Ferie non utilizzate: mancato godimento e accumulo
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31 Gen 2016
 
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Redazione
 


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Ferie non utilizzate: mancato godimento e accumulo

Le ferie vanno consumate nell’arco dell’anno o dei successivi 18 mesi; il datore non può imporre al dipendente vicino alla pensione di fruire di tutte le ferie non consumate.

 

Quanti dipendenti sono disposti a rinunciare alle proprie ferie annuali per rimanere sul posto di lavoro? Al di là dei numeri, che vedono gli stakanovisti in netta minoranza, la stessa legge prescrive degli obblighi ben precisi, escludendo la possibilità di cumulare i periodi di ferie se non entro determinati limiti. In mancanza, comunque, è sempre previsto un risarcimento. Cerchiamo di capire, dunque, in questa breve scheda, come funziona il sistema delle ferie per i lavoratori dipendenti.

 

 

Non si può rinunciare alle ferie

Dobbiamo innanzitutto partire da un principio sacrosanto affermato dalla nostra Costituzione [1]: tutti i lavoratori dipendenti hanno diritto ad un periodo annuale di ferie retribuite per reintegrare le energie psico-fisiche spese durante la prestazione lavorativa; tale diritto è irrinunciabile neanche dietro pagamento.

 

 

La durata minima delle ferie

La durata minima del periodo di ferie annuali non può essere inferiore a quattro settimane.

La durata effettiva delle ferie è comunque determinata in concreto dai diversi contratti collettivi di settore, i quali ovviamente prevalgono sulla legge qualora più favorevoli al lavoratore.

 

 

Esiste un termine entro cui “prendere le ferie”?

Il periodo di ferie deve essere goduto secondo specifiche scadenze:

 

– almeno due settimane (consecutive, in caso di richiesta del lavoratore) devono essere necessariamente godute nel corso dell’anno di maturazione

 

– le restanti due settimane, se nulla è disposto dai contratti collettivi, vanno godute nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione.

 

 

Dunque, il lavoratore può cumulare le ferie non godute in più anni?

No, il datore di lavoro deve costringere il dipendente a prendere le ferie entro l’anno o al massimo entro i 18 mesi successivi (ma solo per due settimane, come detto al punto precedente).

 

 

Che succede se il dipendente non prende le ferie nell’anno?

In tal caso scattano le sanzioni per l’azienda e il diritto del dipendente a ottenere l’indennità per la mancata fruizione delle ferie.

 

 

Esistono delle eccezioni?

Nei seguenti casi il predetto principio del godimento delle ferie entro i limiti temporali fissati dalla legge incontra delle deroghe:

 

– per esigenze legate alla produzione non fruisce di ferie già programmate; in tal caso, il godimento delle ferie sarà differito rispetto al periodo programmato;

 

– viene richiamato in servizio mentre si trova in ferie; anche in tal caso il godimento sarà differito rispetto al periodo programmato;

 

– cessa il rapporto di lavoro senza fruire di tutti i giorni di ferie maturati a quella data. In tale ipotesi il lavoratore ha diritto a un’indennità sostitutiva.

 

 

Il datore può costringere il dipendente a prendere le ferie prima della pensione?

Se il dipendente che sta andando in pensione non ha goduto, nel corso del rapporto di lavoro, delle ferie maturate negli anni passati, il datore non può limitarsi ad avvisarlo del periodo residuo qualche mese prima del collocamento a riposo: diversamente deve pagargli la dovuta indennità. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza [2].

 

La Corte ricorda che, in relazione alla funzione di recupero delle energie fisiche e psichiche da parte del lavoratore, le ferie annuali devono essere godute entro l’anno di lavoro e non successivamente; una volta decorso l’anno di competenza, il datore di lavoro non può imporre al lavoratore di godere effettivamente delle ferie né può stabilire il periodo nel quale deve goderle ma è tenuto al risarcimento del danno.

 

Nel caso specifico, cinque mesi prima del collocamento a riposo di un dipendente la società gli comunicava la possibilità di recuperare le ferie: ma questo non esclude, come rilevato dalla Corte, l’accertata inadempienza dell’azienda. Giusto risarcire il lavoratore di quello che gli è stato ingiustamente negato nel corso del tempo.


[1] Art. 36 Cost.

[2] Cass. sent. n. 1756 del 29.01.2016.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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