatore avrebbe lasciato l’inciso “da parte dell’esattore”.

 

La sentenza in commento fa anche il punto sull’attuale stato della giurisprudenza, arrivando a scardinare, una per una, tutte le sentenze delle Cassazione che – a parere del giudice – sarebbero solo apparentemente di contrario avviso, mentre invece si riferirebbero o a ipotesi sorte quando ancora vi era la precedente norma, oppure a situazioni differenti.

 

Il giudice, infine, richiama una serie di precedenti che condividono lo stesso orientamento [3].


La sentenza

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI TARANTO-SEZ.1

nella persona del dott. Martino Giacovelli, ha pronunciato la seguente

SENTENZA

nella causa civile iscritta in prima istanza al R.G. n. 4095/2015 avente per oggetto: Opposizione a ingiunzione per sanzione amministrativa a seguito di violazione al CDS, promossa da:

       A.F., elettivamente domiciliato presso e nello studio dell’avv. Vito Miccolis, dal quale è rappresentato e difeso in virtù di mandato a margine                opponente

Contro

       COMUNE DI S.G. , in p.l.r.t.                                   opposto non costituito

Nonché contro

  • S.p.A., Società di Gestione Entrate e Tributi, in persona del suo legale rappresentante pro-tempore ed elettivamente domiciliata in Taranto, opposta-intimante
  • Conclusioni per l’opponente:

         Voglia l’Ill.mo Giudice di Pace adito, contrariis reiectis, così giudicare:

    Preliminarmente sospendere l’esecuzione del provvedimento impugnato

    Nel merito dichiarare

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    [1] G.d.P. Taranto, dott. Martino Giacovelli, sent. del 26.10.2015.

    [2] Modifiche introdotte dall’art. 12 co. 1 D.Lgs n. 46/1999, con le ulteriori modifiche apportate dall’art. 1 co. 1 lett. c) del D.Lgs n. 193/2001 e da ultimo con l’art. 38 co. 4 lett. b) del D.L. n. 78/2010.

    [3] CTR Lombardia- Milano sent. del 15.04.2010; C.T.R. Napoli – sez. dist. Salerno, sent. n. 30.09.2010; C.T.P. Lecce, sent. del 16.11.2009; Trib. Udine sent. n. 1183/09.

     

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