Le fibre: cotone, lino, juta, canapa, seta, lana
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26 Gen 2016
 
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Edizioni Simone
 


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Le fibre: cotone, lino, juta, canapa, seta, lana

La piccola sartoria, trucchi e segreti del taglio e cucito: i tessuti naturali.

 

Le fibre di origine vegetale, animale o sintetica caratterizzano i vari tessuti. Per una buona manutenzione dei capi (smacchiatura, lavaggio, stiratura) è importante leggere l’etichetta della composizione dei materiali e delle istruzioni di lavaggio, per evitare che prodotti detergenti e smacchiatori rovinino irreparabilmente gli indumenti.

 

Le fibre tessili possono avere diverse origini. Sono tessuti e filati di origine vegetale lino, cotone, canapa, viscosa e juta. Lana e seta sono di origine animale. Le fibre acriliche, il poliestere e le microfibre sono sintetiche. Spesso i tessuti moderni che troviamo in commercio sono composizioni miste di fibre naturali e sintetiche, sottoposti a processi che ne migliorano la qualità e la resistenza del colore al lavaggio. È fondamentale conoscere ogni tessuto in modo tale da sapere quale sia quello più adatto per rendere al meglio la qualità del lavoro che si intende fare.

 

 

Tessuti naturali

Le fibre naturali sono singoli filamenti che hanno una lunghezza già prestabilita dalla natura. Vengono quindi filati e attorcigliati insieme per formare fili che sono poi messi su telai per formare a loro volta i tessuti come: cotone, lino, juta, canapa, seta e lana.

 

 

Il cotone  

La fibra tessile deriva dalla lavorazione di una pianta della famiglia delle Malvacee coltivata nelle regioni tropicali. La pianta del cotone necessita di molta acqua durante la crescita e di poca durante il periodo di maturazione dei semi. Quando questi sono maturi, appaiono ricoperti da batuffoli bianchi che, opportunamente lavorati, diventano il filato di cotone. Il tessuto realizzato con questa fibra è facilmente lavabile e smacchiabile. Utilizzando il cotone per realizzare un capo di abbigliamento, ricordatevi di lavarlo prima perché ha la tendenza a ritirarsi. Con questo materiale si confezionano capi estivi e freschi.

 

Il lino

La fibra tessile che dà origine al lino si ricava da una pianta della famiglia delle Linacee originaria dall’Egitto. Le fibre vengono separate dai fusti delle piante dopo la macerazione in acqua. Infine la stigliatura separa meccanicamente la parte legnosa da quella fibrosa. Si ottiene così un filato pregiato, usato per confezionare lenzuola, tovaglie, asciugamani e abiti estivi, resistenti ai lavaggi e alle smacchiature. Tessuti di lino sono utilizzati nel ricamo a Punto croce e in altri 4 ricami a fili contati, mentre la stoppa (fibra greggia pettinata) viene utilizzata per la creazione di cordami e carta. Usando questo materiale per realizzare i vostri progetti, ricordatevi di lavarlo prima ad una temperatura di almeno 40° visto che anche questo tessuto tende a ritirarsi.

 

 

La juta

Si ricava da alcune piante della famiglia delle Tiliacee coltivate principalmente in India e in Cina. Per ottenere la fibra si essiccano i fusti delle piante, si macerano e si lavorano come per ottenere il lino. Biodegradabile al 100%, è una delle fibre naturali più versatili usata come materiale grezzo nei settori dell’imballaggio, del tessile, dell’edilizia e dell’agricoltura. Per il suo aspetto lucente e dorato viene anche chiamata fibra dell’oro: tutto questo la rende la seconda fibra naturale più diffusa al mondo, dopo il cotone. Per il lavaggio è indispensabile affidarsi a lavanderie specializzate.

 

 

La canapa

Le fibre denominate “filaccia” sono contenute nella pianta della famiglia erbacea Cannabis sativa che cresce in climi temperati-umidi, soprattutto in Cina, India, Russia ed Europa. La lavorazione della fibra è analoga a quella del lino: negli opifici, la fibra grezza viene sottoposta ad operazioni di cernita e di pettinatura, in cui le fibre lunghe vengono separate dalle fibre più corte e scadenti, che verranno utilizzate per fabbricare corde, sacchi e rivestimenti. Inoltre nelle industrie, oggi, la canapa viene sottoposta alla cotonizzazione, cioè viene imbiancata, disintegrata, fino a ridurla in fiocco come il cotone allo scopo di trasformarla in filato fine, regolare e morbido. Non è così facile trovarla in commercio, ma se desiderate realizzare qualcosa con questo tessuto, è bene lavarla prima, come il cotone e il lino visto che anche la canapa tende a ritirarsi.

 

 

La seta

Deriva da una sostanza viscosa prodotta dalle ghiandole del baco da seta (Bombix Mori) che, a contatto con l’aria si solidifica conservando però una certa elasticità. I bruchi, durante la trasformazione da larva in crisalide, formano dei bozzoli che vengono prima essiccati e poi lasciati a macerare in acqua bollente. Si effettua poi la scopinatura (ricerca manuale del capo delle bave) ottenendo così il filo vero e proprio (seta greggia o cruda). Le sete possono essere utilizzate gregge oppure subire dei trattamenti (torcitura, tintura, ecc.). Il titolo (spessore del filato) della seta viene espresso in denari e varia a seconda della grossezza del filato. Inoltre si identifica in base alla qualità, alla provenienza, al sistema di allevamento e alla grossezza del bozzolo. Per il lavaggio domestico seguire con attenzione le istruzioni riportate sull’etichetta poichè è una fibra molto delicata.

 

 

La lana

Fibra di origine animale che si ottiene dalla cardatura (pettinatura) e filatura del vello delle pecore. Il tessuto di Pura lana vergine è facilmente riconoscibile: bruciandone un frammento emana un caratteristico odore di corno bruciato. La lana è un tessuto abbastanza leggero, assorbe molta umidità e si infeltrisce facilmente. Sono molto diffusi filati e tessuti di lana di capra Cachemir, di pecora Merino, di cammello, di coniglio d’Angora, di vigogna e di alpaca. Le pecore italiane hanno un pelo più duraturo, usato tradizionalmente per la confezione di materassi e tappeti. Per il lavaggio domestico bisogna seguire le istruzioni riportate sull’etichetta. Se decidete di confezionare qualcosa con questo materiale ricordatevi che è adatto per capi invernali, giacche e cappotti, pantaloni e gonne. Va lavato in acqua fredda o , meglio, portato in tintoria.

 

Come-fare-la-piccola-sartoriahttp://www.laleggepertutti.it/prodotto/come-fare-la-piccola-sartoria


 


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