Professionisti, indagini e nuove sanzioni per gli abusivi
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27 Gen 2016
 
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Noemi Secci
 


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Professionisti, indagini e nuove sanzioni per gli abusivi

Inasprite le sanzioni per i professionisti che esercitano abusivamente senza iscrizioni all’ordine: reclusione sino a 2 anni e multa sino a 50.000 euro.

 

Dall’abogado che esercita senza affiancamento, ai centri elaborazione dati che sconfinano nelle attività riservate ai consulenti del lavoro, al finto commercialista, sino ad arrivare ai medici mai laureati: molti professionisti, regolarmente abilitati ed iscritti agli albi, si trovano ogni giorno a dover fare i conti con la concorrenza degli abusivi, di chi, cioè, esercita il mestiere senza possedere i prescritti requisiti.

Così, capita che il dottore commercialista, dopo 5 anni di studi universitari, gli anni di pratica e l’Esame di Stato, si ritrovi dei concorrenti che non hanno né la laurea, né l’abilitazione. Oppure, ancora peggio, che un cittadino si sottoponga a terapie o interventi importanti effettuati da un medico che tale non è: l’abusivismo, difatti, non mette a rischio soltanto i professionisti, ma soprattutto i cittadini che si affidano a loro.

Al fine di proteggere cittadini ed iscritti agli albi, è attualmente in discussione, nella Commissione Giustizia della Camera, una proposta di legge che prevede controlli e pesanti sanzioni per scoraggiare l’abusivismo.

 

 

Professionisti abusivi: nuove sanzioni

La proposta di legge, per contrastare i professionisti abusivi, prevede delle importanti modifiche al Codice Penale ed al Testo unico delle leggi sanitarie. In particolare, la normativa stabilisce, per l’esercizio non autorizzato della professione, la reclusione sino a due anni e la multa da 10.000 a 50.000 euro.

In caso di esercizio illegittimo di una professione sanitaria, sono poi aumentate le pene previste per le lesioni gravi e gravissime, con la reclusione sino a 4 anni; relativamente all’esercizio di un’arte ausiliaria alle professioni sanitarie, poi, chi eserciti senza la prescritta licenza o abilitazione è punito con una sanzione sino a 7.000 euro.

Ad ogni modo, oltre alla proposta di legge, i vari ordini professionali hanno messo in atto, negli ultimi mesi, delle importanti misure che consentono non solo di individuare e sanzionare pesantemente i finti professionisti, ma anche di prevenire tali comportamenti.

 

 

Ordine degli avvocati

Iniziamo dagli avvocati; i comportamenti abusivi più diffusi, per scoraggiare i quali sono state recentemente emanate circolari da diversi consigli, sono:

 

– l’esercizio della professione senza affiancamento, da parte di abogados, cioè da parte di laureati che hanno effettuato l’Esame di Stato in Spagna e che sono iscritti quali avvocati stabiliti: gli avvocati stabiliti, difatti, possono esercitare soltanto se affiancati da un collega abilitato in Italia;

 

– effettuazione di attività non consentite da parte dei praticanti, dietro invito del Dominus dello studio;

 

– facilitazione, da parte di avvocati, di attività di altri soggetti che non possono esercitare;

 

– esercizio della professione da parte di avvocati sospesi.

 

In questi casi, i Consigli dell’Ordine possono applicare il potere disciplinare nei confronti degli iscritti che facilitano l’abusivismo, nonché denunciare i reati.

 

 

Ordine dei Commercialisti

Il fenomeno dell’abusivismo preoccupa non poco l’Ordine dei Commercialisti, che ha avviato delle campagne di marketing a tappeto per informare i cittadini dei rischi che si corrono nell’affidarsi a sedicenti commercialisti: per smascherare i furbetti, è sufficiente inserire nome e cognome del professionista nel sito dell’Albo.

Oltre alla campagna informativa, diversi ordini, tra cui quello di Milano, hanno intrapreso azioni penali contro chi si fregia del titolo senza possederlo. Tuttavia, non è sempre facile individuare con precisione l’ambito di competenza esclusiva dei commercialisti.

 

 

Ordine dei Consulenti del Lavoro

È più semplice, invece, individuare le attività riservate ai Consulenti del Lavoro (elaborazione buste paga, gestione dei documenti e degli adempimenti connessi, consulenza in tema di amministrazione del personale), anche se, spesso e volentieri, i CED ed i CAF (centri di elaborazione dati e centri di assistenza fiscale) sconfinano in tali ambiti. La presidente dell’Ordine nazionale dei CDL, Marina Calderone, ha dato il via ad una linea di tolleranza zero contro questo tipo di abusivismo, anche attraverso la ramificazione dell’attività di vigilanza, che passa dai Consigli provinciali. È stata poi creata una guida informativa nella quale è illustrato come prevenire l’abusivismo e quali procedure adottare nel rispetto del codice deontologico.

 


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