Multa per passaggio con il rosso: le telecamere non sono tarate
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31 Gen 2016
 
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Multa per passaggio con il rosso: le telecamere non sono tarate

Obbligo di esibire il certificato di taratura con i successivi aggiornamenti e le verifiche periodiche di funzionalità.

 

Chi passa col rosso e viene fotografato dalla telecamera posta sopra il semaforo ha, da oggi, una possibilità in più per far annullare la multa: difatti non tutte le amministrazioni (anzi, in realtà pochissime) hanno provveduto ad adeguarsi alla sentenza dell’anno scorso della Corte Costituzionale che prescrive l’obbligo di taratura di tutti i dispositivi di controllo elettronico delle automobili.

 

In verità la suddetta pronuncia – che ha dichiarato parzialmente incostituzionale il codice della strada – si riferisce solo agli autovelox e agli altri dispositivi che accertano l’eccesso di velocità. Tuttavia, con una recente sentenza, il giudice di Pace di Taranto [1] ne ha esteso la portata a qualsiasi altro apparecchio elettronico, ivi compreso il Photored.

 

Per chi è un ligio osservante delle regole del nostro codice stradale e non ha mai sentito l’impulso di passare con il rosso, ricordiamo che il Photored è una specie di telecamera, posta vicino al semaforo, che serve a fotografare la targa di quanti passano nonostante sia acceso il rosso. La multa viene poi spedita a casa dell’automobilista, proprio come avviene con il telelaser, l’autovelox o il tutor.

 

L’anno scorso la Corte Costituzionale [2] ha dichiarato illegittimo il codice della strada laddove non prevede l’obbligo di una taratura periodica di tutte le macchinette elettroniche usate dalla polizia: e ciò perché tali dispositivi, utilizzati dai verbalizzanti quasi quotidianamente e quindi sottoposti a spostamenti e “tensioni” varie, sono soggetti a usura ed alterazioni. Sicché è necessario un controllo periodico per assicurare che non vengano commessi errori.

 

A questo punto, se il conducente propone ricorso contro la multa, può limitarsi a contestare la mancata taratura dell’apparecchio elettronico, come appunto il Photored, mentre spetta all’amministrazione residente fornire la prova contraria, producendo il certificato di taratura: non il primo, quello all’atto del collaudo, ma quello più recente. Insomma, la P.A. deve dare prova di aver sottoposto il dispositivo a verifiche periodiche di funzionalità e taratura, che hanno aggiornato il primo certificato di taratura.

 

Per inciso, è necessario che l’amministrazione produca in giudizio anche le fotografie scattate dall’autovelox o dal Photored: in assenza di ciò, viene a mancare la prova fondamentale della violazione contestata all’automobilista, basata proprio sui rilievi fotografici.


La sentenza

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il giudice di Pace di Taranto, dr. Martino Giacovelli, ha emesso la

SENTENZA n. 4137 pubblicata il 20/01/2016

nel ricorso, iscritto al n° R. G. 6755/2015, avente ad oggetto: Opposizione a verbale di contestazione per infrazioni alle norme del C.d.S. per l’importo complessivo di € 236,83, promossa da:

STEFANO, residente in San Giorgio, elettivamente domiciliato in Massafra, Piazza V. Emanuele n. 18 presso e nello studio dell’Avv. V. Miccolis                                                                     RICORRENTE

CONTRO

Comune di F. (TA), in p. l.r.p.t.,   rappresentato e difeso in proprio dal funzionario delegato                                                                    RESISTENTE

Conclusioni per il ricorrente:

Voglia l’ill.mo sig. Giudice di Pace adito, contrariis reiectis, così provvedere:

a) dichiarare illegittimo e per l’effetto annullare l’impugnato verbale

Mostra tutto

[1] G.d.P. Taranto, dott. Martino Giacovelli, sent. n. 4137/16 del 20.01.2016.

[2] C. Cost. sent. n. 113 del 18.06.2015.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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