Allagamento per la pioggia: il Comune risarcisce
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28 Gen 2016
 
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Allagamento per la pioggia: il Comune risarcisce

Se i tombini destinati allo scopo delle acque bianche sono intasati e scarseggia la manutenzione, la pubblica amministrazione paga i danni ai proprietari.

 

Se la forte pioggia allaga la strada e l’acqua entra nei magazzini e distrugge la proprietà individuale, il Comune risarcisce i danni solo quando tale situazione è stata determinata da un mediocre stato di manutenzione del sistema di raccolta delle acque piovane. Non si deve, tuttavia, trattare di un evento climatico eccezionale e completamente fuori dalla norma, nel qual caso scatterebbe il cosiddetto “caso fortuito” che libera l’amministrazione da ogni responsabilità. Piuttosto, se le precipitazioni sono state semplicemente “abbondanti”, ma non fuori il prevedibile si può richiedere l’indennizzo per l’accumulo di acqua proveniente dalla via pubblica che abbia causato il cedimento delle fondazioni e altri danni. È quanto chiarito dal Tribunale di Nuoro con una recente sentenza [1].

 

In un Comune sardo un rivenditore di materiali edili ha così ottenuto, dall’ente locale, il risarcimento della merce rovinata per via della inadeguatezza e mancanza di manutenzione delle tubature e pozzetti.

 

Se lo stato delle tubazioni e dei pozzetti predisposti dal Comune ha concorso, anche in modo non esclusivo, al determinarsi dei danni, se lo stato delle opere idrauliche presenti nel territorio comunale e il sistema di smaltimento delle acque bianche è del tutto insufficiente e inadeguato anche in occasione di sporadici eventi di portata non eccezionale, allora è indubbia la responsabilità dell’amministrazione.  Così, proprietari di magazzini, garage e di edifici che abbiano subito compromissioni per via dell’allagamento dovuto all’acqua piovana potranno fare richiesta di risarcimento. Necessaria, comunque, resta sempre la prova dell’effettivo danno (che non può mai essere presunto): sicché bisognerà, per esempio, dimostrare che il negozio fosse pieno di merce poi andata in rovina, che il locale sottoscala fosse adibito a ripostiglio e che lo stesso contenesse beni di valore, ecc.

 

Nel caso di specie è stato rilevata la mancata manutenzione del sistema di raccolta e scolo delle acque piovane: nelle caditoie stradali e ai margini della carreggiata – priva di cunetta stradale – erano presenti piante infestanti e accumuli di sedimenti pietrosi e sabbiosi generatesi da una scarsa efficienza dei servizi di pulizia che aveva provocato l’occlusione delle luci di efflusso, con drastica diminuzione dell’efficienza idraulica della rete.


La sentenza

Tribunale di Nuoro – Sezione civile – Sentenza 15 ottobre 2015 n. 596

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
IL TRIBUNALE DI NUORO
SEZIONE CIVILE
Nella persona del giudice Dott.ssa M. Adelaide Satta, ha emesso la seguente

SENTENZA

Nella causa civile di primo grado iscritta al n. 760 nel ruolo generale per gli affari contenziosi dell’anno 2009, in decisione sulle conclusioni rassegnate dalle parti ex art. 281 sexies c.p.c., all’udienza del 15.10.2015, e vertente

Tra

Ef. S.a.s. già Pi. S.a.s., in persona del legale rappresentante p.t. De.Gi., elettivamente domiciliata in Nuoro alla Via (…) presso lo studio dell’avv. Gi.Sa., rappresentata e difesa dall’avv. Gr.Fl. giusta procura rilasciata a margine dell’atto di citazione

Attrice

Contro

COMUNE DI OTTANA, in persona del Sindaco p.t. Pe.Ze., elettivamente domiciliato in Nuoro alla Via (…), presso lo studio dell’avv. Ma.Me. che lo rappresenta e difende su delibera della G.M. n. 100 dell’8.9.2009, giusta procura a margine della comparsa di costituzione e

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[1] Trib. Nuoro sent. n. 596/15 del 15.10.2015.

 


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