Assegno al nucleo familiare e limiti di reddito
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30 Gen 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Assegno al nucleo familiare e limiti di reddito

Assegni familiari dipendenti e Gestione Separata: prevalenza del reddito da lavoro, limiti minimi e massimi, nuclei familiari in situazioni particolari.

 

L’Assegno al Nucleo Familiare (Anf) è un importante strumento a sostegno del reddito che l’Inps offre ai dipendenti, ai pensionati, ai parasubordinati (co.co.co.), agli autonomi ed a particolari categorie di lavoratori: il suo scopo è quello di sostenere le famiglie formate da più persone, con redditi compresi entro una certa soglia. L’ammontare è differente a seconda del numero dei componenti e della loro particolare situazione (disabili, minori).

 

 

Reddito massimo del nucleo

Non esiste un reddito massimo “assoluto”, oltre il quale l’assegno non può essere percepito, ma le soglie limite sono differenti non solo a seconda della tabella Anf relativa al nucleo, ma anche in base al numero dei componenti.

Nella Tabella 11, ad esempio (nucleo familiare con entrambi i genitori ed almeno un figlio minore non inabile), il limite massimo di reddito, in caso di 3 componenti, è pari a 70.996,27 euro; in questo caso, spetta un assegno di 12 centesimi, poiché l’ammontare dell’Anf si abbassa al crescere del reddito: per lo stesso nucleo, con un reddito inferiore a 14.383,37, sarebbero spettati 137,50 euro. Nella stessa tabella, la soglia limite è innalzata a 90.902,85 euro in caso di 4 componenti 93.664,43 per 5 componenti, sino a un massimo di 99.302,72 euro per le famiglie con 12 componenti.

 

 

Prevalenza di reddito da lavoro

Il reddito massimo del nucleo non è, tuttavia, l’unico limite per la percezione dell’Anf: bisogna difatti rispettare anche il requisito della prevalenza dei redditi da lavoro dipendente.

In pratica, il reddito percepito in virtù di un rapporto di lavoro subordinato deve costituire almeno il 70% dei redditi percepiti dalla famiglia, perché spettino gli assegni al nucleo familiare.

 

Per gli iscritti alla Gestione Separata con diritto alla percezione dell’Anf (ossia i lavoratori parasubordinati e autonomi tenuti a pagare il contributo aggiuntivo, non iscritti contemporaneamente ad altre gestioni previdenziali), sono assimilati ai redditi da lavoro dipendente, ai fini del raggiungimento della soglia del 70%, anche i redditi da lavoro parasubordinato ed autonomo [1].

 

 

Prevalenza di reddito da lavoro: separati/divorziati

Sono da assimilare ai redditi di lavoro, in caso di separazione o divorzio, anche gli eventuali assegni periodici corrisposti dall’altro coniuge, esclusi gli importi destinati al mantenimento dei figli, e gli alimenti, solo qualora risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria.

Se il provvedimento giudiziale dispone un assegno unico per il mantenimento del coniuge e dei figli, questo costituisce reddito nella misura del 50% [2].

Il reddito del coniuge separato rileva ai fini del diritto all’assegno (in pratica, il suo reddito sarà computato per il raggiungimento della soglia del 70%), ma non ai fini della quantificazione dell’Anf [3].

 

 

Nucleo a reddito zero

La prevalenza del reddito da lavoro non è richiesta per i nuclei a reddito zero, in quanto non è possibile determinare alcuna percentuale; al contrario, l’Anf non spetta se in famiglia esistono solo redditi diversi da quello di lavoro dipendente o assimilato, anche se di modesta entità.

Se vi sono delle perdite d’esercizio, derivanti dal reddito d’impresa o professionale di uno o più componenti, queste devono essere considerate uguali a zero e non si sottraggono dal reddito familiare.

 

 

Quantificazione dell’assegno

Come inizialmente esposto, l’ammontare dell’assegno varia in base alla tipologia del nucleo, al numero dei componenti ed al reddito complessivo.

 

Devono essere inclusi, per la quantificazione dell’assegno, i seguenti redditi:

 

– redditi assoggettabili all’Irpef;

– redditi di qualsiasi tipologia, redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte superiori a 1.032,91 Euro annui.

 

Sono, invece, esplicitamente esclusi:

 

Anf;

TFR ed anticipazioni;

– rendite vitalizie INAIL;

– parte non tassabile dell’indennità di trasferta;

pensioni di guerra e privilegiate ordinarie corrisposte ai militari di leva per infortunio;

indennità di accompagnamento e di frequenza, indennità ai ciechi parziali ed ai sordi prelinguali.


[1] Art. 5, Co. 1 D.M. 04/04/2002.

[2] Art. 3, D.P.R. n. 42/1988.

[3] Cass. Sent. n. 12300 del 09/09/2003.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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