La revoca dell’amministratore di condominio
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27 Gen 2016
 
L'autore
Marco Borriello
 


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La revoca dell’amministratore di condominio

Durata dell’incarico, possibilità e modalità di revoca prima della scadenza, procedura per la revoca stragiudiziale e giudiziale: consigli pratici.

 

La figura dell’amministratore condominiale è forse una delle più controverse in materia. Si tratta di un ruolo importante e particolarmente delicato, poiché la gestione dei beni condominiali è assolutamente importante. Non per niente, nominare un amministratore è obbligatorio per legge, quando ci sono almeno otto condomini in un fabbricato.

 

È altresì noto che la conflittualità nei fabbricati è assai elevata, ma spesso la causa non è dovuta alla litigiosità immotivata dei condomini, quanto piuttosto alla superficialità o negligenza gestionale dell’amministratore.

 

Ebbene in tali casi, molti si domandano come fare per risolvere il problema: quest’articolo si pone lo scopo d’informare gli interessati in tal senso.

 

 

Quanto tempo dura in carica l’amministratore?

L’incarico in questione ha la durata di un anno ed, in caso di mancata revoca, si rinnova automaticamente per un periodo corrispondente. Scaduti i due anni, l’amministratore in carica deve necessariamente mettere all’ordine del giorno la nomina. Se è confermato, l’incarico prosegue, altrimenti, evidentemente viene nominato un altro amministratore.

 

 

Prima della scadenza dell’incarico si può revocare l’amministratore?

Certamente sì. Non posso neanche negare che, in taluni casi, questa eventualità si tramuta in una vera e propria gioia e liberazione per i condomini.

Ebbene, come detto, la revoca può avvenire in qualsiasi momento e non necessità di un motivo in particolare. Essa, secondo la legge, può essere deliberata in ogni tempo dall’assemblea condominiale.

 

 

Qual è la procedura per revocare l’amministratore prima della scadenza?

Molti, in questo momento, staranno pensando ad un bel calcio nel sedere, ma in realtà non è cosi.

Il procedimento da adottare è il seguente :

 

1) in primo luogo occorre convocare un’assemblea straordinaria. Per farlo è necessario che almeno due condomini, che rappresentano non meno di 1/6 del valore millesimale del condominio, facciano espressa richiesta in tal senso all’amministratore. In altri termini, essi devono inviare una formale richiesta di convocazione dell’assemblea straordinaria, con all’ordine del giorno la revoca dell’amministratore in carica e la nomina del nuovo;

 

2) ricevuta la richiesta formale, l’amministratore ha dieci giorni di tempo per dare seguito alla medesima, convocando l’assemblea in questione;

 

3) scaduto questo termine, senza che l’amministratore abbia fatto un bel nulla, i condomini interessati potranno convocare personalmente l’assemblea, la quale, riunitasi validamente, potrà deliberare la revoca e la nuova nomina.

 

Attenzione a non commettere errori. Molti, infatti, omettono di “passare prima per l’amministratore”. Non di rado, i condomini, stressati da una gestione condominiale negligente o superficiale, convocano direttamente l’assemblea senza aver preventivamente fatto richiesta in tal senso all’amministratore. In questo caso, l’assemblea convocata è nulla.

 

 

Posso revocare l’amministratore con ricorso all’autorità giudiziaria?

Certamente sì. In questa ipotesi, non è necessario che l’iniziativa parta da più condomini. Tuttavia, questa possibilità è riconosciuta, dalla legge, soltanto in presenza di gravi irregolarità gestionali dell’amministratore in carica.

 

Ad esempio, la mancata esecuzione delle delibere assembleari oppure il mancato recupero delle quote condominiali dovute dai condomini morosi, sono soltanto alcune delle irregolarità che possono condurre alla revoca tramite il ricorso all’autorità giudiziaria: in questo caso è necessario avvalersi di un legale.

 

Ovviamente, il consiglio che mi sento di esprimere è quello di ricorrere a questa evenienza come ultima spiaggia. Infatti, a meno che non siate i soli ad aver individuato la gestione irregolare dell’amministratore oppure siate un gruppo di condomini in minoranza, la via più semplice, per mandare via e sostituire l’amministratore, è sicuramente quella di mettersi d’accordo con gli altri proprietari e richiedere e far convocare un’assemblea straordinaria apposita, per deliberare sull’argomento.

 


Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
31 Gen 2016 armando

il vero problema e’ che alcuni condomini manovrano cosi bene a loro favore l’amministratore che diventa difficile revocarlo proprio per l’omerta’ degli altri condomini.