Agevolazione prima casa 2016: cosa cambia
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27 Gen 2016
 
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Agevolazione prima casa 2016: cosa cambia

Viene esteso il bonus sulla prima abitazione: IVA e imposta di registro più convenienti per una fetta più ampia di contribuenti.

 

Una delle novità più interessanti della manovra di fine anno è contenuta nel pacchetto fiscale: la famosa agevolazione sull’acquisto della prima casa (anche detta “bonus prima casa”), cui fa ricorso una larga fetta di contribuenti, ha esteso le proprie maglie andando a ricomprendere una serie di ulteriori ipotesi prima scartate dalla legge. Dal 1° gennaio 2016, dunque, la situazione è la seguente:

 

Dal 1° gennaio 2016 si può ottenere l’agevolazione prima casa – sempre che ricorrano anche tutti gli altri presupposti – anche la persona che al momento dell’acquisto sia già titolare:

 

– anche per quote o in comunione legale, di altra abitazione acquistata con l’agevolazione (in proprietà, usufrutto, uso, ecc.);

 

– esclusivo o in comunione con il coniuge, di altra abitazione nel Comune in cui è situato l’immobile da acquistare.

 

In questi casi l’agevolazione si applica a condizione che il beneficiario ceda il vecchio immobile entro un anno dalla data del nuovo acquisto.

 

Ricordiamo che l’agevolazione prima casa consiste nella riduzione dell’aliquota IVA al 4% o dell’imposta di registro al 2% a seconda che l’immobile venga acquistato da costruttore o da privato.

 

Inoltre, la nuova disciplina riguarda, oltre che i contratti di acquisto soggetti a imposta proporzionale di registro (ove si applicano l’aliquota del 2% oppure quella dell’1,5% se l’acquisto della “prima casa” avviene mediante un “leasing abitativo”), anche:

 

a) i contratti imponibili a Iva (ove si applica l’aliquota del 4 per cento in luogo dell’aliquota ordinaria del 10 per cento);

 

b) gli acquisti a titolo gratuito (e, cioè, per effetto di successione a causa di morte o di donazione), nei quali l’agevolazione “prima casa” vale ad abbattere alla misura fissa (attualmente stabilita in euro 200) ciascuna delle imposte ipotecaria e catastale.

 

La coppia di coniugi

Il contribuente mantiene le agevolazioni fiscali sulla prima casa anche quando non trasferisce la residenza entro diciotto mesi quando dimostra l’acquisto in comunione del bene e la coabitazione con la moglie. Il principio è stato chiarito dalla Cassazione con una sentenza questa mattina [1]. Nella sentenza in commento, la Corte ha precisato due principi:

 

– il trasferimento della residenza anagrafica rappresenta un obbligo del contribuente a cui egli può sottrarsi solo se ci sono ostacoli nell’adempimento, che non devono essere a lui imputabili o comunque tali da risultare inevitabili e imprevedibili e quindi la causa di forza maggiore sopravvenuta dopo il rogito notarile non fa decadere l’agevolazione;

 

– in caso di acquisto in comunione i coniugi, pur non essendo obbligati ad una comune residenza anagrafica, devono rispettare tale requisito con riferimento alla famiglia se vogliono mantenere i benefici prima casa, non potendosi affermare il diritto pro quota all’agevolazione in favore del solo coniuge residente.

 

Il requisito della residenza va riferito alla famiglia, per cui ove l’immobile acquistato venga adibito a residenza, non rileva la diversa residenza di chi ha acquistato in regime di comunione; in particolare occorre osservare che i coniugi non sono tenuti ad una comune residenza anagrafica, ma reciprocamente alla coabitazione; quindi una interpretazione della legge tributaria conforme ai principi del diritto di famiglia induce a considerare che la coabitazione con il coniuge è elemento sufficiente a soddisfare il requisito della residenza a fini tributari, in quanto ciò che conta non è tanto la residenza dei singoli coniugi quanto quella della famiglia. Il codice civile – secondo il quale i coniugi fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa – da una parte riconosce ai coniugi la possibilità di avere esigenze diverse ai fini della residenza individuale, dall’altra parte tende a privilegiare le esigenze della famiglia, quale oggetto autonomo rispetto ai coniugi.

 

 

Acquisto tramite leasing

Nel caso, invece, in cui l’acquisto avvenga tramite la sottoscrizione di contratto di leasing, bisogna distinguere:

 

– nella prima fase dell’operazione, quella cioè della cessione dell’abitazione in favore della banca o società finanziaria per essere poi concessa in leasing al privato che ha i requisiti per l’agevolazione, si applicano l’imposta di registro dell’1,5% e le ipocatastali fisse;

 

– al termine invece del contratto di leasing, il successivo ed eventuale riscatto è soggetto a imposte di registro e ipocatastali fisse.

 


In pratica

La legge di Stabilità per il 2016 ha ampliato i casi in cui si può beneficiare dell’agevolazione per l’acquisto della “prima casa”: in sintesi, dell’agevolazione si può avvalere anche chi sia già proprietario di una abitazione acquistata con l’agevolazione “prima casa” a condizione che, una volta effettuato il nuovo acquisto, la casa in passato acquisita con il beneficio fiscale sia alienata entro un anno dal nuovo acquisto. Fino a tutto il 2015, per comprare una “prima casa” invece occorreva prima vendere la casa già posseduta e poi comprarne un’altra.

 

Fino al 31 dicembre 2015, per comprare una abitazione con l’agevolazione “prima casa” occorreva:
a) non avere la proprietà di altra casa ubicata nel Comune in cui era situazione la casa oggetto di acquisto;
b) non avere la proprietà di altra casa, ubicata in qualsiasi parte del territorio nazionale, che fosse stata acquisita con l’agevolazione “prima casa”.
Pertanto, se Tizio, proprietario di una casa a Torino:

– intendesse comprare un’altra casa a Milano, poteva utilizzare l’agevolazione “prima casa” (mantenendo la proprietà della casa di Torino) solo se la casa di Torino fosse stata acquisita senza il beneficio dell’agevolazione “prima casa” (ad esempio, perché comprata prima del 1982 oppure perché acquisita per successione ereditaria o donazione);

– intendesse comprare una casa a Torino, non avrebbe potuto beneficiare dell’agevolazione “prima casa” senza prima aver venduto la casa di Torino preposseduta.

Con la legge di Stabilità 2016, se l’impedimento all’agevolazione “prima casa” è rappresentato dalla proprietà di una abitazione, dovunque situata, che sia stata acquisita con l’agevolazione “prima casa”, Tizio può comprare una nuova “prima casa”, a condizione di alienare la precedente “prima casa” entro un anno dalla data del nuovo acquisto.
Non cambia nulla, rispetto al passato, se invece l’impedimento al beneficio “prima casa” sia rappresentato dalla proprietà di una casa situata nello stesso Comune ove è ubicata la casa oggetto del nuovo acquisto, se la casa preposseduta non sia stata acquistata con l’agevolazione “prima casa”: in questa ipotesi infatti, per rendere il nuovo acquisto agevolato, bisogna alienare la casa preposseduta prima di comprare quella nuova.

La sentenza

Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 19 novembre 2015 – 27 gennaio 2016, n. 1494
Presidente Merone – Relatore Chindemi

Fatto

Con sentenza n. 91/09/09, depositata il 1.10.2009, la Commissione Tributaria Regionale del Friuli respingeva l’appello proposto dall’ Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Pordenone n. 72/01/2005, annullando l’avviso di liquidazione, nei confronti di B.E. e D.G., relativo all’imposta di registro per la perdita dei benefici prima casa, non avendo stabilito la residenza nell’unità immobiliare entro i 18 mesi successivi all’atto di acquisto.
La Commissione Tributaria Regionale, riteneva soddisfatte le condizioni per l’applicazione dell’agevolazione non avendo potuto ottenere il sig. D.G. C. la formale iscrizione nei registri dell’anagrafe della popolazione residente nel Comune di Aviano con riferimento alle ragioni ostative fatte derivare dal suo status di “elemento civile” ai sensi dell’art. 1, punto bb) 1. 1335/1955.
L’ Agenzia delle Entrate impugna la sentenza della Commissione Tributaria Regionale deducendo i seguenti motivi:
a) violazione e falsa applicazione dell’art. 1, nota 2 bis, tariffa allegata, parte prima, al

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[1] Cass. sent. n. 1494/2016 del 27.01.16.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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