Multa valida anche se diversa dal preavviso sul parabrezza
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29 Gen 2016
 
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Multa valida anche se diversa dal preavviso sul parabrezza

Verbale di contravvenzione per violazioni codice della strada: il foglio lasciato dal vigile sul parabrezza non è obbligatorio e non è vincolante per la polizia.

 

Lasciate ogni speranza di impugnare la multa se il verbale che vi viene notificato a casa è diverso da quello che il vigile ha lasciato sul parabrezza della vostra auto: con una recente sentenza, infatti, il Tribunale di Napoli [1] ha chiarito che il cosiddetto preavviso, compilato al momento della constatazione dell’infrazione da parte del verbalizzante, e lasciato normalmente attaccato al tergicristalli, non ha carattere vincolante, né è obbligatorio. Così la polizia può legittimamente rettificare, nella successiva multa spedita a casa dell’automobilista, che è l’unica che conta, alcuni elementi contenuti nel predetto preavviso (per esempio: la corretta indicazione della norma violata o del fatto contestato).

 

Secondo il giudice campano fa fede unicamente il verbale di accertamento ricevuto al proprio domicilio. Il preavviso sul parabrezza non è un atto non obbligatorio [2] e, quindi, non può essere equiparato al verbale di accertamento notificato al trasgressore, unico atto pubblico con validità fino a querela di falso e unico atto idoneo a costituire titolo esecutivo.

 

Del resto, sul punto, già la Cassazione [3] aveva chiarito che il foglio di preavviso non fissa definitivamente le ragioni della sanzione, che sono determinate soltanto dal verbale notificato dall’amministrazione procedente e che, quindi, è al solo verbale di contestazione che deve aversi riguardo per determinare la tempestività e la completezza della contestazione.

 

Peraltro l’eventuale difformità tra il preavviso e la multa definitiva non legittima la querela di falso contro quest’ultima ma semmai si potrebbe parlare di un semplice errore materiale, una svista, che – se non impedisce il diritto di difesa – non è suscettibile di impugnazione e contestazione.


La sentenza

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale di Napoli, Ottava Sezione Civile, riunito in Camera di Consiglio nella persona dei seguenti magistrati:

Dr.ssa Renata Palmieri – Presidente relatore Dr.ssa Rita DI SALVO – Giudice
Dr. Marcello Amura – Giudice
ha pronunciato la seguente

SENTENZA
nella causa civile iscritta al n. (…) R.G., avente ad oggetto: querela di falso e vertente tra: GI.SA., nato a (…), con studio in (…), quale procuratore di se stesso ed in giudizio di persona ATTORE
E

COMUNE DI PORTICI, (…) in persona del Sindaco pro tempore, dott. V.Cu., con sede in (…), elettivamente domiciliata in (…), presso lo studio dell’avv. Fr.D. (…), che lo rappresenta e difende, giusta procura in atti

CONVENUTO NONCHÉ’

PUBBLICO MINISTERO, presso la Procura della Repubblica in sede INTERVENTORE EX LEGE

Oggetto: querela di falso
Conclusioni: come da verbale di udienza del 01/12/2014 -FATTO E DIRITTO

Si premette che la presente sentenza viene pronunciata facendo riferimento agli artt. 132 codice di procedura civile e 118 disp. att. c.p.c., disposizioni applicabili ai giudizi pendenti in primo grado alla data di entrata in vigore della legge

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[1] Trib. Napoli. Sent. n. 9362/15 del 26.06.2015.

[2] Cass. sent. n. 5447 /2007.

[3] Cass. sent. n. 1067/2012.

 


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