Abuso edilizio: sanatoria per il cancello vicino alla strada
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28 Gen 2016
 
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Abuso edilizio: sanatoria per il cancello vicino alla strada

Passo carrabile: il cancello carrabile abusivo può essere sanato anche se posizionato troppo vicino alla strada se l’arretramento arreca danno all’abitazione.

 

La costruzione di un cancello troppo vicina alla strada, pur essendo un abuso edilizio, si può salvare dalla demolizione, qualora il proprietario dimostri la forza maggiore, ossia che l’arretramento arrecherebbe eccessivo pregiudizio all’abitazione. Lo ha chiarito la Tar Lombardia con una recente sentenza [1].

 

 

La vicenda

Dopo aver ottenuto il permesso a costruire un’autorimessa interrata, con trasformazione di una parte rilevante del giardino in area privata di sosta esterna, con passo carrabile e cancello da installare in senso perpendicolare alla strada, l’interessato, in difformità alla licenza stessa, sposta il cancello vicino alla strada, posizionandolo parallelamente alla direzione di marcia dei veicoli e creando così un potenziale pericolo per la circolazione durante le manovre di accesso veicolare. L’uomo presentava poi richiesta di sanatoria che gli veniva negata. Contro tale diniego, proponeva ricorso al TAR.

 

 

Le distanze minime del passo carrabile

Il codice della strada [2] stabilisce delle distanze di sicurezza del passo carrabile dalla strada per evitare pericoli e interferenze con il traffico. In particolare il passo carrabile deve essere distante almeno 12 metri dalle intersezioni e, in ogni caso, deve essere visibile da una distanza pari allo spazio di frenata risultante dalla velocità massima consentita nella strada medesima; infine esso deve essere realizzato in modo da favorire la rapida immissione dei veicoli nella proprietà laterale.

 

Sono previste, tuttavia, delle deroghe che consentono al proprietario del manufatto una certa flessibilità nelle ipotesi in cui vi sia una forza maggiore: qualora non sia possibile arretrare il cancello, specifica la sentenza, “per obbiettive impossibilità costruttive o per gravi limitazioni della godibilità della proprietà privata, possono essere autorizzati sistemi di apertura automatica. Infine, è possibile derogare all’obbligo di arretramento nel caso in cui le immissioni laterali avvengano da strade senza uscita o comunque con traffico estremamente limitato”.

 

In questo modo l’amministrazione può tenere conto delle esigenze dei proprietari dei fondi laterali, e di calibrare le restrizioni sul livello effettivo di pericolo.


La sentenza

Tar Lombardia, sez. I, sentenza 28 ottobre 2015 – 26 gennaio 2016, n. 160
Presidente Calderoni – Estensore Pedron

Fatto e Diritto

1. Il ricorrente Giovanni Belometti è proprietario di un edificio residenziale con giardino, situato nel Comune di Credaro, in via Papa Giovanni XXIII (mappale n. 1748/1-2-3). L’area è servita da un sistema viabilistico secondario a carattere locale.
2. Il 21 febbraio 2011 il Comune ha rilasciato al ricorrente il permesso di costruire n. 61/2010 per la realizzazione di un’autorimessa interrata. Il progetto prevedeva il posizionamento di un cancello perpendicolare alla strada, con trasformazione di una parte consistente del giardino (quasi 60 mq) in area di sosta esterna con passo carrabile.
3. In difformità dal permesso di costruire, il ricorrente ha invece posizionato il cancello parallelamente alla strada, arretrandolo rispetto alla carreggiata di circa 1,70 metri, e conservando così all’interno della recinzione la maggior parte del giardino. La distanza tra il cancello e la parte transitabile della carreggiata è in realtà superiore, perché lungo tutto il confine nord della proprietà del ricorrente l’amministrazione ha tracciato, sul bordo della strada, delle strisce bianche che rettificano lo spazio percorribile dagli automezzi. In corrispondenza

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[1] Tar Lombardia sent. n. 160/2016 del 26.01.2016.

[2] Art. 46 regolamento esecuzione cod. str.

 


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