Come andare in pensione con 40 anni di contributi
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1 Feb 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Come andare in pensione con 40 anni di contributi

Ancora possibile pensionarsi con 40 anni di contributi: non solo Settima Salvaguardia, ma anche salvaguardia permanente dei requisiti e totalizzazione.

 

Anche se la Legge Fornero [1] ha abolito la pensione di anzianità, quella che, per intenderci, consentiva l’uscita dal lavoro con 40 anni di contribuzione o con le quote (somma di età e di contributi), esistono, a tutt’oggi, delle ipotesi che consentono di pensionarsi con 40 anni di contributi.

Non parliamo soltanto della Settima salvaguardia, che consente di pensionarsi con i requisiti pre-Fornero ma è a numero chiuso, ma anche della salvaguardia permanente dei requisiti, o cristallizzazione dei requisiti, e della totalizzazione.

 

Vediamo, per ognuna di queste ipotesi, i requisiti e gli adempimenti necessari per ottenere la pensione a 40 anni.

 

 

Totalizzazione

Grazie alla totalizzazione dei contributi, è possibile sommare i versamenti di più gestioni per ottenere la pensione, sia di anzianità che di vecchiaia, senza alcun onere a carico del lavoratore.

 

In particolare, per ottenere la pensione di anzianità in regime di totalizzazione, vale sempre il vecchio parametro precedente alla Riforma Fornero, quindi è sufficiente che la somma dei periodi di contribuzione posseduti raggiunga i 40 anni (ai quali devono essere aggiunti 7 mesi, a causa degli aumenti periodici legati alla speranza di vita).

 

È possibile sommare gratuitamente i contributi di qualsiasi gestione, comprese la Gestione separata e le Casse private dei liberi professionisti (ad esempio, la Cassa forense, l’Inarcassa, etc.).

 

 

Totalizzazione: come si calcola

Il calcolo della pensione è effettuato, per ciascuna gestione, per la parte di propria competenza: la misura del trattamento è determinata pro quota, in rapporto ad ogni periodo di iscrizione, anche se vi sono più periodi coincidenti ( i periodi coincidenti, invece, si contano una volta sola ai fini del raggiungimento dei 40 anni di contributi).

 

Normalmente il calcolo è effettuato col metodo contributivo ma, se in una delle gestioni è raggiunto un autonomo diritto a pensione, il computo è effettuato col sistema proprio della gestione (retributivo sino al 31 dicembre 1995 o al 31 dicembre 2011, contributivo).

 

 

Totalizzazione: decorrenza della pensione

La pensione in totalizzazione non decorre dal momento in cui sono raggiunti 40 anni (e 7 mesi) di contributi, ma è necessario, dal raggiungimento dei requisiti, un determinato lasso di tempo, detto finestra mobile.

 

La finestra mobile ha una durata di:

 

12 mesi, per chi possiede soltanto contribuzione da lavoro dipendente;

 

18 mesi, per chi possiede solo contributi derivanti da lavoro autonomo, o misti da lavoro autonomo e dipendente.

 

 

Salvaguardia dei requisiti

Grazie alla salvaguardia dei requisiti, chi ha raggiunto i parametri utili alla pensione precedenti alla Legge Fornero, è libero di pensionarsi quando vuole, anche se successivamente la legge è cambiata: questo, in virtù del principio di cristallizzazione dei requisiti, secondo il quale, appunto, una volta raggiunte le condizioni stabilite dalla legge per la pensione, il diritto non decade più, nonostante successivi mutamenti della normativa [2].

 

Pertanto, chi possiede 40 anni di contributi al 31 dicembre 2011 è libero di pensionarsi quando vuole con tale parametro, e non necessita di raggiungere 42 anni e 10 mesi di contribuzione (richiesti per ottenere la pensione anticipata nel 2016).

 

 

Settima Salvaguardia

Anche i beneficiari della Settima Salvaguardia possono accedere alla pensione con 40 anni di contributi.

 

Nel dettaglio, il possesso di 40 anni di contributi deve essere verificato alla data del 30 Settembre 2015 (in quanto è applicata una finestra di 15 mesi); per i dipendenti del comparto scuola, la data entro cui maturare 40 anni di contributi è il 31 dicembre 2015.

 

La data di decorrenza della pensione, difatti, non può essere successiva al 6 gennaio 2017.

 

Ricordiamo che i beneficiari della Settima Salvaguardia sono:

 

– lavoratori in mobilità o trattamento speciale edile, ai quali sono stati riservati 6.300 posti;

 

– lavoratori a termine, ai quali sono stati riservati 3.000 posti;

 

contributori volontari, per i quali sono disponibili 9.000 posti;

 

– lavoratori cessati dal servizio, ai quali sono stati riservati 6.000 posti;

 

– lavoratori in congedo per assistere figli disabili nel 2011, ai quali sono stati riservati 2.000 posti.

 

C’è tempo, per inoltrare la domanda di pensione, sino al 1° marzo 2016: per approfondimenti, e per capire se si possiedono i requisiti utili, potete consultare la nostra mini-guida sulla Settima Salvaguardia.


[1] D.L. 201/2011.

[2] Inps circ. n.16/2013.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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