Contratto di locazione: le tutele dell’inquilino in caso di muffa
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24 Gen 2016
 
L'autore
Manuela Margilio
 


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Contratto di locazione: le tutele dell’inquilino in caso di muffa

Risoluzione del contratto di locazione o riduzione del canone per vizi e difetti dell’immobile.

 

Quando si prende una casa in affitto può capitare di accorgersi, trascorso un certo lasso di tempo, che vi siano dei difetti o dei vizi che rendono l’immobile inidoneo all’uso cui è destinato. È quanto succede se ad esempio si scoprono muffa e macchie di umidità sulle pareti dei locali.

Cosa può fare il conduttore dinnanzi a questa spiacevole scoperta?

Come agire nei confronti del proprietario dell’immobile e quali sono le tutele riconosciute dalla legge in favore dell’inquilino?

 

In primo luogo si dovrà accertare la causa della muffa. Questa può essere dovuta a:

 

– abitudini scorrette quindi ad incuria e negligenza dell’inquilino;

 

vizio e difetto strutturale dell’immobile locato tale da impedire o ridurre fortemente il godimento dello stesso;

 

– caso fortuito, ad esempio per infiltrazioni esterne o altri danni allo stabile.

 

Qualora, mediante perizia di un esperto, si accerti di essere in presenza di un difetto strutturale dell’immobile che rende impossibile l’uso dello stesso come abitazione, si potrà chiedere la risoluzione del contratto o la riduzione del canone corrisposto [1].

 

 

Risoluzione del contratto

Il proprietario dell’immobile, in forza del contratto di locazione, è obbligato a consegnare la cosa locata in buono stato di manutenzione e in condizioni tali da servire all’uso convenuto per tutta la durata contrattuale. Il conduttore potrà domandare la risoluzione del contratto di locazione per inadempimento del locatore.

In presenza di un vizio che comprometta l’abitabilità dell’immobile e l’uso pattuito, l’inquilino potrà dunque immediatamente domandare lo scioglimento del contratto.

Unica condizione è che si tratti di un vizio che al momento della stipula del contratto non era conosciuto dall’inquilino o comunque non era da lui facilmente riconoscibile. Tuttavia, la legge precisa che in caso di danni alla salute, la risoluzione è legittimamente richiesta anche se i vizi erano a lui noti.

Il conduttore non può invece pretendere l’esecuzione forzata di eventuali lavori di ristrutturazione volti al risanamento dell’immobile e alla eliminazione del suddetto vizio, né può eseguire direttamente i lavori.

 

 

Riduzione del canone pattuito

Qualora il conduttore non intenda rinunciare all’appartamento potrà richiedere una congrua riduzione del canone da lui corrisposto.

 

 

Risarcimento del danno

Il conduttore potrà inoltre domandare al proprietario il risarcimento di eventuali danni subiti (anche a mobili e suppellettili). Resta salva, per il padrone di casa, la possibilità di dimostrare di avere senza colpa ignorato i vizi all’atto della consegna dell’immobile.


 


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