Inps, contributi 2016 per i lavoratori domestici
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31 Gen 2016
 
L'autore
Noemi Secci
 


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Inps, contributi 2016 per i lavoratori domestici

Contributi 2016 colf e badanti: come si calcolano e si versano, fasce orarie di retribuzione, quali rischi coprono, adempimenti.

 

L’Inps, in base alla variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo resa nota dall’Istat, ha reso note, per l’anno 2016, le fasce di retribuzione su cui calcolare i contributi dovuti per i lavoratori domestici.

 

In particolare, sono stati confermati:

 

– la minore aliquota contributiva dovuta per l’assicurazione sociale per l’impiego (Aspi, anche se ora il trattamento di disoccupazione per i lavoratori subordinati si chiama Naspi) dai datori di lavoro soggetti al contributo CUAF;

 

– il contributo addizionale, a carico del datore di lavoro,  previsto per i lavoratori a tempo determinato, pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (cioè la retribuzione convenzionale); sono esclusi dal contributo solo i lavoratori assunti a termine in sostituzione di lavoratori assenti.

 

 

Contributi lavoratori domestici 2016: calcolo

Per leggere correttamente e comprendere le tabelle Inps sulla contribuzione dei lavoratori domestici, è necessario prima capire il meccanismo di calcolo dei contributi.

Diversamente da quanto avviene per la generalità dei dipendenti, i contributi di colf e badanti si calcolano sulla paga oraria, e non sulla retribuzione mensile; il calcolo, inoltre, non avviene applicando una percentuale, cioè un’aliquota, alla paga, ma il contributo è definito in base alla fascia in cui rientra la retribuzione oraria, e moltiplicato per il numero delle ore di lavoro prestate.

 

La paga oraria, nel dettaglio, è composta in questo modo:

 

retribuzione oraria concordata;

– valore convenzionale di vitto e alloggio, frazionato ad ore, ove dovuto;

tredicesima mensilità, frazionata ad ore.

 

Quindi, per trovare la paga oraria effettiva, da utilizzare come base per calcolare i contributi, bisogna sommare:

 

– la paga oraria contrattuale;

 

– il rateo orario di tredicesima (quota oraria diviso 12: ad esempio, per una paga oraria di 9 euro, il rateo di tredicesima da sommare è pari a 0,75, cioè 9 diviso 12);

 

– l’importo orario di vitto e alloggio, se dovuto (che si ricava in questo modo: valore convenzionale giornaliero Inps di vitto e alloggio, per il numero delle giornate lavorate, diviso il numero di ore lavorate).

 

Dalla paga oraria si ricava il contributo orario utilizzando le tabelle Inps, pubblicate annualmente (vedi sotto): ogni tabella contiene le diverse fasce di retribuzione oraria effettiva, a ciascuna delle quali è collegato il contributo orario corrispondente.

 

Per capire qual è il contributo orario da pagare, è dunque sufficiente vedere in quale fascia retributiva è ricompresa la paga oraria.

 

Il calcolo dei contributi dovuti per ciascun trimestre si ottiene, poi, moltiplicando la contribuzione oraria per il numero delle ore retribuite nel periodo.

 

Le ore retribuite trimestralmente si ricavano moltiplicando le ore retribuite ogni settimana per le settimane del trimestre di riferimento, considerando che:

 

– la settimana decorre dalla domenica al sabato, per cui contano solo le settimane del trimestre che si concludono con il sabato (logicamente, le ore successive all’ultimo sabato devono essere contate nel trimestre solare successivo);

 

-qualora dalla somma delle ore e delle frazioni di ora il numero ottenuto non sia intero, l’ammontare va arrotondato all’unità superiore.

 

Per chi è in difficoltà col calcolo dei contributi, sul sito dell’Inps è prevista una specifica applicazione guidata, di semplice utilizzo.

 

Vediamo ora le nuove tabelle Inps 2016 per il calcolo dei contributi dei lavoratori domestici

 

 

Contributi lavoratori domestici 2016

La tabella mostra i contributi orari per i lavoratori domestici assunti a tempo indeterminato ed a termine, i primi non soggetti all’addizionale per la disoccupazione.

Gli importi tra parentesi, inseriti nelle colonne relative al contributo orario, sono quelli a carico del lavoratore, che devono essere trattenuti dalla sua busta paga, e versati  trimestralmente dal datore, assieme ai contributi a suo carico.

Il contributo CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari) non è dovuto solo se il rapporto è fra coniugi o tra parenti o affini entro il terzo grado conviventi (nelle ipotesi in cui la legge lo consenta: ad esempio, il rapporto di lavoro domestico tra coniugi è consentito solo se il coniuge non lavoratore è titolare di assegno di accompagnamento).

 

 

 

Contributi lavoratori domestici 2016: suddivisione

Il contributo orario dovuto è così suddiviso:

 

fondo pensioni lavoratori dipendenti: gran parte della contribuzione pagata va al F.P.L.D., e serve a coprire l’assicurazione IVS, invalidità vecchiaia e superstiti (in pratica, serve per la pensione dei lavoratori domestici);

 

Aspi: la quota Aspi serve per assicurare il dipendente contro la disoccupazione; nel caso in cui il rapporto sia a termine, è dovuta un’addizionale dell’1,40%;

 

Cuaf: La Cassa unica assegni familiari serve per finanziare l’erogazione degli assegni al nucleo familiare (Anf) ai lavoratori domestici;

 

maternità: i contributi versati alla Gestione maternità servono all’erogazione dell’indennità alle lavoratrici domestiche per il periodo di astensione obbligatoria (2 mesi prima del parto e 3 mesi successivi, oppure un mese più 4 mesi, qualora la lavoratrice si avvalga della flessibilità);

 

Inail: la quota Inail copre l’assicurazione per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali;

 

fondo garanzia Tfr: la quota versata a tale fondo serve a coprire il dipendente dal rischio del mancato pagamento della liquidazione da parte del datore di lavoro.

 

Fascia oraria di retribuzione
Contributo orario
Lavoratori Domestici a tempo indeterminato
Lavoratori Domestici a termine
Retribuzione effettiva
Retribuzione convenzionale
Con quota CUAF
Senza quota CUAF
Con quota CUAF
Senza quota CUAF
fino a € 7,88 € 6,97 € 1,39 (0,35) € 1,40 (0,35) € 1,49 (0,35) € 1,50 (0,35)
oltre € 7,88 e fino a € 9,59 € 7,88 € 1,57 (0,39) € 1,58 (0,40) € 1,68 (0,39) € 1,69 (0,40)
oltre € 9,59 € 9,59 € 1,91 (0,48) € 1,93 (0,48) € 2,05 (0,48) € 2,06 (0,48)
oltre le 24 ore settimanali € 5,07 € 1,01 (0,25) € 1,02 (0,25) € 1,08 (0,25) € 1,09 (0,25)

 

Contributi lavoratori domestici 2016: quando e come si pagano

Anche per quest’anno, i termini per il pagamento dei contributi, che devono essere versati trimestralmente, sono:

 

primo trimestre: 1-10 aprile;

secondo trimestre: 1-10 luglio;

terzo trimestre: 1-10 ottobre;

quarto trimestre: 1-10 gennaio.

 

I contributi possono essere versati utilizzando i bollettini MAV, inviati dall’Inps e precompilati con gli importi dovuti. Nel caso siano intervenute variazioni orarie, dal sito dell’Istituto, alla sezione Servizi online, è possibile indicare le variazioni e stampare un altro bollettino MAV con gli importi conformi.

 

I MAV possono essere pagati presso:

 

sportelli postali;

tabaccherie convenzionate (Circuito Reti Amiche);

– sportelli bancari e sito internet Unicredit;

– online, direttamente sul sito web dell’Inps, alla pagina Portale dei Pagamenti, utilizzando una carta di credito;

– tramite Contact Center Inps-Inail, utilizzando una carta di credito.

 

Le variazioni degli importi possono essere richieste anche agli operatori del Circuito, del Contact Center, o effettuate tramite procedura online.


Autore immagine: 123rf com

 


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