Fondo patrimoniale: ipoteca di Equitalia valida
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31 Gen 2016
 
L'autore
Angelo Greco
 


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Fondo patrimoniale: ipoteca di Equitalia valida

Il creditore può pignorare la casa inserita nel fondo patrimoniale senza la revocatoria se trascrive il pignoramento entro un anno dalla data di annotazione del fondo nell’atto di matrimonio.

 

Equitalia può pignorare senza troppi ostacoli l’immobile inserito nel fondo patrimoniale e, ancora più facilmente, può iscrivervi l’ipoteca. È questa la conseguenza degli ultimi interventi della giurisprudenza e della riforma del processo, che hanno finito per scardinare un istituto in cui, da sempre, gli italiani hanno confidato per mettere al riparo i propri beni dai rischi del futuro e, in particolare, da un fisco spesso imprevedibile.

 

 

A che serve il fondo patrimoniale?

Un errore in una dichiarazione dei redditi, un accertamento fiscale contro il quale non si dispone di sufficienti prove a proprio favore, un atto di vendita non correttamente inquadrato dal punto di vista fiscale, possono portare a sanzioni tributarie di gran lunga superiori ai risparmi di una vita. Sicché, in quei casi, sempre meglio mettere i soldi sotto il materasso. Ma poiché le case non si possono nascondere, il codice civile del 1942 aveva previsto un apposito istituto, il fondo patrimoniale, con lo scopo di tutelare la casa coniugale, il terreno di famiglia, l’abitazione ereditata dai genitori e luogo di antichi ricordi.

 

Lo stesso discorso, ovviamente, vale per qualsiasi altro tipo di creditore privato: una banca, un fornitore, ecc.

 

 

Come funziona il fondo patrimoniale?

In sintesi la legge prevedeva – e, almeno in astratto, prevede tutt’ora – che i beni del fondo e i relativi proventi non sono aggredibili dai creditori per debiti che questi conoscevano essere estranei ai bisogni della famiglia.

In pratica, un creditore (sia esso Equitalia o chiunque altro) può rivalersi sul fondo solo per debiti contratti dai coniugi per i bisogni della famiglia o per bisogni diversi che il creditore non sapeva essere estranei all’interesse familiare al momento in cui è sorta l’obbligazione. In tal caso, il creditore può, ad esempio, iscrivere ipoteca sui beni del fondo.
Resta ferma la possibilità per il coniuge di provare in giudizio che il suo debito è del tutto estraneo alle esigenze familiari e che il creditore ne è a conoscenza

 

Per esempio:

Un imprenditore individuale destina nel fondo un immobile in comunione legale con la moglie. Se egli riceve credito da una banca per la sua ditta individuale dalla quale si presume che la famiglia tragga i redditi per il suo adeguato mantenimento, in caso di mancata restituzione del debito, la banca può procedere ad esecuzione sulla quota di proprietà immobiliare dell’imprenditore.
Quest’ultimo, però, può provare in giudizio che il suo debito è del tutto estraneo alle esigenze familiari e che la banca ne è a conoscenza.

 

Un altro esempio:

Un uomo non paga le spese di condominio. Poiché detti oneri sono indissolubilmente collegati al tetto e quindi alla sopravvivenza della stessa famiglia, l’amministratore di condominio può, dopo aver ottenuto il decreto ingiuntivo, iscrivere ipoteca sulla casa e poi pignorarla.

 

Resta fermo il fatto che, se il fondo è stato costituito allo scopo di frodare i creditori, quindi:

– quando il debito era già stato contratto,

– e sempre che il debitore non abbia altri immobili di valore sufficiente a soddisfare i crediti se non quello o quelli inseriti nel fondo stesso,

allora in tal caso qualsiasi creditore, anche quello sorto per debiti non rivolti alle esigenze della famiglia, può chiedere al tribunale la revocatoria del fondo patrimoniale. L’esercizio di tale azione si prescrive in cinque anni.

 

 

Equitalia può aggredire il fondo patrimoniale

Come dicevamo in apertura, queste regole sono state via via stravolte un po’ dalla giurisprudenza, un po’ dalle interpretazioni dell’Amministrazione finanziaria, un po’ dalle ultime leggi. Vediamo perché.

 

Innanzitutto secondo una risoluzione ministeriale il concetto di estraneità del debito ai bisogni familiari non si applica ai debiti tributari; quindi, i beni e i proventi del fondo sono sempre aggredibili [1].
Dello stesso parere è stata, di recente, la Cassazione, secondo cui ogni debito contratto con il fisco sarebbe connesso ai bisogni della famiglia: ciò vale per i redditi da lavoro dipendente o autonomo, da attività professionale o d’impresa, quando essi sono il principale mezzo di sostentamento della famiglia.

 

In ogni caso è bene ricordare che Equitalia può iscrivere ipoteca (anche sulla prima casa) solo se il proprio credito ha raggiunto almeno 20.000 euro. Invece se vuol poi metterlo in vendita, il credito deve arrivare almeno a 120.000 euro.

 

 

Equitalia non deve fornire alcuna prova

Ancora più ferrea l’interpretazione fornita dalla Suprema Corte con una sentenza di due giorni fa [2]: Equitalia può iscrivere ipoteca sull’immobile costituito nel fondo patrimoniale senza dover provare l’estraneità del debito fiscale ai bisogni della famiglia. Prova, che dev’essere fornita invece dal contribuente.

 

Insomma, secondo i giudici, quando la controparte è il fisco, si ha un’inversione dell’onere della prova a sfavore del contribuente: l’onere della prova che il debito per cui si procede sia stato contratto per scopi estranei ai bisogni della famiglia e che il creditore sia a conoscenza di tale estraneità, grava sul proprietario dei beni costituiti in fondo patrimoniale [3].

 

 

Equitalia non deve agire con la revocatoria

Una recente modifica al codice civile consente al creditore, e quindi anche ad Equitalia, di iscrivere ipoteca e pignorare i beni del fondo patrimoniale senza neanche procedere con la causa di revocatoria se questi trascrive il pignoramento nei registri immobiliari entro un anno dalla data in cui il fondo è stato trascritto nell’atto di matrimonio.

In buona sostanza, anche dopo la costituzione del fondo patrimoniale, il debitore non è salvo: è sufficiente che Equitalia, nell’anno successivo, trascriva un pignoramento nei pubblici registri, per far decadere – senza neanche bisogno di revocatoria – il fondo.

 

Nei successivi 4 anni, peraltro, resta sempre la possibilità della revocatoria (per un totale di 5 anni dalla costituzione del fondo).

 

 

In sintesi

In sintesi, ben si comprende come oggi un fondo patrimoniale difficilmente tutela dai debiti contratti con il fisco e, in particolare, tutti i quei contribuenti che hanno pendenti delle cartelle di pagamento non pagate.

 


[1] Ris. Min. 17 dicembre 1983 n. 15/10423.

[2] Cass. sent. n. 1652/16 del 29.01.16.

[3] Infatti, l’art. 170 cod. civ., nel disciplinare le condizioni di ammissibilità dell’esecuzione sui beni costituiti nel fondo patrimoniale, detta una regola applicabile anche all’iscrizione di ipoteca non volontaria, ivi compresa quella di cui all’art. 77 del d.P.R. 3 marzo 1973, n. 602. Con la conseguenza che Equitalia può iscrivere ipoteca su beni appartenenti al coniuge, conferiti nel fondo, qualora il debito facente capo a costui sia stato contratto per uno scopo non estraneo ai bisogni familiari, e quando, anche se sia stato contratto per uno scopo estraneo a tali bisogni, il titolare del credito, per il quale l’esattore procede alla riscossione, non conosceva l’estraneità ai bisogni della famiglia; viceversa, l’esattore non può iscrivere l’ipoteca su detti beni e l’eventuale iscrizione è illegittima se il creditore conosceva tale estraneità.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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Commenti
15 Feb 2016 Tonino Butera

Può equitalia ipotecare dei terreni che hanno più proprietari in comune, per delle cartelle non pagate di un solo comproprietario?

 
26 Feb 2016 giovanni quilici

La stessa cosa vale anche se al posto del fondo patrimoniale siamo in presenza di un Trust patrimoniale ?