Transazione: l’accordo del condominio si approva a maggioranza
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26 Gen 2016
 
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Transazione: l’accordo del condominio si approva a maggioranza

Sulle spese di interesse comune non è necessaria l’unanimità del voto in assemblea, ivi comprese le transazioni su tali importi.

 

Se pende una contestazione tra il condomìnio e un condòmino o un terzo, per il risarcimento dovuto a un danno procurato al singolo, l’eventuale accordo (cosiddetta transazione) può essere deciso dall’assemblea con voto preso a maggioranza dei presenti. Solo le questioni che riguardano le parti dell’edificio di proprietà individuale (ossia i singoli appartamenti e le relative pertinenze) richiedono l’unanimità.

Lo ha chiarito la Cassazione con una recente sentenza [1].

 

L’assemblea di condominio – precisa la Corte – può deliberare a maggioranza su tutto ciò che riguarda le spese di interesse comune e, quindi anche sulle transazioni che a tali spese ineriscono; il consenso unanime dei condomini è necessario solo quando la transazione abbia ad oggetto i diritti di proprietà comuni.

 

 

La vicenda

L’assemblea approvava a maggioranza una transazione con cui si prevedeva l’esecuzione di lavori di riparazione a spese del condominio per delle infiltrazioni provocate all’interno dell’appartamento di uno dei proprietari.

 

 

La maggioranza

Le decisioni dell’assemblea di condominio che riguardano obbligazioni e spese possono essere validamente prese con la maggioranza dei partecipanti e almeno la metà del valore dell’edificio. La stessa regola si applica anche alle transazioni che riguardano tali spese.

 

 

La transazione

Ricordiamo che la transazione è il contratto con cui le parti, facendosi reciproche concessioni, si accordano per porre fine ad una lite già cominciata, o per prevenire una lite che potrebbe insorgere tra loro. Le reciproche concessioni possono creare, modificare o estinguere rapporti diversi da quello che ha formato oggetto della contestazione tra le parti.

Le parti devono comporre la lite sacrificando parzialmente (mai interamente) le proprie pretese e/o contestazioni.

 

In generale, la transazione ha effetto solo tra le parti che la sottoscrivono, a meno che esse prevedano espressamente delle pattuizioni in favore di terzi (quando, ad esempio, il contenuto corrisponde a quello di un contratto a favore di terzo o a quello di un contratto aperto o per adesione): il terzo deve in questo caso accettare il contratto in tutte le sue clausole. Il consenso se non espresso in forma esplicita deve risultare da circostanze precise, concordanti ed oggettivamente concludenti


La sentenza

Corte di Cassazione, sez. II Civile, sentenza 24 novembre 2015 – 25 gennaio 2016, n. 1234
Presidente Mazzacane – Relatore Orilia

Svolgimento del processo

Il condomino G.G.B. impugnò davanti al Tribunale di Cuneo la delibera adottata dall’assemblea del Condominio (omissis) nella seduta del 28.7.2005 alla quale egli non aveva partecipato.
Il Tribunale adito, con sentenza 10.1-23.1.2007 rigettò la domanda e la Corte d’Appello di Torino, adita dal soccombente, confermò la decisione, osservando, per quanto ancora interessa in questa sede:
– che andava dichiarata l’inammissibilità della produzione dei diciannove documenti depositati dal G. in sede di precisazione delle conclusioni nel giudizio di appello perché, anche a voler prescindere dalla tardività del deposito, erano privi di rilevanza ai fini della decisione;
– che per deliberare la transazione di cui si discute non occorreva richiamare le norme sulla comunione, ma trovava applicazione la regola dell’art. 113 6 la maggioranza richiesta era quella prevista dall’articolo 1136 secondo comma cc;
– che il motivo relativo alla illegittimità delle deleghe era infondato sia per mancanza di prova dell’invalidità delle deleghe sia perché sia perché le dedotte irregolarità

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[1] Cass. sent. n. 1234/2016 del 25.01.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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