Proroga contratto a tempo determinato: lo scritto non è necessario
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24 Gen 2016
 
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Proroga contratto a tempo determinato: lo scritto non è necessario

In materia di rapporto di lavoro a termine, per la proroga del contratto non è necessaria la forma scritta.

 

Per prorogare un contratto di lavoro a termine la legge non impone [1], a pena di nullità, un atto scritto: lo ha chiarito la Cassazione in una recente sentenza [2]. È chiaro, tuttavia, che le parti possono disporre il documento solo ai fini probatori.

Tale sistema non è in contrasto con alcuna norma di legge nazionale o comunitaria posto che il lavoratore resta comunque garantito dalle sanzioni che gravano sul datore di lavoro in caso di prosecuzione del rapporto di lavoro oltre il termine pattuito.

 

Valida la proroga del contratto a tempo non formalizzata con atto scritto

Per la proroga del contratto a termine non è necessaria la forma scritta. La disciplina lavoristica richiede la forma scritta solo per il primo contratto di lavoro a termine e per la verifica delle ragioni per la stipulazione. In tale caso, e solo in tale caso, la mancanza di forma scritta comporta la nullità della clausola relativa al termine e ha come conseguenza la trasformazione automatica del contratto a termine in contratto a tempo indeterminato.

 

Secondo la Corte, l’assenza di forma scritta per le successive proroghe non lede il diritto del lavoratore, poiché tutelato da un meccanismo sanzionatorio nei confronti del datore di lavoro, in caso di utilizzo distorto dello strumento della proroga contrattuale. In primo luogo, infatti, grava sull’azienda l’onere di dimostrare le ragioni e la necessità di prorogare la durata iniziale del contratto. In secondo luogo, in caso di superamento dei termini di durata stabiliti dalla legge [3] si ha la trasformazione del rapporto di lavoro da “a tempo determinato” in uno “a tempo indeterminato”. Sono previste altresì delle maggiorazioni sulla retribuzione in caso di prosecuzione del rapporto oltre la scadenza del termine iniziale o successivamente prorogato.

 

Ricordiamo che la legge, dal 21 marzo 2014 in poi, stabilisce che il contratto a termine può durare massimo 36 mesi e consente massimo 5 proroghe del contratto di lavoro a tempo determinato, nell’arco dei suddetti complessivi 36 mesi, indipendentemente dal numero dei rinnovi.

 

Proprio la previsione di tali meccanismi sanzionatori fa sì che il lavoratore sia sufficientemente tutelato contro gli abusi del datore: pertanto non è richiesta anche la forma scritta per la proroga del contratto a termine.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 14 ottobre 2015 – 21 gennaio 2016, n. 1058
Presidente Venuti – Relatore Balestrieri

Svolgimento del processo

Con ricorso al Tribunale di Monza, E.E. deduceva di essere stata assunta dalla AUTOGRILL s.p.a. con due successivi contratti a termine, il primo dei quali (dal marzo al maggio 2005) successivamente prorogato (sino al 10.7.05). Lamentava l’illegittimità dei contratti e della proroga, avvenuta senza forma scritta. Nella resistenza della società, il primo giudice rigettava la domanda.
Avverso tale sentenza proponeva appello la E. , con esclusivo riferimento alla ritenuta non necessità della forma scritta per la proroga del primo contratto. La Corte d’appello di Milano, con sentenza depositata il 30 giugno 2009, rigettava il gravame.
Per la cassazione di tale sentenza propone ricorso la E. , affidato ad unico motivo.
Resiste la AUTOGRILL s.p.a. con controricorso, poi illustrato con memoria.

Motivi della decisione

1.- La ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione degli artt. 1 e 4 del d.lgs. n. 368/01 (art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.).
Lamenta che la Corte di merito escluse la necessità dell’atto scritto per la proroga del contratto a tempo determinato sulla base di principi

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[1] Ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 1 e 4 del d.lgs 368/01.

[2] Cass. sent. n. 1058/16 del 21.01.2016.

[3] D.lgs. n. 368/2001.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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