Locazione turistica: contratto e funzionamento
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2 Feb 2016
 
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Locazione turistica: contratto e funzionamento

La locazione volta a soddisfare finalità turistiche per le vacanze nelle seconde case.

 

Oltre ai tre più frequenti modelli di locazione (uso abitativo, commerciale e per studenti universitari) esiste quella turistica, rivolta a soddisfare temporanee esigenze abitative del conduttore (l’inquilino), caratterizzate da bisogni di abitare, con fini di vacanza, le cosiddette seconde case.

Il padrone di casa (conduttore) può utilizzare questo schema di scrittura privata, dunque, per dare in affitto la propria “seconda casa” solo nei periodi di riposo, con fini quindi di vacanza. Pertanto non si potrebbe ricorrere a tale tipo di contratto se l’immobile, sia pure collocato in zona di villeggiatura, venga affittato per l’intero anno e oltre. La caratteristica predominante, infatti, della locazione ad uso abitativo deve essere appunto un uso temporaneo e la soddisfazione di un’esigenza abitativa non primaria, nel senso che non riguarda l’immobile in cui una persona e i suoi familiari vivono abitualmente e stabilmente. È sufficiente che il conduttore abbia lo scopo di abitare l’immobile per turismo e non è invece necessario che l’immobile sia ubicato in una località turistica. Lo scopo turistico deve sussistere al momento della conclusione del contratto stesso.

La finalità turistica deve risultare dal contratto ed essere effettivamente riscontrabile onde escludere ogni esigenza abitativa primaria.

 

Può, per esempio, far ricorso a tale tipo di contratto chi affitta un appartamento in città a una coppia di turisti, per una settimana, o chi voglia cedere, nel mese di agosto, la propria casa al mare.

 

Se, insieme al godimento dell’immobile, il padrone di casa garantisce ulteriori servizi come, per esempio, la pulizia della stanza, la colazione, ecc., come nel caso dei bed and breakfast, si applica il diverso contratto di prestazione alberghiera e non quello di locazione turistica.

 

 

Durata

Le parti possono stabilire liberamente la durata del contratto. In genere tale tipo di locazione è stipulata per brevi periodi. Al termine del periodo pattuito non c’è bisogno di disdetta in quanto essa è automatica e il conduttore deve rilasciare l’immobile locato immediatamente.

 

 

Registrazione e APE

Il contratto deve avere forma scritta e, se ha durata maggiore di 30 giorni, deve essere registrato

 

In merito all’APE, se il contratto ha una durata inferiore a 30 giorni, il locatore non ha l’obbligo di far predisporre l’APE. Se ha una durata superiore si applicano le regole sull’Attestato di prestazione energetica.

 

Pagamento del canone di locazione

Le parti sono libere di determinare la misura del canone mensile da versare al locatore.

Quanto alle modalità di pagamento in genere il locatore richiede parte dell’affìtto al momento della stipulazione del contratto: quest’importo non deve superare il 25% del prezzo della locazione e non deve essere richiesto più di sei mesi prima della data di inizio della locazione. Il saldo è effettuato 30 giorni prima della partenza o alla consegna delle chiavi.

 

Disdetta e penali

È facoltà del conduttore disdire la prenotazione. In tali casi, ha diritto al rimborso di parte della somma anticipata e precisamente:

– meno il 10% sino a 30 giorni prima della data di locazione;

– meno il 25% sino a 21 giorni prima della data di locazione;

– meno il 50% sino a 11 giorni prima della data di locazione;

– meno il 75% sino a 3 giorni prima della data di locazione.

 


Autore immagine: 123rf com

 


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