Sanzioni tributarie, nuove riduzioni
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25 Gen 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Sanzioni tributarie, nuove riduzioni

Nuove possibilità di ridurre le sanzioni fiscali, grazie alla Riforma Tributaria: i nuovi sconti valgono anche per i procedimenti già in corso.

 

È tempo di saldi anche per il Fisco: non si tratta di sconti stagionali, però, ma perpetui, in seguito alla previsione, da parte della recente Riforma Tributaria [1], di sanzioni più favorevoli per le violazioni in materia.

 

La Riforma del sistema sanzionatorio amministrativo tributario, che sarebbe dovuta entrare in vigore soltanto nel 2017, grazie alla Legge di Stabilità 2016 [2] è stata difatti anticipata di un anno, al 1° gennaio 2016: è dunque già possibile applicare le nuove sanzioni, che in diversi casi risultano più leggere rispetto al passato.

 

Le nuove previsioni, peraltro, possono essere applicate anche ai procedimenti già in corso, invocando l’applicazione del principio del favor rei [3]: secondo tale principio, se la norma in vigore al momento in cui è commessa la violazione e le leggi successive stabiliscono sanzioni diverse, si applica la norma più favorevole, a meno che il provvedimento di irrogazione sia divenuto definitivo.

 

Vediamo in quali ipotesi è possibile avvalersi dell’alleggerimento delle sanzioni.

 

 

Autotutela

In primo luogo, il contribuente può richiedere una riduzione delle sanzioni all’ufficio che ha emesso l’atto d’irrogazione, presentando un’istanza di autotutela.

L’istanza deve essere inoltrata entro 60 giorni dalla notifica dell’atto, e deve contenere la richiesta di applicazione della sanzione più favorevole, in virtù dell’esposto principio del favor rei.

L’ufficio potrebbe accogliere la richiesta del contribuente anche parzialmente, rideterminando le nuove sanzioni e notificando un atto di autotutela parziale.

 

Inoltra, bisogna tener presente che:

 

– l’autotutela non è un ricorso, e non sospende i termini per impugnare l’atto;

 

– qualora l’ufficio accolga l’istanza di autotutela, il contribuente ha sempre la possibilità di accettare la pretesa impositiva mediante acquiescenza, beneficiando della nuova riduzione delle sanzioni, che sarebbero rideterminate:

 

– a 1/3 del minimo;

 

– a 1/6 del minimo, nel caso in cui non siano stati effettuati né un processo verbale di constatazione, né un invito al contraddittorio prima della notifica dell’atto (se questa è anteriore al 31 dicembre 2015).

 

Accertamento con adesione

Il contribuente può fruire di una riduzione anche notificando un’istanza di accertamento con adesione, sempre entro 60 giorni dalla ricezione dell’atto impositivo.

Mediante l’ istanza di accertamento con adesione, difatti, è possibile richiedere sia la riduzione della pretesa erariale (conseguentemente, anche la rideterminazione del reddito accertato), sia il ricalcolo delle sanzioni secondo la Riforma, laddove risultino maggiormente favorevoli.

Dunque, nell’ipotesi in cui il cittadino riesca a raggiungere un accordo con l’ufficio ed a perfezionare l’adesione, avrebbe diritto anche alla riduzione delle sanzioni, rideterminate a 1/3 del minimo edittale.

 

Istanza di reclamo-mediazione

Un’altra possibilità di riduzione della pretesa erariale è rappresentata dall’istanza di reclamo-mediazione.

Si tratta di un atto di opposizione, o di proposta di mediazione (da parte del contribuente), preliminare al ricorso vero e proprio, contro le pretese dell’Amministrazione Finanziaria. L’istituto è stato recentemente innovato dalla Riforma Tributaria, che ne ha ampliato l’ambito di applicazione anche ai tributi non erariali ed ha semplificato il procedimento, rendendo automatica la fase amministrativa di reclamo-mediazione.

Laddove, durante tale fase, l’ufficio opti per accogliere l’eventuale riduzione delle sanzioni richiesta dal contribuente, e quest’ultimo decida di non costituirsi in giudizio, le nuove sanzioni rideterminate sarebbero ulteriormente decurtate del 60%.

 

Contenzioso

Se è già in corso un contenzioso davanti alla Commissione tributaria provinciale o regionale, la riduzione delle sanzioni, in applicazione del favor rei, può essere comunque domandata, tramite le seguenti modalità:

 

– con una specifica eccezione nel corpo del ricorso;

 

– con un’eccezione dell’atto di appello;

 

– nel caso in cui tali atti siano già stati presentati, la riduzione può essere richiesta con una specifica memoria da depositare prima dell’udienza.

 

 

Conciliazione giudiziale

In ultimo, la richiesta di riduzione delle sanzioni può essere effettuata anche durante il procedimento di conciliazione giudiziale.

Ricordiamo che, a seguito dell’entrata in vigore della Riforma del contenzioso tributario [4], la conciliazione può essere effettuata entro il termine di trattazione dell’appello davanti alla Commissione tributaria regionale.

Qualora l’accordo conciliativo sia raggiunto:

 

– entro il 1° grado di giudizio (cioè davanti alla Commissione Tributaria Provinciale), la riduzione delle sanzioni è pari al 40% del minimo;

 

– entro il 2° grado di giudizio (cioè davanti alla Commissione Tributaria regionale), la riduzione delle sanzioni è pari al 50% del minimo.


[1] D.lgs 158/2015.

[2] L. 208/2015.

[3] Art.3, Co.3, D.lgs 472/1997.

[4] D.lgs. 156/2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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