L’associazione in partecipazione dopo il Jobs Act
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28 Gen 2016
 
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Edizioni Simone
 


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L’associazione in partecipazione dopo il Jobs Act

Con il Jobs Act l’associazione in partecipazione con apporto di lavoro è vietata; è ammesso solo l’apporto di capitale.

 

L’associazione in partecipazione è il contratto col quale un soggetto, definito associante, attribuisce ad un altro, associato, la partecipazione agli utili dell’impresa o di singoli affari, come corrispettivo di un certo apporto che può consistere in una somma di denaro, nel godimento di un bene, e, fino a poco fa, anche nello svolgimento di una prestazione di lavoro (artt. 2549-2554 c.c.).

 

Elemento peculiare dell’associazione in partecipazione è il coinvolgimento diretto dell’associato alle fortune dell’impresa: l’associato assume su di sé il rischio economico dell’impresa, esercita un controllo sull’andamento della stessa e ha diritto a partecipare agli utili dell’impresa (nei limiti però del valore del suo apporto ex art. 2553 c.c.).

 

Tali caratteristiche fanno sì, quindi, che, anche quando l’associato si obbliga, come apporto, all’effettuazione di una prestazione di lavoro, non possono essere ravvisati gli elementi indispensabili per l’esistenza di un rapporto di lavoro subordinato (eterodirezione ed estraneità all’organizzazione e al profitto derivante dall’attività) e per l’applicazione della relativa disciplina.

 

Anche in questo caso, tuttavia, l’istituto si è prestato a forme di abuso. Si è spesso verificato però che, a fronte di un formale rapporto di associazione in partecipazione con apporto di lavoro, si nascondesse in realtà un rapporto di lavoro subordinato.

 

È proprio paventando questo rischio che il legislatore (L. 92/2012, D.L. 76/2013 conv. in L 99/2013) aveva fissato determinati requisiti che l’associazione in partecipazione doveva possedere in caso di apporto di lavoro (solo lavoro o lavoro e capitale). In particolare, il numero degli associati impegnati in una medesima attività non poteva essere superiore a 3, indipendentemente dal numero degli associanti. In caso di violazione, a titolo di sanzione per l’associante, il rapporto con tutti gli associati il cui apporto consistesse anche in una prestazione di lavoro sarebbe stato considerato lavoro subordinato a tempo indeterminato. Si tratta di una presunzione assoluta di subordinazione, per cui il datore di lavoro non poteva fornire prova contraria, dimostrando la genuinità del rapporto associativo.

 

Un’apposita disciplina sanzionatoria era poi stata stabilita per i falsi rapporti di associazione in partecipazione.

 

Infatti, nel caso in cui fossero instaurati o attuati rapporti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro senza che vi fosse stata un’effettiva partecipazione dell’associato agli utili dell’impresa o dell’affare, nel caso in cui non vi era la consegna del rendiconto previsto dall’art. 2552 c.c., tali rapporti, salva prova contraria, si presumevano rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato (art. 1, co. 30, L. 92/2012).

 

La presunzione operava anche quando l’apporto di lavoro conferito dall’associato non era connotato da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell’esercizio concreto di attività.

 

L’associazione in partecipazione è stata oggetto di una drastica riforma per effetto del D.Lgs. 81/2015 (art. 53).

 

Il provvedimento ha sancito il definitivo superamento dell’associazione in partecipazione con apporto di lavoro da parte dell’associato (esclusivamente o parzialmente), proprio in considerazione del fatto che tale modalità è stata frequentemente utilizzata per eludere la normativa sul rapporto di lavoro subordinato e le relative tutele in favore del lavoratore.

 

Pertanto, dal 25-6-2015, per i nuovi rapporti di associazione in partecipazione, l’associato-persona fisica potrà partecipare soltanto con apporto di capitale (e non prestazione di lavoro).

 

Sono fatti salvi, fino alla loro cessazione, i contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro (in tutto o in parte) già in essere al 25-6-2015 (data di entrata in vigore del decreto).

 

 

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