Aumento di responsabilità per il dipendente: obbligo di promozione
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26 Gen 2016
 
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Aumento di responsabilità per il dipendente: obbligo di promozione

Lavoratore assegnato a mansioni superiori: necessario modificare l’inquadramento contrattuale se è richiesta più capacità decisionale e più carico di responsabilità.

 

Qualora il datore di lavoro adibisca il dipendente allo svolgimento di mansioni superiori che comportano un maggiore capacità decisionale e un carico superiore di responsabilità, è tenuto a modificare l’inquadramento del lavoratore, collocandolo a un livello contrattuale superiore. È quanto chiarito dalla Cassazione con una sentenza pubblicata ieri [1].

 

 

Promozione automatica

Il lavoratore che ha svolto mansioni superiori, in concreto ed in via continuativa, ha diritto, dopo il periodo fissato dai contratti collettivi (o, in mancanza, dopo 6 mesi), al definitivo riconoscimento della qualifica superiore e al relativo trattamento, salvo che vi rinunci.
L’eventuale rinuncia alla promozione automatica deve essere formalizzata dal lavoratore, meglio se per iscritto.

 

Il periodo di svolgimento delle mansioni superiori deve essere effettivo. Pertanto, dal computo utile ai fini del calcolo del termine legale (o del diverso periodo previsto dal CCNL) deve escludersi il periodo di ferie e quello di sospensione dell’attività lavorativa a causa di malattia [2], mentre si deve tenere conto dei riposi settimanali e compensativi [4].

 

Risulta di fondamentale importanza la definizione delle differenze esistenti tra i diversi gradi d’inquadramento. A tal fine andranno verificati con attenzione i livelli previsti dal Ccnl.

 

Se la differenza tra un livello e l’altro riguarda una maggiore capacità decisionale a cui si riconnette un maggior livello di responsabilità, scatta l’obbligo della promozione.


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 28 ottobre 2015 – 25 gennaio 2016, n. 1241
Presidente Venuti – Relatore Tricomi

Svolgimento del processo

1. Il Tribunale di Brindisi, con sentenza del 27 febbraio 2009, ritenuto legittimo, in fase di prima applicazione del CCNL 1998-2001, l’inserimento degli addetti alla vigilanza (ex VI livello) nell’area B3, sulla scorta della relativa tabella B, condannava il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali, a pagare in favore di le, Q.V. differenze retributive tra la posizione B3 – nella quale il Q. , già addetto alla vigilanza, era stato inquadrato a seguito dell’accorpamento disposto dal CCNL comparto Ministeri 1998-2001 – e quella C2, in ragione dell’espletamento di mansioni superiori, oltre accessori.
2. La Corte d’Appello di Lecce, con la sentenza n. 2478/11, accoglieva in parte l’appello del suddetto Ministero. Per l’effetto, condannava il suddetto Ministero a pagare al Q. le differenze retributive tra l’area B, posizione economica B3 e l’area funzionale C, posizione economica C1, del CCNL di comparto.
3. Per la cassazione della sentenza resa in appello ricorre Q.V. prospettando due motivi di ricorso.
4. Resiste il Ministero del lavoro e politiche sociali

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[1] Cass. sent. n. 1241/16 del 25.01.2016.

[2] Cass. sent. n. 14154/1999.

[3] Cass. sent. n. 1983/2004.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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