Assegno di mantenimento: la prescrizione
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8 Feb 2016
 
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Assegno di mantenimento: la prescrizione

Assegno divorzile e di mantenimento all’ex coniuge e ai figli a seguito di divorzio e separazione: dopo quanto tempo “scade” l’obbligo di versare la somma?

 

Anche il diritto dell’ex coniuge o dei figli a percepire l’assegno di mantenimento ha, come tutti i crediti, una “data di scadenza”, scadenza che, in termini giudici, si definisce “termine di prescrizione”. In pratica, al pari di un cibo che, non consumato per troppo tempo, non può più essere mangiato, il diritto al recupero del credito, se non esercitato per un periodo prefissato dalla legge, non può più essere fatto valere in tribunale.

 

Tale regola vale anche per l’assegno di mantenimento che il marito o la moglie, a seguito di separazione o divorzio, è tenuto a versare all’ex coniuge, nella misura in cui il giudice ha stabilito.

 

A riguardo, si parla di:

 

assegno di mantenimento con riferimento alla somma determinata all’esito del giudizio di separazione;

 

assegno divorzile con riferimento invece alla somma determinata in sede di divorzio.

 

 

La prescrizione dell’assegno di mantenimento

Il diritto al pagamento dell’assegno di mantenimento ha ad oggetto prestazioni autonome, distinte e periodiche da pagare in termini inferiori all’anno per cui il termine di prescrizione è di 5 anni decorrenti dalle singole scadenze di pagamento [1].

Tale infatti è la disciplina prevista dal codice civile [2] secondo cui si prescrivono in cinque anni (…) in generale tutto ciò che deve pagarsi periodicamente entro un anno o in termini più brevi.

 

Il termine riguarda le singole rate e inizia a decorrere dalle singole scadenze di pagamento delle prestazioni dovute, in relazione alle quali sorge di volta in volta il diritto all’adempimento. Dunque la prescrizione non decorre dalla data della pronuncia della sentenza di separazione [3].

 

La prescrizione diventa però di 10 anni se, tra le parti, sorge contestazione sull’obbligo di corrispondere uno o più mensilità e se sull’esistenza di tale obbligo si va davanti al giudice: il magistrato, infatti, accerta l’obbligo di pagare la somma con sentenza che, una volta divenuta definitiva, garantisce un diritto di durata decennale. In tali casi, infatti, si applica il termine di prescrizione delle sentenze e di tutti i provvedimenti del giudice che è di dieci anni.

 

 

La prescrizione dell’assegno divorzile

Le stesse regole viste per la prescrizione dell’assegno di mantenimento valgono per quello divorzile. Il credito relativo al pagamento dell’assegno dei figli e del coniuge ha ad oggetto prestazioni periodiche da pagare in termini inferiori all’anno per cui il termine di prescrizione è di 5 anni decorrenti dalle singole scadenze di pagamento.

La prescrizione decennale si applica solo se sorge contestazione sull’obbligo di corrispondere uno o più ratei e se sull’esistenza di tale obbligo intervenga l’accertamento giudiziale sul quale si formi il giudicato.


[1] Cass. sent. n. 13414/2010.

[2] Art. 2948 n. 4 cod. civ.

[3] Cass. sent. n. 7981/2014, n. 6975/2005.

 

Autore immagine: 123rf com

 


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