Quale debito si considera estinto con il pagamento?
Lo sai che?
27 Gen 2016
 
L'autore
Redazione
 


Leggi tutti gli articoli dell'autore
 

Quale debito si considera estinto con il pagamento?

Pluralità di debiti: i criteri di imputazione del pagamento da parte del debitore in assenza di indicazioni tra le parti.

 

Può capitare che tra due soggetti siano intercorsi diversi rapporti di natura contrattuale e, in forza di ciò, l’uno sia debitore nei confronti dell’altro di più somme. Regola di prudenza vorrebbe, in questi casi, che nel momento in cui il debitore paghi una parte del proprio debito, specifichi al creditore a quale rapporto contrattuale si riferisce il pagamento. È, del resto, un suo diritto farlo e pretendere che l’altra parte si adegui.

 

Facciamo un esempio per comprendere meglio.

Poniamo che Tizio sia debitore di Caio per 100 euro in forza del contratto “A”, per 200 euro in forza del contratto “B” e di 50 euro per aver firmato anche il contratto “C”. In totale Tizio ha maturato un debito di 350 euro. Un giorno, Tizio si reca da Caio e gli dà un primo acconto di 150 euro. A quale debito va riferito tale pagamento? Spetta a Tizio deciderlo. Ma se non lo indica, come ci si deve orientare?

Esistono delle regole fissate dal codice civile che illustreremo in questa breve scheda.

 

 

A decidere è il debitore

Al momento di pagare, il debitore ha il diritto di dichiarare al creditore quale debito intende soddisfare. Il debitore deve formulare tale scelta in modo esplicito ma può anche desumersi da fatti concludenti.

Se il debitore non indica il debito a cui il pagamento va riferito ma lo fa successivamente, tale imputazione è tardiva e inefficace, a meno che il creditore non vi aderisca [1].

 

Il debitore, comunque, nello scegliere l’imputazione del pagamento, deve rispettare alcune regole:

 

– è possibile imputare il pagamento al capitale invece che agli interessi o alle spese solo con il consenso del creditore;

 

– un pagamento in conto capitale ed interessi è imputato prima agli interessi.

 

 

Quando decide il creditore

Se il debitore non indica il debito da ritenere pagato per prima, lo può fare il creditore, indicandolo nella quietanza. Egli infatti può validamente imputare il pagamento ricevuto dal debitore ad uno qualsiasi dei debiti, all’atto del rilascio della quietanza, con dichiarazione in essa contenuta. Se il debitore accetta tale quietanza non può pretendere un’imputazione diversa.

 

Criteri legali di imputazione

Se né il debitore, né il creditore specificano a quale debito vada imputato il pagamento, bisogna seguire le regole stabilite dal codice civile. In particolare il pagamento va imputato:

 

– al debito scaduto;

 

– se vi sono più debiti scaduti, a quello fra essi che è meno garantito, ossia quello che non abbia pegni, ipoteche, fideiussioni, ecc.;

 

– se i debiti sono tutti ugualmente garantiti, a quello fra essi che è più oneroso per il debitore (avuto riguardo, ad esempio, al tasso di interesse o ad eventuali clausole penali);

 

– se essi sono ugualmente onerosi, a quello più antico, ossia scaduto da più tempo.

 

Se nessuno dei suddetti criteri è applicabile, l’imputazione va fatta in proporzione a tutti i debiti, realizzandosi così di fatto un pagamento parziale di ognuno di essi.

 

 

Contestazioni

Se nascono contestazioni sul debito al quale il pagamento deve essere imputato, la giurisprudenza applica le regole generali relative all’onere della prova: spetta quindi alla parte che afferma la necessità di una diversa imputazione provare l’esistenza dei relativi presupposti.

 

Se il debitore prova di aver pagato una somma idonea ad estinguere il debito per il quale è stato convenuto in giudizio, il creditore che afferma che il pagamento doveva imputarsi all’estinzione di un debito diverso deve provare l’esistenza di tale ulteriore credito, nonché l’esistenza delle condizioni necessarie per tale diversa imputazione.


[1] Cass. sent. n. 3941/2002, n. 4435/1996.

 

Autore immagine: 123rf com

 


richiedi consulenza ai nostri professionisti

 
 
Commenti